{"id":4924,"date":"2025-03-17T11:35:59","date_gmt":"2025-03-17T11:35:59","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=4924"},"modified":"2025-05-06T09:51:21","modified_gmt":"2025-05-06T09:51:21","slug":"lalbero-della-macedonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2025\/03\/17\/lalbero-della-macedonia\/","title":{"rendered":"L&#8217;Albero della Macedonia"},"content":{"rendered":"\n<p>Grande risalto mediatico ha avuto l\u2019avvio della comunit\u00e0 <em>L\u2019Albero della Macedonia<\/em> a Monticelli Pavese. Si tratta di una comunit\u00e0 di accoglienza composta da quattro famiglie: due italiane e due marocchine. Si connota quindi come una comunit\u00e0 multiculturale e interreligiosa. Sono proprio queste due caratteristiche ad aver portato una grossa eco al progetto. Tra gli allegati potrai trovare alcuni articoli apparsi nella stampa e i video che riproducono alcune trasmissioni televisive della Rai e su altri canali che illustreremo durante il racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cominciamo dall\u2019inizio. Possiamo vedere come genesi del progetto due fatti iniziali e diverse altre spinte e sinergie: il primo di questi fatti \u00e8 Cascina Giulio, appartenente alla Fondazione I care. Il proprietario, appunto Giulio, aveva coltivato il sogno di attuare accoglienza di minori non accompagnati, al momento del proprio pensionamento. Purtroppo una malattia e la sua morte precoce gli hanno impedito di attuare questo sogno. La Fondazione I Care, diventata proprietaria dell\u2019immobile, denominato da allora Cascina Giulio e rimasto inutilizzato per diverso tempo, ha stimolato Comin a fare una proposta per valorizzare la Cascina. L\u2019altro fatto importante \u00e8 da vedersi nel progetto <em>A casa di Amina<\/em> ed in particolare nell\u2019incontro con Sued di cui abbiamo gi\u00e0 parlato nel capitolo 16. Nei confronti avvenuti all\u2019interno del progetto, ha preso forma l\u2019idea originaria di questa comunit\u00e0: una convivenza di famiglie accoglienti, appartenenti a culture diverse. Inizialmente abbiamo cercato di sviluppare questa intuizione assieme all\u2019associazione <em>Diafa al Magreb<\/em> di Torino. Purtroppo l\u2019evento tragico, di cui gi\u00e0 abbiamo gi\u00e0 detto qualche capitolo fa, ha bloccato il progetto proprio in concomitanza al primo viaggio verso Milano di Sued con due famiglie interessate a partecipare al progetto \u00e8 avvenuto il drammatico incidente e la sciagurata perdita di Sued e di un bimbo, oltre a gravi ferite delle altre persone che viaggiavano. Meglio fermarsi per non far riemergere lo sgomento e il grande dolore. Da qui inevitabilmente un rallentamento, nonostante il desiderio delle famiglie di Torino di continuare con il progetto della comunit\u00e0, nel nome di Sued. Poi, dopo alcuni mesi, \u00e8 emerso l\u2019interesse di Mustafa e Fatima, famiglia gi\u00e0 attiva nel progetto A casa di Amina e di Margherita e Beppe a far parte di questa avventura. Il progetto ha ricevuto sostegno morale all\u2019interno del Forum delle religioni che gestiva l\u2019iniziativa <em>La Tenda del silenzio<\/em> per favorire dialogo e vicinanza tra le diverse religioni presenti nella nostra citt\u00e0. Il Forum ha organizzato una conferenza stampa presso la comunit\u00e0 di Sant\u2019Angelo per presentare alla cittadinanza questo progetto. Vedi articoli<strong> <a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-1-Corrieredella.pdf\">Corriere della sera<\/a> <\/strong>e <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-2-LaRepubblica.pdf\">La Repubblica<\/a><\/strong> del dicembre 2009.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto le famiglie di Fatima e Mustafa e Beppe e Margherita si erano trasferite a Monticelli, nonostante i lavori di ristrutturazione fossero ancora in atto, con risalto mediatico inatteso (vedi articoli di <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-3-FAMIGLIA-CRISTIANA-gennaio-2010.pdf\">Famiglia Cristiana gen 2010<\/a><\/strong> nel quale Comin viene definita \u201cInvisibile ma credibile\u201d e <a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-4-POPOLI-febbraio-2010.pdf\"><strong>Popoli feb 2010<\/strong> <\/a>oppure notiziari televisivi come il <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ebi2itly3zs&amp;pp=ygUWbCdhbGJlcm9kZWxsYW1hY2Vkb25pYQ%3D%3D\">Tgr 3 regionale<\/a><\/strong>.