{"id":5146,"date":"2025-05-08T11:01:11","date_gmt":"2025-05-08T11:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=5146"},"modified":"2025-05-20T10:37:33","modified_gmt":"2025-05-20T10:37:33","slug":"le-conseguenze-dello-spazio-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2025\/05\/08\/le-conseguenze-dello-spazio-pubblico\/","title":{"rendered":"Le conseguenze dello spazio pubblico"},"content":{"rendered":"[et_pb_section admin_label=&#8221;section&#8221;]\n\t\t\t[et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;]\n\t\t\t\t[et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221;]\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una riflessione dedicata al tema dello spazio pubblico a partire dall&#8217;esperienza di Tunnel Boulevard che da anni ci vede impegnati come COMIN e B-CAM insieme ad altri attori locali. &#8220;Ogni iniziativa di rilettura, valorizzazione e trasformazione, cio\u00e8 di amore per lo spazio pubblico si incontra e si scontra sempre, prima o poi, con alcune cruciali implicazioni e conseguenze, che occorre conoscere e di cui occorre tenere conto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli spazi pubblici (parchi, giardini, piazze delle citt\u00e0) sono luoghi dove chiunque, individualmente, in coppia o in piccolo gruppo, gioca, legge, passeggia, fa sport, festeggia, ascolta musica, si riposa, mangia, balla\u2026<br>Lo spazio pubblico, disponibile per tutte e tutti, \u00e8 una risorsa fondamentale e necessaria come l\u2019aria che respiriamo. \u00c8 un concentrato straordinario di opportunit\u00e0 di vita sociale, di incontro, di aggregazione. Lo spazio pubblico \u00e8 anche risorsa che supplisce &#8211; almeno parzialmente &#8211; ad alcune difficili condizioni del vivere e dell\u2019abitare presenti in molti quartieri (case piccole, sovraffollate con pochi o nulli spazi di incontro).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 molto importante che lo spazio pubblico sia un ambito tutelato (che sia cio\u00e8 preservata la sua \u201cbuona qualit\u00e0\u201d e vivibilit\u00e0) e sicuro (un contesto dove le persone non si sentano minacciate e dove viga un fondamentale rispetto reciproco).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parafrasando il titolo di un noto film di Paolo Sorrentino, <em>le conseguenze dell\u2019amore, <\/em>affermo che ogni iniziativa di rilettura, valorizzazione e trasformazione, cio\u00e8 di <em>amore<\/em> per lo spazio pubblico si incontra e si scontra sempre, prima o poi, con alcune cruciali implicazioni e conseguenze, che occorre conoscere e di cui occorre tenere conto, per non finire nella maniera drammatica suggerita dal film sopra citato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che scrivo \u2013 stante la volont\u00e0 di rendere lo spazio pubblico sempre pi\u00f9 utile e fruibile, ben oltre il semplice concetto di decoro urbano \u2013 mira proprio ad evitare il finale amarissimo del film, e ad intravvedere invece la possibilit\u00e0 che un percorso, pur accidentato, possa concludersi in maniera speranzosa, magari addirittura tendente al meraviglioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per meglio intenderci, porto un caso specifico su cui lavoriamo da tempo, insieme a molte altre persone e organizzazioni: una via della citt\u00e0 e alcune vie adiacenti, che si congiungono ad essa attraverso cinque tunnel ferroviari. Parlo di Via Pontano (Municipio 2 di Milano), spazio urbano assolutamente sui generis, che da tempo \u00e8 oggetto di un significativo progetto di trasformazione denominato Tunnel Boulevard (vedi https:\/\/tunnelboulevard.org\/). Si tratta di un progetto in corso di realizzazione da parte di un insieme di realt\u00e0 del Terzo Settore \u2013 di cui faccio parte \u2013 in dialogo serrato con Istituzioni cittadine, Rete Ferroviaria Italiana (RFI), fondazioni, sponsor e soggetti privati di diverso tipo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Identificato il contesto, passiamo quindi alle implicazioni e conseguenze sopra annunciate. La trasformazione dello spazio pubblico \u00e8 infatti in gran parte \u2013 lo dico per esperienza vissuta, quella di via Pontano e non solo \u2013 un percorso ad ostacoli irto di difficolt\u00e0, blocchi difficilmente valicabili, incomunicabilit\u00e0, ritorni alla casella di partenza, ricorrenze a loop in cui rischia di perdersi e da cui si fa fatica ad uscire (vittoriosi, si spera).