{"id":577,"date":"2021-08-01T19:01:51","date_gmt":"2021-08-01T19:01:51","guid":{"rendered":"https:\/\/cominvolo.wordpress.com\/?p=577"},"modified":"2025-06-25T12:51:48","modified_gmt":"2025-06-25T12:51:48","slug":"nasce-ladm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/08\/01\/nasce-ladm\/","title":{"rendered":"Primi sviluppi dell&#8217;ADM"},"content":{"rendered":"\n<p>Abbiamo analizzato nel paragrafo precedente alcune delle questioni fondamentali che si sono dovute affrontare per definire una corretta impostazione metodologica degli interventi di ADM. Analizziamo ora in concreto alcuni aspetti dell\u2019operativit\u00e0 nei primi anni di assestamento di questo nuovo servizio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Definizione di un adeguato metodo di lavoro COMIN<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Data l&#8217;impostazione del Servizio, per cui l&#8217;operatore si trova ad agire solo, una delle prime preoccupazioni, come abbiamo visto, \u00e8 stata organizzare adeguati momenti di riflessione interna in cui i singoli operatori potessero avere l&#8217;occasione di condividere dubbi, ansie, riflessioni, al fine di elaborare assieme il progetto di intervento educativo, oltre che poterne poi verificare la sua attuazione autonoma. Questo fatto ha poi favorito lo sviluppo di un&#8217;effettiva corresponsabilit\u00e0 tra i diversi operatori sia riguardo i singoli interventi educativi, che bench\u00e9 attuati dal singolo operatore sono considerati di responsabilit\u00e0 della Cooperativa, sia riguardo all&#8217;organizzazione del Servizio in tutti i suoi aspetti. L&#8217;organizzazione del lavoro ADM inizialmente prevedeva come unico ambito quello del <strong>Gr.Ed. <\/strong>(Gruppo Educatori) internamente al quale venivano trattate tutte le questioni relative al servizio. Era prevista la figura del coordinatore e alcuni soci della Comin seguivano pi\u00f9 da vicino la nuova esperienza. Era previsto anche il momento della supervisione. In seguito, sempre durante l&#8217;anno sperimentale, si rese necessaria, a fianco del Gr.Ed., l&#8217;istituzione di due piccoli gruppi, ambiti nei quali alcuni educatori, il coordinatore e uno dei soci discutevano l&#8217;andamento del caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Col proseguire e il maturare dell&#8217;esperienza l&#8217;organizzazione del lavoro ADM \u00e8 giunta a prevedere i seguenti ambiti:<\/p>\n\n\n\n<p>ASSEMBLEA DI SETTORE:<\/p>\n\n\n\n<p>discussione delle problematiche che investono il servizio ADM nel suo complesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo ha funzioni decisionali secondo il mandato dell&#8217;Assemblea dei Soci.<\/p>\n\n\n\n<p>PICCOLO GRUPPO (coordinatore + 4\/5 operatori):<\/p>\n\n\n\n<p>discussione dei casi, focalizzazione dei nodi problematici e verifica dell&#8217;intervento educativo.<\/p>\n\n\n\n<p>GRUPPO ACCETTAZIONE CASI (coordinatore + 3 operatori):<\/p>\n\n\n\n<p>istituito nel 1988, il gruppo abbina educatore e minore seguendo le singole disponibilit\u00e0, i criteri preventivamente decisi nella Assemblea di Settore e le richieste dei Servizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo seleziona nuovi operatori secondo i criteri decisi dal Settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo \u00e8 decisionale e i suoi membri sono a rotazione per un anno.<\/p>\n\n\n\n<p>GRUPPO EDUCATORI:<\/p>\n\n\n\n<p>Costituitosi al momento dell&#8217;avvio dell&#8217;intervento, con l&#8217;istituzione del Settore ADM vide la sua definitiva risoluzione in piccoli gruppi al fine di rendere pi\u00f9 agevole e frequente la discussione dei singoli casi. Con l&#8217;evoluzione del settore ADM, venne ripristinato nel 1989 come momento di formazione permanente e di elaborazione da parte degli operatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 previsto per gli operatori ADM, come detto, anche il momento della <strong>supervisione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una questione collaterale che si \u00e8 posta con urgenza \u00e8 stata quella di cercare una struttura in zona 10 (in zona 7 il C.d.Z. ha messo a disposizione una &#8220;stanzetta&#8221;) * per organizzare una sede ADM e soprattutto per poter attuare momenti comuni di attivit\u00e0 con i ragazzi, al di fuori della famiglia, qualora se ne presenti l&#8217;utilit\u00e0. Questa forte esigenza, che solo in parte ha trovato risposta con l&#8217;apertura in zona 10 del Centro di Prevenzione al disagio preadolescenziale, se soddisfatta, offrirebbe tra l&#8217;altro anche occasioni di confronto &#8220;sul