<br>Nell\u2019estate del 2010 si uniscono altre due famiglie: quelle di Virgilio e Marianna e Bekai e Saliha: otto adulti, quindici figli (naturali e non), un cane\u2026. Inizia cos\u00ec a pieno regime <em>L\u2019Albero della Macedonia<\/em>. Ma da dove arriva questo nome? Da una favola che racconta, appunto, di una famiglia diversa da tutte le altre, nella quale \u00abla vita quotidiana \u00e8 una continua sorpresa\u00bb, come dice il testo, e dove uno dei protagonisti cerca il seme giusto per ottenere dalla stessa pianta molti frutti diversi. L\u2019Albero della macedonia. In effetti la pianta c\u2019\u00e8, piazzata all\u2019ingresso della cascina. \u00c8 un piccolo ulivo da cui pendono frutti diversi. Non sono nati da un seme speciale, ma sono stati appesi dai membri delle famiglie che la abitano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 26 settembre del 2010 la bellissima festa per l\u2019inaugurazione della comunit\u00e0. Una giornata densa di significati e piena di allegria. Davvero indimenticabile!<\/p>\n\n\n\n<p>Tanti gli invitati, tanti i presenti (c\u2019era anche Giovanni, quello del famoso trio). Un <strong>video <\/strong>(anche se un po\u2019 sgangherato) riporta il clima e l\u2019importanza dell\u2019evento. Sono intervenuti infatti, portando il proprio messaggio: il vescovo di Pavia, Mons. Giudici e Mons. Bottoni, responsabile ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della diocesi di Milano, Mouelhi Mohsen, un sufi della confraternita Jerrahi Halveti, il rappresentante della casa della cultura islamica di Via Padova, un pastore valdese ed un frate della comunit\u00e0 francescana di Sant\u2019Angelo. Davvero profondi e importanti i contenuti espressi, pieni di speranza e di invito a vedere e a sviluppare vicinanza tra i diversi approcci religiosi e culturali. Non \u00e8 possibile qui riportarli e pertanto mi limito a ricordare una frase simpatica estrapolata dal discorso del sufi: \u201c<em>A me la parola Comin ricorda la parola araba Camun che significa Cumino, che \u00e8 una spezia molto usata nella nostra cucina. Quando si applica alle persone Camun significa \u201csimpatico, quello \u00e8 bravo<\/em>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-provider-youtube wp-block-embed-youtube\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe title=\"Inaugurazione de &quot;L&#039;Albero della Macedonia&quot;\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4FW_l0lCRn8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><br>\u00c8 possibile comunque consultare tra gli allegati alcuni contributi che ricordano qualche aspetto di quella giornata: un <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-6-IL-TICINO-2-ottobre-2010.pdf\">articolo sul giornale Ticino<\/a><\/strong> del ottobre 2010, <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-7-SERVIZI-SU-STAMPA-CHIESA-VALDESE-RIFORMA-12-ott.-2010.pdf\">un resoconto della chiesa valdese<\/a><\/strong> per finire con il <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-8-comingnius-N.-0-AUTUNNO-20210.pdf\">nostro Comignius dell\u2019autunno 2010<\/a><\/strong>, dove \u00e8 anche riportata una <a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-9-poesia-lalbero-della-macedonia.doc.pdf\"><strong>poesia dialettale<\/strong> <\/a>spedita da un anonimo partecipante alla festa.<\/p>\n\n\n\n<p>In qualcuno dei discorsi fatti durante l\u2019inaugurazione si \u00e8 parlato del <em>Fienile dei sogni: <\/em>un\u2019idea che nasce dalla volont\u00e0 di utilizzare uno spazio della cascina non ancora ristrutturato per accogliere grandi e piccoli, <em>\u201cun luogo di riflessione, meditazione e preghiera aperto a tutti i culti: uno spazio interreligioso contro le divisioni di credenze e cultura. Un luogo lasciato volutamente senza caratterizzazioni religiose. Uno spazio multifunzionale per incontri, studi ed attivit\u00e0 varie\u201d.<\/em> Si \u00e8 anche costituito tra gli amici della comunit\u00e0 un<a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-10-il-comitato-promotore-e-sua-azione.pdf\"> <strong>Comitato promotore<\/strong><\/a> per cercare di attuare questo sogno che purtroppo non \u00e8 poi diventato realt\u00e0. Ne parlo ugualmente per due motivi: perch\u00e9 le idee, i sogni anche quando non si realizzano hanno una propria consistenza e propri significati, e poi perch\u00e9 questo progetto \u00e8 segno anche di una cosa reale: il legame dell\u2019Albero della macedonia con il territorio circostante a cominciare dal comune di Monticelli Pavese. Legame sottolineato anche dal sindaco nel discorso fatto durante la festa dell\u2019inaugurazione. Scherzosamente tra l\u2019altro ringraziava la comunit\u00e0 perch\u00e9 grazie all\u2019arrivo di questi nuovi bimbi era stata scongiurata la chiusura della scuola. Al di l\u00e0 di questo, la comunit\u00e0 \u00e8 stata davvero una presenza viva per il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per