{"id":466,"date":"2021-04-06T14:47:38","date_gmt":"2021-04-06T14:47:38","guid":{"rendered":"https:\/\/cominvolo.wordpress.com\/?p=466"},"modified":"2022-04-06T13:49:58","modified_gmt":"2022-04-06T13:49:58","slug":"lettera-di-renata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/04\/06\/lettera-di-renata\/","title":{"rendered":"Lettera di Renata"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Ciao a tutti,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sono Renata Villa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi \u00e8 stato chiesto di raccontare come e quando abbia avuto inizio la Comin. Prover\u00f2 a farlo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma prima voglio ringraziare per tutto quanto \u00e8 stato fatto nel corso di questi anni.&nbsp; Un grazie riconoscente agli educatori, a Claudio, a Barbara, ai bambini, ai ragazzi, ai soci e alle famiglie dei soci, alle \u00e9quipe, agli amici, ai volontari, a quanti danno il loro contributo alla Comin, in qualsiasi forma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Luigi sarebbe fiero dell\u2019attuale Comin. Tengo molto a dirlo.&nbsp; Sarebbe fiero per un motivo particolare; la Comin nel corso degli anni \u00e8 cambiata. Infatti non si \u00e8 fermata alle posizioni iniziali, si \u00e8 evoluta, \u00e8 al passo con i tempi, ha saputo adeguare il suo servizio ai bisogni che via via emergevano.&nbsp; Soprattutto perch\u00e9 \u00e8 in continuo divenire. E questo, vi posso assicurare, \u00e8 nello spirito di Luigi.&nbsp; Chi di voi l\u2019ha conosciuto lo sa bene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non l\u2019ho mai visto adagiarsi sulle posizioni acquisite. Ogni obiettivo raggiunto non lo faceva \u201csedere\u201d o sentire appagato.&nbsp;&nbsp; Al contrario lo spingeva ad andare oltre, a cercare altro e altro ancora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pi\u00f9 volte ha lasciato posizioni di lavoro anche importanti per buttarsi in \u201cimprese\u201d che altri avrebbero definito perlomeno azzardate ma che lui riteneva in coscienza di dover fare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E a volte ha perso lavoro, stipendio e sicurezze. E ogni volta abbiamo ricominciato daccapo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 della Comin viene datata nel 1975.&nbsp; Ma io vi posso dire, e con me quelli che c\u2019erano fin dall\u2019inizio, che per conoscere tutta la sua storia occorre andare all\u2019anno 1972. Infatti la \u201cstoria\u201d \u00e8 cominciata esattamente nell\u2019autunno del 1972. E, se volessimo raccontarla proprio come una storia, potremmo dire cos\u00ec:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019era una volta, nel 1972, una ragazza, Carla Volpato, che, dopo aver trascorso qualche tempo in un Villaggio SOS di Ostuni nella Puglia, era ritornata nella sua Milano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Villaggio dove Carla aveva soggiornato accoglieva bambini che per vari motivi non potevano vivere presso la propria famiglia. Il Villaggio comprendeva 7\/8 villette, in ognuna delle quali viveva una vice-mamma con 8\/9 bambini.&nbsp; Questi bambini rimanevano con lei anche fino alla maggiore et\u00e0, se necessario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A sovrintendere al Villaggio c\u2019era la figura del Capo Villaggio che risiedeva sul posto con tutta la sua famiglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I Villaggi SOS erano stati ideati, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, da un austriaco che si era reso conto del gran numero di orfani che affollavano gli istituti. Per l\u2019epoca, la sua idea era altamente innovativa cosicch\u00e9 i suoi villaggi si moltiplicarono ben presto in Austria, in altri Paesi e anche in Italia ne vennero costruiti due: uno a Trento ed uno a Ostuni, dove la nostra Carla ha fatto la sua esperienza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una volta tornata a Milano, nell\u2019estate del 1972, Carla \u00e8 alla ricerca di qualcuno che l\u2019aiuti a realizzare il sogno di dedicarsi a sua volta all\u2019assistenza di bambini in difficolt\u00e0. E, tramite amici comuni che frequentano la Chiesa dei Frati Francescani di Sant\u2019Angelo a Milano, Carla conosce Luigi Villa, che canta