campo&#8221; tra gli operatori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Il rapporto con i servizi<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Essendo il Servizio Sociale, nella persona delle AA.SS., il committente dei vari interventi ADM, ne consegue che la stipula dei contratti relativi agli obiettivi, alla loro ridefinizione e alle linee generali della metodologia di intervento per un determinato caso ADM, veda impegnati da una parte il Servizio Sociale, e dall&#8217;altra il Servizio ADM Comin in uno sforzo di collaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Un nodo fondamentale per il buon andamento dell&#8217;intervento, \u00e8 un corretto passaggio di informazioni tra Educatore ed Assistente Sociale.&nbsp; \u00c8 indispensabile formalizzare un incontro di verifica a scadenza mensile. \u00c8 implicito che in caso di avvenimenti significativi sar\u00e0 necessario un vicendevole e tempestivo scambio di informazioni. Il ritorno alla famiglia delle informazioni e il passaggio e\/o l&#8217;utilizzo delle stesse ad altri Servizi coinvolti \u00e8 argomento di grande delicatezza. E&#8217; pertanto indispensabile concordare tra Educatore e A.S. i contenuti e possibilmente le forme di tale passaggio al fine di non inficiare la prosecuzione dell&#8217;intervento<\/em>&#8220;<a href=\"#_ftn1\">*<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato importante definire con chiarezza i contenuti del contratto educativo con la famiglia e le modalit\u00e0 di presentazione di tale contratto alla famiglia stessa. \u00c8 stato anche necessario individuare i criteri con cui gestire le informazioni\/confidenze che l&#8217;operatore ADM riceve dalla famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Il problema dell&#8217;inquadramento e dell&#8217;utilizzo degli operatori<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Settore ADM organizz\u00f2 un seminario interno nel luglio del 1989 per affrontare questa questione anche in prospettiva della nuova convenzione biennale &#8217;90-&#8217;91 e considerando la scelta prioritaria fatta dalla Cooperativa di avvalersi principalmente di operatori che non considerino l&#8217;ADM come lavoro occasionale in quanto studenti o in attesa di altra occupazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorreva quindi \u2013 per poter rendere stabile e continuativo il Servizio di ADM \u2013 costruire condizioni di reale sostenibilit\u00e0 nelle condizioni lavorative degli educatori coinvolti negli interventi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipotesi che la cooperativa Comin elabor\u00f2 in risposta a questa esigenza, in sinergia con il Comune di Milano, fu gi\u00e0 dai primi anni quella di mettere in campo nuovi interventi educativi, realizzabili in fasce orarie diverse da quelle dell\u2019ADM, che potessero integrare e completare l\u2019orario di lavoro complessivo degli educatori impegnati nell\u2019ADM.<\/p>\n\n\n\n<p>In prima battuta venne verificata la realizzabilit\u00e0 di nuovi interventi quali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>interventi nell&#8217;area della formazione;<\/li><li>organizzazione di centri di vacanza estivi;<\/li><li>gestione di un centro diurno in una zona di Milano.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Secondo il Settore queste iniziative avevano le caratteristiche di offrire opportunit\u00e0 lavorative atte a integrare la disponibilit\u00e0 lavorativa degli operatori ADM; offrire risposta a bisogni evidenziati nella zona; essere in sintonia con le linee del Piano Minori Comunale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dei successivi anni le tipologie di occasioni lavorative \u201cintegrative\u201d rispetto agli interventi di ADM sono variate notevolmente (in particolare con la messa in campo del Servizio di Educativa Scolastica); tuttavia l\u2019esigenza di garantire condizioni di sostenibilit\u00e0 lavorativa agli operatori dell\u2019ADM \u00e8 stato per la cooperativa sempre presente e attuale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>La gara d&#8217;appalto del 1989<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con la fine del 1989, il Comune di Milano consider\u00f2 conclusa la fase sperimentale del Servizio di ADM e per poter continuare il Servizio, lanci\u00f2 una gara di appalto pubblica. La Comin, ovviamente, partecip\u00f2 a tale gara di appalto per le zone 7, 10, 13 dove gi\u00e0 gestiva il Servizio. Si decise all&#8217;interno del Coordinamento Enti ADM di presentarsi in maniera coordinata e compatta alla scadenza dell&#8217;appalto, nell&#8217;auspicio che potesse essere garantita la continuit\u00e0 del Servizio, riconfermando gli stessi Enti gestori nelle rispettive zone, senza dover interrompere i rapporti gi\u00e0 instaurati. I risultati della gara d&#8217;appalto, con l&#8217;eccezione di una zona, risposero positivamente a tale auspicio. La Comin quindi ebbe in appalto gli interventi di ADM nelle zone 7, 10 e 13.