raccontare qualche spezzone di vita quotidiana della comunit\u00e0 pi\u00f9 di tante parole paiono utili alcune immagini. Vi alleghiamo pertanto un <a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/PORTFOLIO-FOTOGRAFICO-albero-della-Macedonia_organized.pdf\"><strong>Portfolio fotografico<\/strong> <\/a>predisposto a suo tempo per presentare la comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei rapporti con le istituzioni e i servizi sociali non \u00e8 stato possibile considerare l\u2019intervento delle quattro famiglie come un unico servizio. Per questo sul piano formale ogni famiglia \u00e8 stata considerata e autorizzata come perno di una piccola comunit\u00e0 familiare (vedi <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-12-Carta-dei-Servizi-luglio-2013-Albero-della-macedonia-1.pdf\">Carta del servizio<\/a><\/strong>). Nella sostanza ogni famiglia d\u00e0 la disponibilit\u00e0 ad accogliere due minori mettendo a disposizione un adulto per la gestione dell\u2019intervento educativo quotidiano con i minori e della vita comunitaria, mentre l\u2019altro adulto, lavorando all\u2019esterno, collaborer\u00e0 al progetto della comunit\u00e0 in misura e con tempi differenti. L\u2019accoglienza \u00e8 affiancata da due educatori per garantire contributi di professionalit\u00e0 che si giocano nella lettura dei bisogni sottesi ai comportamenti che il minore esibisce, nella stesura del progetto educativo, nel rapporto con i servizi sociali degli Enti locali competenti, con altri servizi tecnici che interagiscono nella gestione del caso e con il Tribunale per i minorenni. Gli operatori intervengono anche direttamente nella gestione del rapporto educativo con i minori accolti e fanno parte dell\u2019equipe educativa assieme alle famiglie, strutturando e gestendo con loro il progetto educativo. In questo lavoro \u00e8 fondamentale anche l\u2019apporto della supervisione e di momenti di formazione permanente.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di concludere \u00e8 opportuno rimandare a due lunghe trasmissioni televisive che hanno presentato la storia dell\u2019Albero della Macedonia che vi invitiamo a guardare se ne avete il tempo: <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=efjezcMfcss&amp;pp=ygUWbCdhbGJlcm9kZWxsYW1hY2Vkb25pYQ%3D%3D\">Racconti di vita parte 1<\/a><\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gi4jiilAYEQ&amp;pp=ygUWbCdhbGJlcm9kZWxsYW1hY2Vkb25pYQ%3D%3D\"><strong>parte2<\/strong> <\/a>su Rai 3 e <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SUFVUz3f010&amp;pp=ygUWbCdhbGJlcm9kZWxsYW1hY2Vkb25pYQ%3D%3D\">A sua Immagine parte1<\/a><\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bdtpL9puqSk&amp;pp=ygUWbCdhbGJlcm9kZWxsYW1hY2Vkb25pYQ%3D%3D\"><strong>parte 2<\/strong> <\/a>di Rai 1.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 \u00e8 rimasta a Monticelli fino al 2013. Poi, anche in seguito ad alcune differenti visioni dell\u2019esperienza comunitaria con le famiglie inserite nella seconda fase, (vedi <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4-18-Relazione-Gianni-Ghidini.pdf\">Relazione Gianni Ghidini<\/a><\/strong>). Le prime due famiglie hanno costituito un\u2019associazione autonoma che hanno chiamato appunto <em>L\u2019Albero della Macedonia<\/em> e si sono trasferite a Zinasco nella casa della comunit\u00e0 <em>Il Melograno<\/em> che nel frattempo aveva concluso la propria esperienza. <br><br>L&#8217;esperienza de L&#8217;Albero della Macedonia continua tutt&#8217;ora: i ragazzi accolti sono cresciuti e hanno esigenza diverse, tra le quali quelle del lavoro, che pu\u00f2 contribuire a dar loro dignit\u00e0 e indipendenza. Proprio in questo periodo sta mettendo i semi per dar vita un ambizioso progetto per la realizzazione di un laboratorio di trasformazione alimentare (pasta fresca e prodotti da forno) a misura per alcuni dei ragazzi e delle ragazze con fragilit\u00e0 nell&#8217;ambito della salute mentale. <\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo il racconto riportando una frase di <em>Gandhi<\/em> spesso usata dalle famiglie come slogan della loro esperienza:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>\u201c\u2026 sii tu stesso&nbsp;<\/em><br><em>il cambiamento che&nbsp;<\/em><br><em>vuoi vedere avvenire&nbsp;<\/em><br><em>nel mondo.\u201d&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande risalto mediatico ha avuto l\u2019avvio della comunit\u00e0 L\u2019Albero della Macedonia a Monticelli Pavese. Si tratta di una comunit\u00e0 di accoglienza composta da quattro famiglie: due italiane e due marocchine. 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