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provo quindi a riportare di seguito, in dettaglio, le conseguenze inizialmente poco prevedibili cui espone il succitato amore per lo spazio pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel momento in cui si prova a trasformare e riqualificare (cio\u00e8 a valorizzare) lo spazio pubblico, succede che:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>occorre innanzitutto aprire un <strong>confronto con la Pubblica Amministrazione (PA). <\/strong>E qui emerge la prima complessit\u00e0: quasi mai si tratta di un unico interlocutore. Occorre invece dialogare e relazionarsi con molteplici soggetti e realt\u00e0 istituzionali, che sullo spazio pubblico in oggetto hanno differenti competenze, poteri e attribuzioni, non di rado sovrapposte e incrociate in forma varia tra loro. Una \u201cdiscussione\u201d con una pluralit\u00e0 di attori che tuttavia \u2013 e qui passiamo al punto successivo \u2013 \u00e8 sostanzialmente impossibile mettere ad un unico tavolo, ad un medesimo confronto.<\/li>\n\n\n\n<li>Malgrado l\u2019esistenza di strumenti amministrativo-gestionali innovativi, come ad esempio il <strong>Patto di Collaborazione<\/strong>, <strong>gli attori da cui occorre \u201cpassare\u201d sono molteplici<\/strong> e spesso <strong>non in comunicazione tra loro<\/strong>. Il Patto \u00e8 uno strumento mirato a creare un meccanismo virtuoso e semplificatore: dal punto di vista giuridico, pare infatti delineare e porre le condizioni atte a dar luogo al \u201ctavolo\u201d \u2013 cui accennavamo al punto precedente \u2013 attorno a cui riunire i diversi soggetti istituzionali coinvolti nelle possibili evoluzioni di uno spazio pubblico. Purtroppo, abbiamo invece sperimentato come esso venga nel concreto utilizzato pi\u00f9 come meccanismo di delega, che non come fattore di collaborazione tra PA e realt\u00e0 del terzo settore. Con il Patto di collaborazione, queste ultime si trovano molto spesso a doversi assumere ampie e pesanti responsabilit\u00e0 (oneri ed onori annessi) pi\u00f9 che a poter esprimere (con la leggerezza che li contraddistingue) iniziative e creativit\u00e0 nella co-gestione dello spazio.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Altro tema spinoso nella riprogettazione di uno spazio pubblico riguarda i <strong>tempi<\/strong> necessari ad avviare, realizzare e concludere le azioni previste. I tempi non sono in ogni fase del percorso una certezza, ma una <strong>variabile incontrollata <\/strong>perch\u00e9 ideazione, implementazione e gestione dello spazio comportano una molteplicit\u00e0 di adempimenti e passaggi piuttosto articolati (quasi senza fine).<\/li>\n\n\n\n<li>I <strong>costi <\/strong>di realizzazione di opere di pubblica utilit\u00e0 sono anch\u2019essi <strong>difficilmente governabili <\/strong>perch\u00e9, dipendenti dal confronto \u2013 e in alcuni casi dalla negoziazione \u2013 con settori e funzioni degli Enti Pubblici in relazione allo spazio in oggetto. Gli adempimenti e le richieste necessarie a procedere implicano infatti generalmente una crescita delle risorse da impiegare e uno sforamento dei costi preventivati per la trasformazione e la successiva cura dello spazio stesso.