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>La gara d&#8217;appalto del 1992<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1992 numerose difficolt\u00e0 hanno reso impossibile il previsto rinnovo della gara d&#8217;appalto ed \u00e8 stata necessaria una proroga semestrale del contratto precedente per garantire la prosecuzione degli interventi in atto. All&#8217;interno del coordinamento Enti ADM,&nbsp; nel frattempo,&nbsp; \u00e8 maturata la convinzione dell&#8217;inadeguatezza e pericolosit\u00e0 della modalit\u00e0 contrattuale della gara d&#8217;appalto: la scelta dell&#8217;Ente erogatore del servizio attraverso il criterio della maggiore economicit\u00e0 non \u00e8 garanzia di qualit\u00e0 del servizio; l&#8217;appalto, per sua natura, non permette un reale rapporto di collaborazione e integrazione tra Ente pubblico ed Ente erogatore il servizio; la normativa vigente, inoltre, indica nel rapporto di convenzionamento l&#8217;unica modalit\u00e0 di gestione dei servizi Socio Assistenziali tramite il privato sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il coordinamento Enti ADM, cui la Comin aderisce, ha pertanto presentato un documento al sindaco, al vice-sindaco e all&#8217;assessore ai Servizi Sociali per chiedere la sostituzione della gara d&#8217;appalto, non ancora deliberata, con altre forme contrattuali capaci di promuovere e garantire la qualit\u00e0 del servizio.<a href=\"#_ftn2\">*<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L\u2019integrazione nella Cooperativa.<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una questione che si poneva alla Cooperativa nel momento in cui, nel 1987, decise di mantenere al proprio interno il Servizio di ADM era quella, come abbiamo visto, di una integrazione reale del nuovo gruppo non solo per ci\u00f2 che concerne eventuali passaggi di casi, ma soprattutto rispetto all&#8217;omogeneit\u00e0 ed organicit\u00e0 del progetto cooperativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo processo di integrazione ha avuto bisogno di un lungo cammino che non pu\u00f2 essere fatto coincidere tout court con la scelta, per altro di evidente grande importanza, fatta progressivamente dagli operatori ADM di diventare soci della Comin.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo traguardo del processo di integrazione \u00e8 consistito nel lento cambiamento di mentalit\u00e0 attuatosi col passaggio dal sentirsi solo &#8220;prestatori d&#8217;opera&#8221; al considerarsi invece responsabili e creativi anche riguardo alle problematiche complessive del servizio ADM Comin in tutti i suoi aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ulteriore passo in avanti \u00e8 poi stato quello di sentirsi realmente coinvolti e responsabili nella gestione complessiva della Cooperativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Grande utilit\u00e0 nell&#8217;agevolare questo processo di crescita, hanno rivestito i momenti di collaborazione nella Cooperativa e all&#8217;interno del Settore, come ad esempio: la giornata seminariale del 03\/12\/1989, oppure la collaborazione nel <em>Terzo Settore<\/em> soprattutto per la progettazione di nuovi interventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un impatto emotivo particolarmente positivo a questo riguardo, oltre che efficace sul piano formativo, ha avuto il corso di formazione congiunta tra operatori di comunit\u00e0 e di ADM sulla Comunicazione nell&#8217;ambito della Programmazione Neurolinguistica (PNL), tenutosi nel settembre 1990. <a href=\"#_ftn3\">*<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">*<\/a> Vedi documento 43<\/p>\n\n\n\n<p>* Vedi documento n.28 pag 1.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">*<\/a> vedi documento 42<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">*<\/a> nella sezione approfondimenti \u00e8 presente il materiale prodotto in questo corso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo analizzato nel paragrafo precedente alcune delle questioni fondamentali che si sono dovute affrontare per definire una corretta impostazione metodologica degli interventi di ADM. 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