{"id":4686,"date":"2024-12-30T16:43:41","date_gmt":"2024-12-30T16:43:41","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=4686"},"modified":"2024-12-30T16:43:46","modified_gmt":"2024-12-30T16:43:46","slug":"la-fiaba-della-mia-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2024\/12\/30\/la-fiaba-della-mia-vita\/","title":{"rendered":"La fiaba della mia vita"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Forse sei gi\u00e0 completamente annoiato di sentire storie natalizie, favole su Rudolf, la renna del naso rosso, oppure su Babbo natale, quel uomo ciccione che solo emette quel verso incomprensibile: <em>ho, ho ho<\/em>, o su elfi dalle orecchie a punta, slitte magiche che percorrono la volta del mondo in un batter d\u2019occhio, \u2026 Ma io oggi ti voglio raccontare una storia vera, unica come la vita di ogni essere umano, e reale come il sole che ci visita ogni mattina. Si tratta della storia natalizia della mia vita, la fiaba della mia piccola vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao, mi presento, mi chiamo Prada. Questo buffo nome mi piace tanto e non \u00e8 messo per caso. La notte in cui sono nata, tra lamiere arrugginite e legno marcio, mi hanno avvolto in un cappotto di lana di vigogna e fodera di seta che aveva una grande etichetta con il nome PRADA. Mia mamma, che era una esperta borseggiatrice, l\u2019aveva preso in prestito a una donna elegante in un caff\u00e8 nel quartiere Ticinese di Milano. Lei non sapeva nemmeno chi poteva essere questa <em>Miucia Prada<\/em>, ma aveva avuto una intuizione di quelle che chiamano <em>sesto senso<\/em>. Aveva la certezza che questa bambina venuta al mondo due giorni prima di Natale aveva il segno della fortuna intagliato nel suo minuscolo cuore. E cos\u00ec aveva detto a tutti: <em>Prada sar\u00e0 il suo nome<\/em>. Anche se le sue cugine e sorelle insistevano alludendo che nessuno era mai stato chiamato cos\u00ec a Sarajevo prima d\u2019ora.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"199\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Immagine-La-fiaba-della-mia-vita.jpg?resize=300%2C199&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-4689\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dentro a quella angusta carovana si era riunito un gruppo di donne venute per aiutare nel momento sempre critico del parto, anche perch\u00e9 tutte erano convinte che la loro presenza portava fortuna alla piccola neonata. Quella notte, il freddo gelido colpiva quel piccolo quartiere illegale di Chiesa Rossa intanto che il caldo della vita sorgeva in quel ristretto angolino.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so che sorte di fortuna potevo io trovare nella vita, soprattutto con questo inizio originale di povert\u00e0 e di scarsit\u00e0. Una mamma con un <em>curriculum vitae<\/em> molto particolare e un pap\u00e0 che non ho mai conosciuto. Una famiglia errante con un passato pesante. Mio nonno e altri parenti sono stati uscissi nel Pijaca Markele di Sarajevo, il mercato colpito dai bombardamenti serbi nel 1994.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, poche settimane dopo la mia entrata trionfale in questa esistenza, mia madre \u00e8 svanita come se la terra l\u2019avesse inghiottita. Per fortuna non ero l\u2019unica che rimaneva da sola in quel campo Rom. C\u2019erano altri bambini, e c\u2019era anche la zia Mirjana di Romania, che era la zia di tutti quei bambini che erano rimasti soli. Vivevamo nella sua baracca in condizioni precarie, senza corrente elettrica e acqua calda. Non avevamo soldi, eravamo poveri e spesso mi sono ritrovata con gli altri bambini a chiedere l\u2019elemosina, oppure mendicare almeno l\u2019unico cibo che entrava in bocca per tutto il giorno. \u00a0Mia zia mi portava a mendicare sempre con s\u00e9 perch\u00e9 avevo una faccia simpatica che attirava la bont\u00e0 dei passanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non sono da sola. Non lo sono stata mai. A dire il vero, questa intuizione-illuminazione che mia madre ha avuto il giorno della mia nascita \u00e8 stata una rassicurazione tutti i giorni della mia vita sin dall\u2019inizio. C\u2019\u00e8 sempre stata una presenza amica, calda e luminosa che mi accompagnava in ogni momento, soprattutto quando non c\u2019e la facevo pi\u00f9. Io la chiamavo Xenia (che in Bosniaco significa <em>accoglienza<\/em>). Lei parlava e scherzava con me quando il buio copriva tutta la luce e tutta la speranza. Quando il freddo mi attorcigliava come la radice di un albero centenario, un soffio di caldo sosteneva il mio sorriso. Quando la fame mi trafiggeva lo stomaco e l\u2019anima, Xenia mi faceva dormire per ore e viaggiare in un mondo fantastico e divertente.