nel coro di quella chiesa, e trova finalmente in lui un interlocutore attento e anche entusiasta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E cos\u00ec, una domenica mattina, Carla, la nostra famiglia (avevamo al momento tre bambine di 4 \u2013 7 e 8 anni) e Roberto Maitilasso, amico di Luigi e che sarebbe poi diventato uno dei primi simpatizzanti e quindi Socio della Comin, andiamo in treno a vedere il Villaggio SOS di Trento, per conoscere il Capo Villaggio e avere pi\u00f9 informazioni circa quell\u2019organizzazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come ci viene esposto, tutto il sistema SOS ci piace subito. Tanto che nelle settimane successive prendiamo altri contatti e, addirittura, viene proposto a Luigi di assumere la direzione di un nuovo Villaggio SOS&nbsp; che si sta costruendo a Morosolo, in provincia di Varese e per il quale si sta cercando un Capo Villaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli accordi proseguono, seguiamo i lavori di costruzione del nuovo villaggio: ormai la decisione \u00e8 presa: Luigi ne diventer\u00e0 il responsabile e Carla la prima delle \u201cmamme\u201d.&nbsp;&nbsp; E anche noi come famiglia avremmo abitato nel villaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Arriviamo intanto ai primi mesi del 1973.&nbsp; Il villaggio sta prendendo forma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 a questo punto per\u00f2 che nel nostro gruppo, cominciano a sorgere alcuni dubbi. Tutto il sistema e l\u2019organizzazione SOS non ci convince pi\u00f9 del tutto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo successive visite a Trento, ci rendiamo conto sempre pi\u00f9 che i bambini nel villaggio vivono quasi completamente isolati dal contesto cittadino: frequentano \u00e8 vero gli asili e le scuole pubbliche ma \u00e8 pur vero che per il resto la loro vita si svolge quasi esclusivamente nell\u2019ambito del villaggio e, cosa che ci piace ancor meno, essi sono catalogati dagli esterni come \u201cquelli del villaggio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ed \u00e8 cos\u00ec che d\u2019accordo maturiamo la decisione, sofferta, di sganciarci dall\u2019organizzazione SOS, pur riconoscendo peraltro una sua validit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quello che invece sta facendosi strada in noi in quel momento \u00e8 un\u2019idea ancor pi\u00f9 innovativa rispetto a quella SOS, che pure ci era sembrata all\u2019avanguardia fino a quel momento, e in effetti lo era per l\u2019epoca in cui il massimo offerto ai bimbi e ragazzi con difficolt\u00e0 familiari era quasi esclusivamente l\u2019orfanotrofio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nostra intenzione, e su questo eravamo tutti d\u2019accordo, era far vivere i bambini che ci sarebbero stati affidati in un contesto \u201cnormale\u201d, non stanziati in un luogo circoscritto, ma alloggiati in case \u201cnormali\u201d, inseriti nella citt\u00e0, come qualsiasi altro bambino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il progetto \u00e8 ambizioso ma si scontra con la dura realt\u00e0. Noi, infatti, pur disponendo di buona volont\u00e0 e anche iniziativa, manchiamo invece di possibilit\u00e0 economiche al di fuori di quelle che ci provengono dallo stipendio di Luigi e che ci consentono il mantenimento della nostra famiglia.&nbsp; La decisione di non voler pi\u00f9 far parte di un\u2019organizzazione forte economicamente e ricca di anni di esperienza, quale quella SOS, porta certamente all\u2019impossibilit\u00e0 di realizzare la nostra \u201ciniziativa\u201d. Occorre infatti reperire i fondi necessari, essenziali per iniziare, e in pi\u00f9 la presenza di almeno altre 10\/11 persone che ci affianchino per poter dare vita ad una cooperativa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 a questo punto della \u201cbella storia\u201d, nella primavera del 1973, che Luigi fa quello che io chiamo il suo \u201cfamoso\u201d appello.&nbsp;&nbsp; Ma si sa, io sono di parte!