{"id":554,"date":"2021-07-28T14:38:01","date_gmt":"2021-07-28T14:38:01","guid":{"rendered":"https:\/\/cominvolo.wordpress.com\/?p=554"},"modified":"2022-04-06T14:28:45","modified_gmt":"2022-04-06T14:28:45","slug":"tutti-i-santi-lunedi-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/28\/tutti-i-santi-lunedi-sera\/","title":{"rendered":"Tutti i santi luned\u00ec sera"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La formula&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Comin nasce come cooperativa: la formula cooperativistica venne scelta in quanto giudicata la pi\u00f9 corresponsabilizzante e democratica. Essere cooperativa \u00e8 una scelta fortemente identitaria che ha connotato Comin nel corso di tutta la sua storia. Da una ricerca dell\u2019IRS emerge che Comin \u00e8 la prima cooperativa \u201csociale\u201d (ante litteram) costituita in Lombardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome Comin 1 auspicava la creazione di nuove cooperative parallele (Comin 2, 3&#8230;) e la diffusione di un nuovo modo per affrontare i problemi dei minori in stato di disagio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Cooperativa gestisce un servizio di accoglienza a favore di minori in difficolt\u00e0 familiare cos\u00ec strutturato: un nucleo composto da tre minori ed una vice-madre. Tale nucleo si configura come una realt\u00e0 famigliare ed abita un appartamento normalmente inserito nel contesto urbano. I minori usufruiscono di strutture pubbliche, scuole, ecc., come tutti i loro coetanei. Attorno a tale nucleo ruotano una cosiddetta &#8220;famiglia vettore&#8221;, che condivide con la vice-madre la responsabilit\u00e0 educativa nei confronti dei minori; alcuni &#8220;amici di famiglia&#8221;, che favoriscono appunto il vissuto di normale famiglia nei minori e realizzano nel contempo l&#8217;aggancio con la realt\u00e0 sociale esterna; un gruppo di tecnici in qualit\u00e0 di consulenti ed esperti. I problemi educativi vengono affrontati in una riunione a cadenza settimanale che vede la presenza della vice-madre, della famiglia vettore e degli amici di famiglia, in pratica di tutti i soci della cooperativa<sup>*<\/sup>. Il luned\u00ec sera rimane per molto tempo un impegno fisso dei soci della cooperativa, portato avanti con costanza. Una presenza che ha reso possibile il lungo cammino di Comin che prosegue ancora oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I bambini accolti&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utenza delle comunit\u00e0 viene determinata in base a criteri quali l&#8217;et\u00e0 (0-10 anni), la non adottabilit\u00e0, l&#8217;assenza di gravi problemi connessi ad handicap. Ai gruppi di fratelli naturali viene data la preferenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla scelta di tali criteri sono deducibili:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la priorit\u00e0 attribuita all&#8217;adozione e all&#8217;affidamento familiare quali forme di intervento nei confronti dell&#8217;infanzia abbandonata (questo tipo di tendenza era mitigata dalla scelta di favorire un tipo di utenza per la quale si potesse prevedere un lungo periodo di istituzionalizzazione);<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp; la prevista possibilit\u00e0 di continuare i rapporti con le famiglie d&#8217;origine dei minori, operando dunque non solo sul minore ma anche sul nucleo di provenienza;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 &nbsp; la salvaguardia dei legami affettivi esistenti, ad es., tra fratelli, quale fattore favorevole all&#8217;instaurarsi di un clima il pi\u00f9 possibile simile a quello della famiglia d&#8217;origine e capace di evitare un ennesimo vissuto abbandonico;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp; la volont\u00e0 di ricreare nuclei familiari il pi\u00f9 possibile &#8220;normali&#8221;, il che comporta la valutazione della compatibilit\u00e0 delle situazioni personali dei minori ospiti cos\u00ec da non pregiudicare la stabilit\u00e0 emotiva dell&#8217;intero nucleo; tale scelta \u00e8 comunque legata anche alla professionalit\u00e0 ed alla competenza degli operatori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli operatori&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vengono identificate pi\u00f9 figure di &#8220;operatori&#8221;, attivi in campi e a livelli diversi. Troviamo infatti chi si occupa in modo pi\u00f9 o meno diretto dei minori (vice-madre, soci della famiglia vettore, soci amici di famiglia, tecnici e consulenti) e chi si fa carico dell&#8217;iniziativa in generale sostenendo la cooperativa e alimentando un movimento d&#8217;opinione sul problema dei minori in stato di abbandono (soci e sostenitori). La separazione tra i due campi di intervento non \u00e8 nettamente delineata, in quanto le stesse persone possono operare in entrambi i campi.