<\/li>\n\n\n\n<li>Altro tema caldo riguarda la <strong>capitalizzazione dell\u2019esperienza e gli apprendimenti conseguenti<\/strong>. La trasformazione in senso generativo di uno spazio pubblico dovrebbe implicare anche la creazione di un nuovo sapere, di un saper fare da poter mettere a sistema, da poter spendere in altre situazioni e luoghi (<strong>replicabilit\u00e0<\/strong> <strong>dell\u2019esperienza<\/strong>). Ci\u00f2 che anche in questo caso abbiamo sperimentato \u00e8 che quanto realizzato \u2013 con grande fatica \u2013 rischia di rimanere un unicum, una specie di miracolo irriproducibile. Spesso la lunga serie di intoppi incontrati lungo il percorso (ciascuno da risolvere con inedite immaginazioni e artefici creativi) e i troppi passaggi (non sempre chiari e quasi mai razionali) non permettono che il percorso compiuto si costituisca come sedimentazione di conoscenza e \u2013 da ultimo \u2013 <strong>apprendimento di sistema<\/strong>, che consentirebbe di replicare in futuro quanto gi\u00e0 fatto, magari in maniera pi\u00f9 semplice.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quand\u2019anche poi si \u00e8 riusciti a venire a capo del percorso di trasformazione dello spazio pubblico, emergono <strong>altre conseguenze<\/strong>, collegate alla sua ri-acquisizione e utilizzo da parte dei cittadini, che sono anch\u2019esse da affrontare e gestire. E in particolare:<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"6\" class=\"wp-block-list\">\n<li>lo spazio pubblico messo a disposizione degli abitanti non \u00e8 semplicemente un obiettivo raggiunto, un termine del percorso al di l\u00e0 del quale non occorre pi\u00f9 gestire e intervenire. Lo spazio pubblico riqualificato comporta infatti una <strong>necessit\u00e0 di manutenzione ordinaria e straordinaria. <\/strong>Se questa manca, se lo spazio pubblico non viene curato e manutenuto,<strong> <\/strong>le incurie e le carenze (che tendono a degradarlo), ma anche il semplice utilizzo (che inevitabilmente lo logora) produce conseguenze ed effetti di \u201cde-qualificazione\u201d che risultano ancora pi\u00f9 evidenti rispetto alla fase precedente alla riqualificazione (cio\u00e8 quando su quello spazio non vi erano da parte dei cittadini aspettative e investimenti);<\/li>\n\n\n\n<li>il fatto che lo spazio pubblico riqualificato venga non di rado preso di mira e deturpato non dipende solo dalla \u201ccattiveria\u201d di chi compie questi atti, ma \u00e8 conseguenza <strong>della scarsit\u00e0 di spazi pubblici <\/strong>adeguatamente attrezzati e rispondenti ai bisogni. Quando una risorsa utile e necessaria \u00e8 molto scarsa, \u00e8 pi\u00f9 facile che essa venga \u201cpredata\u201d da una comunit\u00e0 affamata di spazi. Occorre quindi tenere conto che \u00e8 difficile far funzionare e far utilizzare in maniera virtuosa una risorsa pubblica, <strong>quando essa costituisce oggettivamente una semplice goccia nell\u2019oceano delle esigenze e delle aspettative sociali legittime<\/strong>. Perch\u00e9 essa venga positivamente acquisita e impiegata, occorrerebbe che essa facesse parte di un sistema &#8211; il pi\u00f9 possibile adeguato &#8211; di altrettante risorse a disposizione, un tessuto consistente di ambiti e opportunit\u00e0 da poter abitare;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019utilizzo dello spazio pubblico ha a che fare con <strong>pubblici differenti<\/strong> (famiglie con bambini, anziani, giovani, single, senza fissa dimora, persone di diverse comunit\u00e0 e subculture, vicini di casa&#8230;). Ciascuna di queste persone e gruppi esprime <strong>idee,<\/strong> <strong>bisogni e desideri propri e anche divergenti. <\/strong>Ognuno tende a vedere e utilizzare lo spazio pubblico con <strong>intenzioni ed esigenze diverse<\/strong> (tempo libero, decoro, riposo, divertimento, vita all\u2019aria aperta, spazio presso il quale ripararsi, sport, libera espressione artistica) <strong>che possono anche confliggere tra loro<\/strong>. Per questo occorre mediare e contemperare tali spinte, trovando forme di equilibrio, stabilendo e facendo rispettare regole di convivenza reciproca. Occorre quindi mettere in campo ed attivare forme di responsabilit\u00e0 e presidio pubblico (<em>super partes<\/em>) di questi luoghi, in base al principio che lo spazio pubblico \u00e8 <strong>di tutti, non di nessuno<\/strong>!