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una domenica mattina, durante la messa, dopo aver cantato nel coro, dall\u2019altare della Chiesa di Sant\u2019Angelo, Luigi comincia a parlare all\u2019assemblea. Esordisce dicendo: \u201cFratelli cristiani carissimi, la prerogativa di un cristiano \u00e8 l\u2019amore\u201d e poi, via via, espone ai presenti la sua proposta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dice del \u201cdovere di liberare\u201d (usa proprio questo termine) i bambini rinchiusi negli istituti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo stesso termine Luigi impiegher\u00e0 qualche anno dopo, durante un\u2019assemblea comunale a Sesto, quando denuncer\u00e0 pubblicamente lo stato di disagio in cui si trovano i bambini ospiti della Colonia permanente del Comune a Rota Imagna. Luigi dir\u00e0 allora che la citt\u00e0 di Sesto San Giovanni -medaglia d\u2019oro per la Resistenza- non pu\u00f2 permettersi di \u201cdeportare\u201d i suoi bambini tanto lontano e fuori da ogni contesto normale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma torniamo a Sant\u2019Angelo. Luigi prosegue a presentare la sua idea. Spiega che lui e la sua famiglia sono disposti a mettersi in gioco, che c\u2019\u00e8 una prima educatrice, ci sono, ovviamente i bambini. Occorrono, dice, 12\/13 persone per poter costituire una cooperativa, occorrono fondi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le sue parole sono molto convincenti. La sua figura \u00e8 molto conosciuta in Sant\u2019Angelo per il suo cantare cos\u00ec particolare, ma non solo. Fa parte infatti di \u201cTelefono Amico\u201d e \u201cMondo X\u201d Associazioni ideate dai frati di Sant\u2019Angelo. Tutto contribuisce a rendere il messaggio che Luigi trasmette credibile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla fine della messa, all\u2019uscita dalla chiesa, un uomo si presenta a Luigi. \u00c8 sulla sessantina o forse pi\u00f9. Luigi non lo conosce, quell\u2019uomo invece gli rivela di conoscerlo bene dato che lui e la moglie tutte le domeniche si recano in Sant\u2019Angelo anche per sentirlo cantare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa persona \u00e8 Gianfranco San Pietro che, con la moglie Anna, avr\u00e0 tanta parte nella costituzione della Cooperativa e che ne diventer\u00e0 il primo Presidente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo sentito il tuo appello, dimmi cosa devo fare\u201d dice soltanto a Luigi presentandosi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cOccorrono persone e fondi\u201d risponde Luigi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPer i fondi non ti preoccupare\u201d riprende Gianfranco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNe occorrono parecchi\u201d replica Luigi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTi copro io per quello che ti occorre\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ed \u00e8 stato cos\u00ec. Altre persone poi di Sant\u2019Angelo si propongono come Soci. Da questo gruppo di persone si costituir\u00e0 la Cooperativa a cui viene dato il nome COM.IN.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Intanto arriviamo a giugno ed \u00e8 in questo mese che nasce il nostro quarto figlio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A settembre si affitta un appartamento in Via Zumbini a Milano, lo si arreda e Carla vi si stabilisce.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nello stesso mese di settembre 1973, i Servizi Sociali di Milano ci sottopongono il caso di due fratelli: un maschio di 3 anni e una femmina di 5 anni e mezzo. I due bambini, ci dicono, sono molto legati tra loro e noi veniamo interpellati proprio perch\u00e9 la Comin ha tra le sue prerogative quella di tenere uniti i fratelli, al contrario degli istituti che tendono, invece, a separarli per sesso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giorno stabilito Luigi, Gianfranco, che \u00e8 Presidente della Cooperativa, e Carla si recano dall\u2019Assistente Sociale e portano a casa Maurizio e Graziella.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qualche giorno dopo, a questi due bambini, si aggiunge un terzo ragazzino di circa 9 anni, Massimo, che verr\u00e0 alcuni anni dopo adottato da un suo zio di Roma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono questi i primi bambini accolti dalla Comin.