<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando la figura della vice-madre, possiamo notarne la complessit\u00e0. Si tratta di un operatore regolarmente assunto dalla cooperativa e tenuto pertanto a fornire delle prestazioni di tipo professionale. Non si fa tuttavia riferimento ad alcuna qualifica professionale (la prima vice-madre \u00e8 persona con diploma di scuola media superiore gi\u00e0 attiva all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione SOS) o a specifiche mansioni. A tale operatore viene richiesto di essere una &#8220;buona madre&#8221; e, di norma, di esserlo a tempo pieno. Ci\u00f2 conformemente alla postulata opportunit\u00e0 di ricostruire attorno al minore una realt\u00e0 il pi\u00f9 possibile simile a quella di una normale famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fatto implica un atteggiamento da parte dell&#8217;operatore che oltrepassa i limiti della professionalit\u00e0 coinvolgendo la stessa sfera esistenziale (la vice-madre nel 1975, oltre a vitto e alloggio, riceveva uno stipendio mensile di \u00a3 100.000. Nella lettera di assunzione si dice testualmente: &#8220;Non viene menzionato un contratto di lavoro nazionale poich\u00e9 non \u00e8 possibile configurare un&#8217;attivit\u00e0 di questo genere che sul piano del volontariato&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia vettore, \u00e8 una famiglia appoggio che sostiene la vice-madre nelle sue funzioni quotidiane e ha funzione di consiglio, confronto e aiuto nel favorire rapporti sociali, specialmente con i propri figli. Importante la figura del padre che funge da figura di riferimento maschile anche per il nuovo nucleo. Al di l\u00e0 delle sue pi\u00f9 strette responsabilit\u00e0 educative nei confronti dei minori \u00e8 interessante per il suo rapporto con la vice-madre, con la quale si trova a svolgere una sorta di lavoro d&#8217;\u00e9quipe, per la sua funzione di tramite con la realt\u00e0 sociale circostante e per il suo carattere volontario (non riceve alcun tipo di compenso economico).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano dei servizi ai minori, l&#8217;iniziativa Comin si pone dunque come antitesi all&#8217;istituto tradizionale, contrastandone le regole meccaniche, l&#8217;aspetto segregante, impersonale e spersonalizzante.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella comunit\u00e0 gli operatori si fanno carico in toto dell&#8217;andamento della stessa, coadiuvati, nella misura loro possibile, dai ragazzi. L&#8217;azione educativa non consiste solo in un&#8217;azione di tipo normativo o di vigilanza o di interscambio affettivo, ma si realizza anche attraverso la quotidianit\u00e0 spicciola e solo apparentemente banale. Le propriet\u00e0 individuali, i piccoli impegni e servizi, la possibilit\u00e0 di scelte personali o raggiunte comunitariamente, la strutturazione di regole proprie del nucleo e rispettose delle personalit\u00e0 individuali, la possibilit\u00e0 di deroghe o mutamenti, divengono di per s\u00e9 stessi agenti educativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano dei valori l&#8217;iniziativa Comin sottende un atteggiamento di responsabilit\u00e0 sociale, diverso da un atteggiamento di tipo pietistico ed evidenziato anche dall&#8217;opera di sensibilizzazione che rientra tra le finalit\u00e0 dell&#8217;iniziativa, e una disponibilit\u00e0 al coinvolgimento personale e volontario, come dimostrano le figure della vice-madre e della famiglia vettore. Va detto, tuttavia, che la scelta di impegno per la deistituzionalizzazione dei minori all&#8217;inizio partiva solo implicitamente da assunti teorici. Il punto di partenza attorno a cui si coagulavano le disponibilit\u00e0 era un fatto concreto: l\u2019esistenza di una comunit\u00e0 da appoggiare. L&#8217;obiettivo di intervento pi\u00f9 generale nel campo dei minori e delle famiglie in difficolt\u00e0 risultava solo in termini generici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La formula&nbsp; Comin nasce come cooperativa: la formula cooperativistica venne scelta in quanto giudicata la pi\u00f9 corresponsabilizzante e democratica. Essere cooperativa \u00e8 una scelta fortemente identitaria che ha connotato Comin nel corso di tutta la sua storia. Da una ricerca dell\u2019IRS emerge che Comin \u00e8 la prima cooperativa \u201csociale\u201d (ante litteram) costituita in Lombardia. 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