&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>il progetto di riqualificazione di uno spazio pubblico inoltre <strong>solleva molteplici aspettative in differenti gruppi di cittadini<\/strong>, entusiasmi e scetticismi corrispondenti ai loro bisogni e desideri. La riqualificazione effettivamente realizzata genera poi <strong>altrettante reazioni da parte dei medesimi soggetti<\/strong>, sia per quanto realizzato<strong> <\/strong>(mi piace \/ non mi piace, \u00e8 utile \/ \u00e8 inutile, \u00e8 di valore \/ \u00e8 uno spreco) sia per le ulteriori conseguenze che quanto realizzato produce (\u201csi stava sempre meglio quando si stava peggio\u201d) fino all\u2019effetto nimby, cio\u00e8 all\u2019opposizione a priori e a prescindere per ogni iniziativa pubblica di intervento (\u201cnon potevate farlo da un\u2019altra parte?\u201d). Anche questo livello di aspettative e reazioni al cambiamento <strong>deve essere coltivato<\/strong> <strong>e governato<\/strong> con costanza e tenacia, perch\u00e9 pu\u00f2 avere sia un <strong>lato costruttivo <\/strong>(generativit\u00e0 sociale) che<strong> distruttivo <\/strong>(conflitto fine a s\u00e9 stesso).&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>\u00c8 utile infine ricordare che creare e mantenere spazi pubblici di qualit\u00e0 presenta una <strong>serie inevitabile di contraddizioni; quelle che in economia si definiscono come esternalit\u00e0 positive e negative. <\/strong>La riqualificazione &#8211; per fare un esempio &#8211; porta con s\u00e9 spinte di gentrificazione, con conseguenti interessi commerciali (nuovi locali e attivit\u00e0) che potrebbero entrare in campo. Fattori che dovrebbero anch&#8217;essi venir considerati e, nel limite del possibile, governati. Certo non dovrebbero diventare un elemento ostativo alla riqualificazione: non si dovrebbe cio\u00e8 mai arrivare a teorizzare che spazi pubblici abbandonati, degradati e insicuri siano in fondo in fondo la soluzione ottimale!<br><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutte queste ragioni e conseguenze, nella gestione di spazi pubblici \u00e8 fondamentale passare dalla logica delle delega a quella della collaborazione tra PA, realt\u00e0 del territorio e del terzo settore.<br>Si possono fare passi avanti significativi quando si incontrano politici, funzioni amministrative e strumenti che permettono di co-costruire; coordinarsi, facilitare e semplificare il dialogo tra il basso e l\u2019alto, l\u2019alto e il basso ed i settori e le funzioni della PA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida collegata alla valorizzazione dello spazio pubblico \u00e8 tutt\u2019altro che agevole e piana, ma <strong>vale la pena di giocarla<\/strong>, perch\u00e9 dagli spazi pubblici passa la qualit\u00e0 urbana e la possibilit\u00e0 che la citt\u00e0 sia percepita come luogo di <strong>vita attiva<\/strong>; ambito di reale inclusione e <strong>mix sociale<\/strong> tra condizioni dell\u2019abitare, lavoro, formazione e tempo libero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe quindi necessaria ed auspicabile una maggiore incisivit\u00e0 dell\u2019azione integrata tra attori e settori della macchina comunale, ma finalmente in citt\u00e0 qualcosa che sembrava impossibile \u00e8 diventato possibile e fattibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avanti!\u00a0<br>Luca Rossetti<br>COMIN &#8211; B-CAM\u00a0<br>Foto di Zoe Vincenti<\/p>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column]\n\t\t\t[\/et_pb_row]\n\t\t[\/et_pb_section]","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione dedicata al tema dello spazio pubblico a partire dall&#8217;esperienza di Tunnel Boulevard. <\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":5150,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una riflessione dedicata al tema dello spazio pubblico a partire dall'esperienza di Tunnel Boulevard che da anni ci vede impegnati come COMIN e B-CAM insieme ad altri attori locali. \"Ogni iniziativa di rilettura, valorizzazione e trasformazione, cio\u00e8 di amore per lo spazio pubblico si incontra e si scontra sempre, prima o poi, con alcune cruciali implicazioni e conseguenze, che occorre conoscere e di cui occorre tenere conto\".