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Luigi, quasi tutti i pomeriggi, all\u2019uscita dall\u2019ufficio, grazie al fatto di poter giostrare i suoi orari di lavoro, si reca in Via Zumbini e si intrattiene con i bambini e Carla, fermandosi spesso anche a cena con loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla domenica poi, la nostra famiglia raggiunge la casa di Carla o \u00e8 lei e i bambini invece a venire a casa nostra e a noi si uniscono spesso anche alcuni futuri soci della Cooperativa con le loro famiglie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inizialmente la comunit\u00e0 \u00e8 concepita su un particolare \u201cmodulo\u201d:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>-Educatrice, vice &#8211; madre e bambini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>-Coordinatore, vice &#8211; padre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>-Famiglia Coordinatore in rapporto amicale con Educatrice e bambini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo \u201cmodulo\u201d si sarebbe poi evoluto nel corso degli anni, com\u2019\u00e8 giusto che fosse.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel 1974, dopo aver trascorso tutti insieme le vacanze estive in una villa a Lisanza, sul Lago Maggiore, messaci a disposizione da un amico comune di Sant\u2019Angelo, avviene un grosso cambiamento. Si rende disponibile l\u2019appartamento appartenuto ai miei genitori, situato vicino alla nostra abitazione a Sesto.&nbsp;&nbsp; La Cooperativa decide allora di trasferire la Comunit\u00e0 di Via Zumbini&nbsp; a Sesto San Giovanni, in modo che le nostre frequentazioni fossero pi\u00f9 agevoli e consentire a Luigi di poter fare meno salti mortali, visto i suoi orari di ufficio diventati ormai davvero troppo \u201c elastici\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra novit\u00e0 in quel settembre del 1974.&nbsp; Si aggiunge a noi una seconda Educatrice -Tona- proveniente dall\u2019Istituto \u201cLe Stelline\u201d di Milano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con lei si aprir\u00e0 nel 1975 un\u2019altra comunit\u00e0 in via Cavallotti, anche questa vicino a casa nostra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E dopo non molto se ne apre una terza con Anna e Fausta in Piazza della Resistenza, sempre a Sesto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E poi arrivano come Obiettori Giovanni Cappellini e Claudio Figini.&nbsp; Vederli adesso non \u00e8 facile immaginarli allora. Capelli e abbigliamento, come d\u2019altronde i giovani di quell\u2019epoca lasciano diciamo un po\u2019 a desiderare. Qualche socio della Cooperativa \u00e8 un po\u2019 perplesso ma a Luigi e a me sono subito piaciuti. Dopo il periodo dell\u2019obiezione presso le nostre Comunit\u00e0 diventano Educatori a loro volta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel frattempo arrivano in Comin altre due Educatrici, Barbara e Daniela e nasce cos\u00ec anche l\u2019amore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E poi la \u201cstoria\u201d della Comin prosegue. Ma questa parte la conoscete tutti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Rivolgo un grazie riconoscente a Gianfranco e Anna San Pietro.\u00a0 Ho sentito pi\u00f9 volte Luigi dire \u201cse non ci fosse stato Gianfranco la Comin non esisterebbe\u201d. Un grazie a Luigi per la sua capacit\u00e0 di aprirsi sempre al nuovo e all\u2019oltre<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Un grazie, naturalmente a Carla Volpato.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Renata<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe title=\"La nascita della Cooperativa Comin - Intervista a Renata Villa\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4q2XmjcoKog?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao a tutti, sono Renata Villa. Mi \u00e8 stato chiesto di raccontare come e quando abbia avuto inizio la Comin. Prover\u00f2 a farlo. 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E questo, vi posso assicurare, \u00e8 nello spirito di Luigi.&nbsp; Chi di voi l\u2019ha conosciuto lo sa bene.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Non l\u2019ho mai visto adagiarsi sulle posizioni acquisite. Ogni obiettivo raggiunto non lo faceva \u201csedere\u201d o sentire appagato.&nbsp;&nbsp; Al contrario lo spingeva ad andare oltre, a cercare altro e altro ancora.