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosi sono passati i giorni, uno dietro un\u2019altro, le stagioni \u2026 e due densi anni che pesano come mille. Ma un giorno torrido di agosto mi sono addormentata completamente esausta. Era da giorni che non mi sentivo bene. Forse troppo stanca, forse ammalata, forse troppo triste. Xenia mi ha visitato nel mio sogno profondo. Mi ha fatto vedere una luce intensa, ferocemente intensa, con una infinit\u00e0 di sfumature, colori e forme. E tra questo ballo di luci e colori riuscivo a scorgere tre uomini che non mi causavano paura (era la prima volta che un maschio non mi faceva spaventare). Xenia li stava guidando verso di me. Mostravano gentilezza e sicurezza. Quando sono arrivati al posto dove mi trovavo, mi hanno stesso la mano e mi hanno detto: <em>Prada, alzati, andiamo a casa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo, tutto \u00e8 successo molto, molto veloce, come quando vai dentro un treno e vedi le case, le macchine, gli alberi come un flash che attraversano i tuoi occhi. &nbsp;La polizia, \u2026 le sirene, \u2026 quegli uomini di nero, \u2026 l\u2019ospedale, \u2026 tanta gente, \u2026 grembiuli bianchi, \u2026 cibo, cibo buono, doccia calda, profumo di pulizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una casa. UNA CASA VERA\u2026 Mi avevano portato in una casa di mattoni e cemento, tegole e travi di legno, verniciata e circondata di siepe, con giardino, orto e fiori, riparata dal freddo e dal caldo, con cucina, rubinetti, water, vasca e lavandino, e una cosa strana che chiamano bid\u00e8, \u2026 un SOGNO, mia amica Xenia mi aveva portato qua, come la stella del nord guida i navigatori in mezzo alle acque infinite e alle onde ingoia-navi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quando sono arrivata A CASA, era la prima volta che vedevo una casa. Era bella, allegra, luminosa, fresca, con sapore di pulito e di aglio cucinato, di torta appena fatta e di sandalo rilassante. Solo volevo stare in braccio, tutto il tempo e in qualsiasi braccia, perch\u00e9 in tutte le braccia sentivo e trovavo tenerezza e affetto. Solo volevo essere un peluche morbido e pronto ad essere preso e coccolato. Non era una famiglia anche se c\u2019erano bambini piccoli e delle persone che mi curavano con una tenerezza infinita e una sicurezza rassicurante. Non c\u2019era mamma e papa anche se viveva in quella casa una coppia che mi ha accolto come nessun papa e mamma del mondo lo potranno fare mai, con quel affetto che nasce dal cuore ed \u00e8 libero come il vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcune settimane fa mi hanno regalato una custodia con degli occhiali rosa fucsia, perch\u00e9 non ci vedo bene e ho un po\u2019 di strabismo. \u00c8 la prima volta che ho una cosa che \u00e8 mia, solo mia, veramente mia. Sono la bambina pi\u00f9 felice di questo pianeta. Sono andata a letto con i miei occhiali dentro nella mia custodia, e mi sono addormentata stringendo la custodia contro la mia pancia e borbottando: <em>sono a casa, \u2026 la mia casa, \u2026 la nostra casa<\/em>. Non so se ero sveglia o era un sogno, oppure forse era Xenia che parlava con me e mi rassicurava sussurrando che ho il segno della fortuna intagliato nel mio cuore. La fortuna del Natale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Oggi \u00e8 il mio compleanno, e tutta la gente di questo piccolo pianeta si prepara a festeggiare un avvenimento importante. I cristiani festeggiano la nascita di Ges\u00f9. Gli ortodossi orientali fanno la festa della Epifania con i tre re magi che manifestano l\u2019arrivo del messia a questa umanit\u00e0. Gli Ebrei celebrano il Hannukkah che ricorda la consacrazione del secondo tempio di Gerusalemme. Le religioni celtiche antiche applaudono l\u2019inizio della crescita delle ore di luce dei giorni dopo il solstizio d\u2019inverno. I Romani festeggiano i Saturnali dedicati all\u2019insediamento nel tempio di Saturno, dio dell\u2019agricoltura, per augurare prosperit\u00e0. I musulmani commemorano il Mawlid. I buddisti fanno la festa di Vesak \u2026 E Io solo, \u2026 io solo voglio festeggiare <strong>l\u2019accoglienza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me, Natale e accoglienza sono sinonimi. Ho saputo che accoglienza \u00e8 una parola che deriva da \u201ca-cco-gliere\u201d, cio\u00e8 dal latino ad-cum-legere, \u201craccogliere insieme per un destino comune\u201d. Ma questo non \u00e8 forse il significato del cammino di noi umani sulla terra?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi chiamo Prada, accolta dalla vita, dalla umanit\u00e0, dalla bont\u00e0, &#8230; da questa comunit\u00e0, e questo sar\u00e0 il senso e la forza della mia esistenza.&nbsp; GRAZIE, CASETTA DI TIMMI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse sei gi\u00e0 completamente annoiato di sentire storie natalizie, favole su Rudolf, la renna del naso rosso, oppure su Babbo natale, quel uomo ciccione che solo emette quel verso incomprensibile: ho, ho ho, o su elfi dalle orecchie a punta, slitte magiche che percorrono la volta del mondo in un batter d\u2019occhio, \u2026 Ma io&hellip;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"read-more-wrapper\"><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2024\/12\/30\/la-fiaba-della-mia-vita\/\" class=\"button button-secondary\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto \u00bb<span class=\"screen-reader-text\">La fiaba della mia vita<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4688,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"[\"title\",\"meta\",\"thumbnail\",\"content\",\"sharing-icons\",\"post-navigation\"]","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[],"class_list":["post-4686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-di-volo"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copertina-La-fiaba-della-mia-vita.png?fit=920%2C630&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4686"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4690,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4686\/revisions\/4690"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}