<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli spazi pubblici (parchi, giardini, piazze delle citt\u00e0) sono luoghi dove chiunque, individualmente, in coppia o in piccolo gruppo, gioca, legge, passeggia, fa sport, festeggia, ascolta musica, si riposa, mangia, balla\u2026<br>Lo spazio pubblico, disponibile per tutte e tutti, \u00e8 una risorsa fondamentale e necessaria come l\u2019aria che respiriamo. \u00c8 un concentrato straordinario di opportunit\u00e0 di vita sociale, di incontro, di aggregazione. 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Parlo di Via Pontano (Municipio 2 di Milano), spazio urbano assolutamente sui generis, che da tempo \u00e8 oggetto di un significativo progetto di trasformazione denominato Tunnel Boulevard (vedi https:\/\/tunnelboulevard.org\/). Si tratta di un progetto in corso di realizzazione da parte di un insieme di realt\u00e0 del Terzo Settore \u2013 di cui faccio parte \u2013 in dialogo serrato con Istituzioni cittadine, Rete Ferroviaria Italiana (RFI), fondazioni, sponsor e soggetti privati di diverso tipo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Identificato il contesto, passiamo quindi alle implicazioni e conseguenze sopra annunciate. La trasformazione dello spazio pubblico \u00e8 infatti in gran parte \u2013 lo dico per esperienza vissuta, quella di via Pontano e non solo \u2013 un percorso ad ostacoli irto di difficolt\u00e0, blocchi difficilmente valicabili, incomunicabilit\u00e0, ritorni alla casella di partenza, ricorrenze a loop in cui rischia di perdersi e da cui si fa fatica ad uscire (vittoriosi, si spera).&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Provo quindi a riportare di seguito, in dettaglio, le conseguenze inizialmente poco prevedibili cui espone il succitato amore per lo spazio pubblico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel momento in cui si prova a trasformare e riqualificare (cio\u00e8 a valorizzare) lo spazio pubblico, succede che:&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true} -->\n<ol class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>occorre innanzitutto aprire un <strong>confronto con la Pubblica Amministrazione (PA). <\/strong>E qui emerge la prima complessit\u00e0: quasi mai si tratta di un unico interlocutore. Occorre invece dialogare e relazionarsi con molteplici soggetti e realt\u00e0 istituzionali, che sullo spazio pubblico in oggetto hanno differenti competenze, poteri e attribuzioni, non di rado sovrapposte e incrociate in forma varia tra loro. Una \u201cdiscussione\u201d con una pluralit\u00e0 di attori che tuttavia \u2013 e qui passiamo al punto successivo \u2013 \u00e8 sostanzialmente impossibile mettere ad un unico tavolo, ad un medesimo confronto.<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Malgrado l\u2019esistenza di strumenti amministrativo-gestionali innovativi, come ad esempio il <strong>Patto di Collaborazione<\/strong>, <strong>gli attori da cui occorre \u201cpassare\u201d sono molteplici<\/strong> e spesso <strong>non in comunicazione tra loro<\/strong>. Il Patto \u00e8 uno strumento mirato a creare un meccanismo virtuoso e semplificatore: dal punto di vista giuridico, pare infatti delineare e porre le condizioni atte a dar luogo al \u201ctavolo\u201d \u2013 cui accennavamo al punto precedente \u2013 attorno a cui riunire i diversi soggetti istituzionali coinvolti nelle possibili evoluzioni di uno spazio pubblico. Purtroppo, abbiamo invece sperimentato come esso venga nel concreto utilizzato pi\u00f9 come meccanismo di delega, che non come fattore di collaborazione tra PA e realt\u00e0 del terzo settore. Con il Patto di collaborazione, queste ultime si trovano molto spesso a doversi assumere ampie e pesanti responsabilit\u00e0 (oneri ed onori annessi) pi\u00f9 che a poter esprimere (con la leggerezza che li contraddistingue) iniziative e creativit\u00e0 nella co-gestione dello spazio.&nbsp;<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Altro tema spinoso nella riprogettazione di uno spazio pubblico riguarda i <strong>tempi<\/strong> necessari ad avviare, realizzare e concludere le azioni previste. I tempi non sono in ogni fase del percorso una certezza, ma una <strong>variabile incontrollata <\/strong>perch\u00e9 ideazione, implementazione e gestione dello spazio comportano una molteplicit\u00e0 di adempimenti e passaggi piuttosto articolati (quasi senza fine).