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Pi\u00f9 volte ha lasciato posizioni di lavoro anche importanti per buttarsi in \u201cimprese\u201d che altri avrebbero definito perlomeno azzardate ma che lui riteneva in coscienza di dover fare.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>E a volte ha perso lavoro, stipendio e sicurezze. 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Il Villaggio comprendeva 7\/8 villette, in ognuna delle quali viveva una vice-mamma con 8\/9 bambini.&nbsp; Questi bambini rimanevano con lei anche fino alla maggiore et\u00e0, se necessario.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>A sovrintendere al Villaggio c\u2019era la figura del Capo Villaggio che risiedeva sul posto con tutta la sua famiglia.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>I Villaggi SOS erano stati ideati, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, da un austriaco che si era reso conto del gran numero di orfani che affollavano gli istituti. Per l\u2019epoca, la sua idea era altamente innovativa cosicch\u00e9 i suoi villaggi si moltiplicarono ben presto in Austria, in altri Paesi e anche in Italia ne vennero costruiti due: uno a Trento ed uno a Ostuni, dove la nostra Carla ha fatto la sua esperienza.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Una volta tornata a Milano, nell\u2019estate del 1972, Carla \u00e8 alla ricerca di qualcuno che l\u2019aiuti a realizzare il sogno di dedicarsi a sua volta all\u2019assistenza di bambini in difficolt\u00e0. E, tramite amici comuni che frequentano la Chiesa dei Frati Francescani di Sant\u2019Angelo a Milano, Carla conosce Luigi Villa, che canta nel coro di quella chiesa, e trova finalmente in lui un interlocutore attento e anche entusiasta.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>E cos\u00ec, una domenica mattina, Carla, la nostra famiglia (avevamo al momento tre bambine di 4 \u2013 7 e 8 anni) e Roberto Maitilasso, amico di Luigi e che sarebbe poi diventato uno dei primi simpatizzanti e quindi Socio della Comin, andiamo in treno a vedere il Villaggio SOS di Trento, per conoscere il Capo Villaggio e avere pi\u00f9 informazioni circa quell\u2019organizzazione.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Come ci viene esposto, tutto il sistema SOS ci piace subito. Tanto che nelle settimane successive prendiamo altri contatti e, addirittura, viene proposto a Luigi di assumere la direzione di un nuovo Villaggio SOS&nbsp; che si sta costruendo a Morosolo, in provincia di Varese e per il quale si sta cercando un Capo Villaggio.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Gli accordi proseguono, seguiamo i lavori di costruzione del nuovo villaggio: ormai la decisione \u00e8 presa: Luigi ne diventer\u00e0 il responsabile e Carla la prima delle \u201cmamme\u201d.&nbsp;&nbsp; E anche noi come famiglia avremmo abitato nel villaggio.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Arriviamo intanto ai primi mesi del 1973.&nbsp; Il villaggio sta prendendo forma.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u00c8 a questo punto per\u00f2 che nel nostro gruppo, cominciano a sorgere alcuni dubbi. Tutto il sistema e l\u2019organizzazione SOS non ci convince pi\u00f9 del tutto.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Dopo successive visite a Trento, ci rendiamo conto sempre pi\u00f9 che i bambini nel villaggio vivono quasi completamente isolati dal contesto cittadino: frequentano \u00e8 vero gli asili e le scuole pubbliche ma \u00e8 pur vero che per il resto la loro vita si svolge quasi esclusivamente nell\u2019ambito del villaggio e, cosa che ci piace ancor meno, essi sono catalogati dagli esterni come \u201cquelli del villaggio\u201d.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ed \u00e8 cos\u00ec che d\u2019accordo maturiamo la decisione, sofferta, di sganciarci dall\u2019organizzazione SOS, pur riconoscendo peraltro una sua validit\u00e0.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Quello che invece sta facendosi strada in noi in quel momento \u00e8 un\u2019idea ancor pi\u00f9 innovativa rispetto a quella SOS, che pure ci era sembrata all\u2019avanguardia fino a quel momento, e in effetti lo era per l\u2019epoca in cui il massimo offerto ai bimbi e ragazzi con difficolt\u00e0 familiari era quasi esclusivamente l\u2019orfanotrofio.