{"id":693,"date":"2021-08-01T00:01:01","date_gmt":"2021-08-01T00:01:01","guid":{"rendered":"https:\/\/cominvolo.wordpress.com\/?p=693"},"modified":"2021-08-02T13:32:10","modified_gmt":"2021-08-02T13:32:10","slug":"il-modello-famiglia-satellite-famiglia-vettore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/08\/01\/il-modello-famiglia-satellite-famiglia-vettore\/","title":{"rendered":"Il modello famiglia satellite-famiglia vettore"},"content":{"rendered":"\n<p>Presupponendo la lettura di quanto riguarda la storia delle origini della comunit\u00e0, vogliamo qui approfondire l\u2019impostazione del modello iniziale, soprattutto per quanto riguarda le sue concrete realizzazioni e i problemi connessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 (famiglia satellite) era imperniata sulla figura della vicemadre, che gestiva la comunit\u00e0 con l\u2019apporto della famiglia vettore. La vicemadre, unica figura educativa presente in comunit\u00e0, aveva nella comunit\u00e0 stessa la sua abitazione; il tentativo era quello di ricostruire un modello di vita il pi\u00f9 possibile simile a quello di un normale ambiente familiare. Il ruolo della vicemadre era inteso dalla cooperativa come un ruolo vocazionale e di conseguenza l\u2019investimento nei confronti dei bambini e della comunit\u00e0 era pi\u00f9 esistenziale che professionale; questo significava inoltre per la vicemadre una quasi totale rinuncia a una vita privata esterna alla comunit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante segnalare che la comunit\u00e0 era situata all\u2019interno di un normale condominio e i suoi ospiti partecipavano alla vita del quartiere in cui si trovava il condominio. Richiamiamo l\u2019importanza di questo elemento in quanto \u00e8 stato uno dei fattori di contrasto con il modello dei villaggi s o s che hanno portato alla separazione da tale organismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stile di vita condotto all\u2019interno della comunit\u00e0 voleva rispecchiare quello del ceto medio. La famiglia vettore era di sostegno e di aiuto alla vita della comunit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Tale famiglia derivata dall\u2019organizzazione dei villaggi S.O.S., nei progetti della cooperativa doveva abitare vicino alla comunit\u00e0 per essere reperibile nei momenti di bisogno. Inoltre, doveva servire e soddisfare la necessit\u00e0 di introdurre all\u2019interno della vita della comunit\u00e0 una figura maschile di riferimento (il marito della coppia vettore). Oltre a fornire un appoggio pratico ed educativo alla comunit\u00e0, era compito della famiglia vettore essere primo importante occasione e tramite per l\u2019inserimento dei bambini della famiglia satellite nella vita sociale del quartiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019effettiva analisi della valutazione di questo modello \u00e8 resa difficile dal fatto che sin dall\u2019inizio si \u00e8 verificata una notevole difficolt\u00e0 a reperire famiglie disponibili ad assumere il ruolo di famiglia vettore, per cui \u00e8 impossibile prescindere dalle caratteristiche peculiari della specifica famiglia vettore che era disponibile e dalle caratteristiche della vicemadre della famiglia satellite senza aver la possibilit\u00e0 di generalizzare a partire da pi\u00f9 dati esperienziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei fatti i rapporti tra la famiglia satellite e la famiglia vettore accanto a molta positivit\u00e0 hanno rivelato anche alcuni aspetti problematici. In primo luogo si \u00e8 manifestata a volte una sorta di concorrenza tra i due nuclei , in particolare tra le due figure femminili, le due \u201cmadri\u201d, anche per divergenze abbastanza marcate circa il metodo educativo. Un altro grosso problema erano le gelosie che potevano sorgere nei confronti dei figli naturali della coppia della famiglia vettore, considerata l\u2019unica vera e propria famiglia, e quindi il desiderio, pi\u00f9 o meno espresso, dei bambini della comunit\u00e0 di venirne adottati .<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di problematica si \u00e8 ripercossa in modo evidente sul ruolo giocato dal padre della famiglia vettore all\u2019interno della famiglia satellite. Il suo essere sia dentro sia fuori la comunit\u00e0, (essendo egli membro della famiglia vettore ma avendo un ruolo autorevole, maschile all\u2019interno della famiglia satellite) creava in alcune occasioni contraddizioni e desideri di appartenenza completa, anche verbalizzati, da parte dei minori della comunit\u00e0, oggettivando in essi il disagio di non essere in una situazione familiare normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a ci\u00f2, la famiglia vettore, ovviamente, non poteva garantire una presenza capillare che permettesse un\u2019effettiva condivisione di ansia, scelte e incombenze che spesso la vicemadre doveva gestire da sola nel quotidiano<\/p>\n\n\n\n<p>Nei fatti comunque altre al contributo della famiglia vettore (ch e poi nella pratica fu denominata famiglia appoggio), un certo ruolo di sostegno pratico alla comunit\u00e0 venne giocato anche dagli altri soci della cooperativa che si rendevano disponibili in comunit\u00e0 per sostenere le comunit\u00e0 in alcune incombenze pratiche (riparazioni, imbiancature) per fare opera di baby-sitting e permettere quindi alla vicemadre di dedicarsi ad attivit\u00e0 esterne in momenti particolari della settimana, anche se questo avveniva in tempi molto limitati. Per quanto riguarda il sostegno di tipo tecnico alla vicemadre nella lettura dei problemi che presentavano i bambini inseriti in comunit\u00e0, la cooperativa cerc\u00f2 di affiancare le vicemadri con un\u2019\u00e9quipe di tecnici esterni (medici, psicologi) che si erano resi disponibili a tale compito; Altro sostegno derivava dall\u2019apporto degli psicologi che seguivano i casi prima dell\u2019inserimento in comunit\u00e0 o, ancora, attraverso l\u2019apporto che i soci della cooperativa potevano dare alle vicemadri durante le discussioni&nbsp; assembleari.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per quanto riguardava la vita pratica della comunit\u00e0, ci si rendeva conto che era necessario integrare le risorse della vicemadre nella gestione di comunit\u00e0 abbastanza numerose (una delle comunit\u00e0 era rimasta con soli tre bambini, mentre le altre avevano cinque o sei minori). La strada che si segu\u00ec fu quella di accettare la convivenza di persone che per diversi motivi erano disposte ad avere come riferimento abitativo la comunit\u00e0 pur mantenendo le loro attivit\u00e0 esterne: studentesse che vivevano come ragazze alla pari; persone con un loro lavoro che alla sera rientravano in comunit\u00e0. Tali figure&nbsp; nel complesso non ebbero per\u00f2 nessun ruolo educativo codificato e non offriranno una reale possibilit\u00e0 di confronto quotidiano alla vicemadre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presupponendo la lettura di quanto riguarda la storia delle origini della comunit\u00e0, vogliamo qui approfondire l\u2019impostazione del modello iniziale, soprattutto per quanto riguarda le sue concrete realizzazioni e i problemi connessi. La comunit\u00e0 (famiglia satellite) era imperniata sulla figura della vicemadre, che gestiva la comunit\u00e0 con l\u2019apporto della famiglia vettore. 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