<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>I <strong>costi <\/strong>di realizzazione di opere di pubblica utilit\u00e0 sono anch\u2019essi <strong>difficilmente governabili <\/strong>perch\u00e9, dipendenti dal confronto \u2013 e in alcuni casi dalla negoziazione \u2013 con settori e funzioni degli Enti Pubblici in relazione allo spazio in oggetto. Gli adempimenti e le richieste necessarie a procedere implicano infatti generalmente una crescita delle risorse da impiegare e uno sforamento dei costi preventivati per la trasformazione e la successiva cura dello spazio stesso.<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Altro tema caldo riguarda la <strong>capitalizzazione dell\u2019esperienza e gli apprendimenti conseguenti<\/strong>. La trasformazione in senso generativo di uno spazio pubblico dovrebbe implicare anche la creazione di un nuovo sapere, di un saper fare da poter mettere a sistema, da poter spendere in altre situazioni e luoghi (<strong>replicabilit\u00e0<\/strong> <strong>dell\u2019esperienza<\/strong>). Ci\u00f2 che anche in questo caso abbiamo sperimentato \u00e8 che quanto realizzato \u2013 con grande fatica \u2013 rischia di rimanere un unicum, una specie di miracolo irriproducibile. Spesso la lunga serie di intoppi incontrati lungo il percorso (ciascuno da risolvere con inedite immaginazioni e artefici creativi) e i troppi passaggi (non sempre chiari e quasi mai razionali) non permettono che il percorso compiuto si costituisca come sedimentazione di conoscenza e \u2013 da ultimo \u2013 <strong>apprendimento di sistema<\/strong>, che consentirebbe di replicare in futuro quanto gi\u00e0 fatto, magari in maniera pi\u00f9 semplice.<\/li>\n<!-- \/wp:list-item --><\/ol>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quand\u2019anche poi si \u00e8 riusciti a venire a capo del percorso di trasformazione dello spazio pubblico, emergono <strong>altre conseguenze<\/strong>, collegate alla sua ri-acquisizione e utilizzo da parte dei cittadini, che sono anch\u2019esse da affrontare e gestire. 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Lo spazio pubblico riqualificato comporta infatti una <strong>necessit\u00e0 di manutenzione ordinaria e straordinaria. <\/strong>Se questa manca, se lo spazio pubblico non viene curato e manutenuto,<strong> <\/strong>le incurie e le carenze (che tendono a degradarlo), ma anche il semplice utilizzo (che inevitabilmente lo logora) produce conseguenze ed effetti di \u201cde-qualificazione\u201d che risultano ancora pi\u00f9 evidenti rispetto alla fase precedente alla riqualificazione (cio\u00e8 quando su quello spazio non vi erano da parte dei cittadini aspettative e investimenti);<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il fatto che lo spazio pubblico riqualificato venga non di rado preso di mira e deturpato non dipende solo dalla \u201ccattiveria\u201d di chi compie questi atti, ma \u00e8 conseguenza <strong>della scarsit\u00e0 di spazi pubblici <\/strong>adeguatamente attrezzati e rispondenti ai bisogni. 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Ciascuna di queste persone e gruppi esprime <strong>idee,<\/strong> <strong>bisogni e desideri propri e anche divergenti. <\/strong>Ognuno tende a vedere e utilizzare lo spazio pubblico con <strong>intenzioni ed esigenze diverse<\/strong> (tempo libero, decoro, riposo, divertimento, vita all\u2019aria aperta, spazio presso il quale ripararsi, sport, libera espressione artistica) <strong>che possono anche confliggere tra loro<\/strong>. Per questo occorre mediare e contemperare tali spinte, trovando forme di equilibrio, stabilendo e facendo rispettare regole di convivenza reciproca. Occorre quindi mettere in campo ed attivare forme di responsabilit\u00e0 e presidio pubblico (<em>super partes<\/em>) di questi luoghi, in base al principio che lo spazio pubblico \u00e8 <strong>di tutti, non di nessuno<\/strong>!