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Nostra intenzione, e su questo eravamo tutti d\u2019accordo, era far vivere i bambini che ci sarebbero stati affidati in un contesto \u201cnormale\u201d, non stanziati in un luogo circoscritto, ma alloggiati in case \u201cnormali\u201d, inseriti nella citt\u00e0, come qualsiasi altro bambino.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Il progetto \u00e8 ambizioso ma si scontra con la dura realt\u00e0. Noi, infatti, pur disponendo di buona volont\u00e0 e anche iniziativa, manchiamo invece di possibilit\u00e0 economiche al di fuori di quelle che ci provengono dallo stipendio di Luigi e che ci consentono il mantenimento della nostra famiglia.&nbsp; La decisione di non voler pi\u00f9 far parte di un\u2019organizzazione forte economicamente e ricca di anni di esperienza, quale quella SOS, porta certamente all\u2019impossibilit\u00e0 di realizzare la nostra \u201ciniziativa\u201d. Occorre infatti reperire i fondi necessari, essenziali per iniziare, e in pi\u00f9 la presenza di almeno altre 10\/11 persone che ci affianchino per poter dare vita ad una cooperativa.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u00c8 a questo punto della \u201cbella storia\u201d, nella primavera del 1973, che Luigi fa quello che io chiamo il suo \u201cfamoso\u201d appello.&nbsp;&nbsp; Ma si sa, io sono di parte!<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Una domenica mattina, durante la messa, dopo aver cantato nel coro, dall\u2019altare della Chiesa di Sant\u2019Angelo, Luigi comincia a parlare all\u2019assemblea. Esordisce dicendo: \u201cFratelli cristiani carissimi, la prerogativa di un cristiano \u00e8 l\u2019amore\u201d e poi, via via, espone ai presenti la sua proposta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Dice del \u201cdovere di liberare\u201d (usa proprio questo termine) i bambini rinchiusi negli istituti.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Lo stesso termine Luigi impiegher\u00e0 qualche anno dopo, durante un\u2019assemblea comunale a Sesto, quando denuncer\u00e0 pubblicamente lo stato di disagio in cui si trovano i bambini ospiti della Colonia permanente del Comune a Rota Imagna. Luigi dir\u00e0 allora che la citt\u00e0 di Sesto San Giovanni -medaglia d\u2019oro per la Resistenza- non pu\u00f2 permettersi di \u201cdeportare\u201d i suoi bambini tanto lontano e fuori da ogni contesto normale<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ma torniamo a Sant\u2019Angelo. Luigi prosegue a presentare la sua idea. Spiega che lui e la sua famiglia sono disposti a mettersi in gioco, che c\u2019\u00e8 una prima educatrice, ci sono, ovviamente i bambini. Occorrono, dice, 12\/13 persone per poter costituire una cooperativa, occorrono fondi.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Le sue parole sono molto convincenti. La sua figura \u00e8 molto conosciuta in Sant\u2019Angelo per il suo cantare cos\u00ec particolare, ma non solo. Fa parte infatti di \u201cTelefono Amico\u201d e \u201cMondo X\u201d Associazioni ideate dai frati di Sant\u2019Angelo. Tutto contribuisce a rendere il messaggio che Luigi trasmette credibile.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Alla fine della messa, all\u2019uscita dalla chiesa, un uomo si presenta a Luigi. \u00c8 sulla sessantina o forse pi\u00f9. Luigi non lo conosce, quell\u2019uomo invece gli rivela di conoscerlo bene dato che lui e la moglie tutte le domeniche si recano in Sant\u2019Angelo anche per sentirlo cantare.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Questa persona \u00e8 Gianfranco San Pietro che, con la moglie Anna, avr\u00e0 tanta parte nella costituzione della Cooperativa e che ne diventer\u00e0 il primo Presidente.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u201cHo sentito il tuo appello, dimmi cosa devo fare\u201d dice soltanto a Luigi presentandosi.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u201cOccorrono persone e fondi\u201d risponde Luigi.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u201cPer i fondi non ti preoccupare\u201d riprende Gianfranco.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u201cNe occorrono parecchi\u201d replica Luigi.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>\u201cTi copro io per quello che ti occorre\u201d.