&nbsp;<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>il progetto di riqualificazione di uno spazio pubblico inoltre <strong>solleva molteplici aspettative in differenti gruppi di cittadini<\/strong>, entusiasmi e scetticismi corrispondenti ai loro bisogni e desideri. La riqualificazione effettivamente realizzata genera poi <strong>altrettante reazioni da parte dei medesimi soggetti<\/strong>, sia per quanto realizzato<strong> <\/strong>(mi piace \/ non mi piace, \u00e8 utile \/ \u00e8 inutile, \u00e8 di valore \/ \u00e8 uno spreco) sia per le ulteriori conseguenze che quanto realizzato produce (\u201csi stava sempre meglio quando si stava peggio\u201d) fino all\u2019effetto nimby, cio\u00e8 all\u2019opposizione a priori e a prescindere per ogni iniziativa pubblica di intervento (\u201cnon potevate farlo da un\u2019altra parte?\u201d). Anche questo livello di aspettative e reazioni al cambiamento <strong>deve essere coltivato<\/strong> <strong>e governato<\/strong> con costanza e tenacia, perch\u00e9 pu\u00f2 avere sia un <strong>lato costruttivo <\/strong>(generativit\u00e0 sociale) che<strong> distruttivo <\/strong>(conflitto fine a s\u00e9 stesso).&nbsp;<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>\u00c8 utile infine ricordare che creare e mantenere spazi pubblici di qualit\u00e0 presenta una <strong>serie inevitabile di contraddizioni; quelle che in economia si definiscono come esternalit\u00e0 positive e negative. <\/strong>La riqualificazione - per fare un esempio - porta con s\u00e9 spinte di gentrificazione, con conseguenti interessi commerciali (nuovi locali e attivit\u00e0) che potrebbero entrare in campo. Fattori che dovrebbero anch'essi venir considerati e, nel limite del possibile, governati. Certo non dovrebbero diventare un elemento ostativo alla riqualificazione: non si dovrebbe cio\u00e8 mai arrivare a teorizzare che spazi pubblici abbandonati, degradati e insicuri siano in fondo in fondo la soluzione ottimale!<br><\/li>\n<!-- \/wp:list-item --><\/ol>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tutte queste ragioni e conseguenze, nella gestione di spazi pubblici \u00e8 fondamentale passare dalla logica delle delega a quella della collaborazione tra PA, realt\u00e0 del territorio e del terzo settore.<br>Si possono fare passi avanti significativi quando si incontrano politici, funzioni amministrative e strumenti che permettono di co-costruire; coordinarsi, facilitare e semplificare il dialogo tra il basso e l\u2019alto, l\u2019alto e il basso ed i settori e le funzioni della PA.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sfida collegata alla valorizzazione dello spazio pubblico \u00e8 tutt\u2019altro che agevole e piana, ma <strong>vale la pena di giocarla<\/strong>, perch\u00e9 dagli spazi pubblici passa la qualit\u00e0 urbana e la possibilit\u00e0 che la citt\u00e0 sia percepita come luogo di <strong>vita attiva<\/strong>; ambito di reale inclusione e <strong>mix sociale<\/strong> tra condizioni dell\u2019abitare, lavoro, formazione e tempo libero.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sarebbe quindi necessaria ed auspicabile una maggiore incisivit\u00e0 dell\u2019azione integrata tra attori e settori della macchina comunale, ma finalmente in citt\u00e0 qualcosa che sembrava impossibile \u00e8 diventato possibile e fattibile.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Avanti!\u00a0<br>Luca Rossetti<br>COMIN - B-CAM\u00a0<br>Foto di Zoe Vincenti<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[300],"tags":[],"class_list":["post-5146","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-coesione-sociale"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Immagine-di-copertina-articolo-Radura-_Le-conseguenze-dello-spazio-pubblico_-di-Zoe-Vincenti.png?fit=920%2C630&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5146"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5291,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5146\/revisions\/5291"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}