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ed \u00e8 stato cos\u00ec. Altre persone poi di Sant\u2019Angelo si propongono come Soci. Da questo gruppo di persone si costituir\u00e0 la Cooperativa a cui viene dato il nome COM.IN.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Intanto arriviamo a giugno ed \u00e8 in questo mese che nasce il nostro quarto figlio.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>A settembre si affitta un appartamento in Via Zumbini a Milano, lo si arreda e Carla vi si stabilisce.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Nello stesso mese di settembre 1973, i Servizi Sociali di Milano ci sottopongono il caso di due fratelli: un maschio di 3 anni e una femmina di 5 anni e mezzo. I due bambini, ci dicono, sono molto legati tra loro e noi veniamo interpellati proprio perch\u00e9 la Comin ha tra le sue prerogative quella di tenere uniti i fratelli, al contrario degli istituti che tendono, invece, a separarli per sesso.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Il giorno stabilito Luigi, Gianfranco, che \u00e8 Presidente della Cooperativa, e Carla si recano dall\u2019Assistente Sociale e portano a casa Maurizio e Graziella.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Qualche giorno dopo, a questi due bambini, si aggiunge un terzo ragazzino di circa 9 anni, Massimo, che verr\u00e0 alcuni anni dopo adottato da un suo zio di Roma.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Sono questi i primi bambini accolti dalla Comin.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Luigi, quasi tutti i pomeriggi, all\u2019uscita dall\u2019ufficio, grazie al fatto di poter giostrare i suoi orari di lavoro, si reca in Via Zumbini e si intrattiene con i bambini e Carla, fermandosi spesso anche a cena con loro.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Alla domenica poi, la nostra famiglia raggiunge la casa di Carla o \u00e8 lei e i bambini invece a venire a casa nostra e a noi si uniscono spesso anche alcuni futuri soci della Cooperativa con le loro famiglie.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Inizialmente la comunit\u00e0 \u00e8 concepita su un particolare \u201cmodulo\u201d:<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>-Educatrice, vice - madre e bambini<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>-Coordinatore, vice - padre<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>-Famiglia Coordinatore in rapporto amicale con Educatrice e bambini<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Questo \u201cmodulo\u201d si sarebbe poi evoluto nel corso degli anni, com\u2019\u00e8 giusto che fosse.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Nel 1974, dopo aver trascorso tutti insieme le vacanze estive in una villa a Lisanza, sul Lago Maggiore, messaci a disposizione da un amico comune di Sant\u2019Angelo, avviene un grosso cambiamento. Si rende disponibile l\u2019appartamento appartenuto ai miei genitori, situato vicino alla nostra abitazione a Sesto.&nbsp;&nbsp; La Cooperativa decide allora di trasferire la Comunit\u00e0 di Via Zumbini&nbsp; a Sesto San Giovanni, in modo che le nostre frequentazioni fossero pi\u00f9 agevoli e consentire a Luigi di poter fare meno salti mortali, visto i suoi orari di ufficio diventati ormai davvero troppo \u201c elastici\u201d.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra novit\u00e0 in quel settembre del 1974.&nbsp; Si aggiunge a noi una seconda Educatrice -Tona- proveniente dall\u2019Istituto \u201cLe Stelline\u201d di Milano.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Con lei si aprir\u00e0 nel 1975 un\u2019altra comunit\u00e0 in via Cavallotti, anche questa vicino a casa nostra.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>E dopo non molto se ne apre una terza con Anna e Fausta in Piazza della Resistenza, sempre a Sesto.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>E poi arrivano come Obiettori Giovanni Cappellini e Claudio Figini.&nbsp; Vederli adesso non \u00e8 facile immaginarli allora. Capelli e abbigliamento, come d\u2019altronde i giovani di quell\u2019epoca lasciano diciamo un po\u2019 a desiderare. Qualche socio della Cooperativa \u00e8 un po\u2019 perplesso ma a Luigi e a me sono subito piaciuti. Dopo il periodo dell\u2019obiezione presso le nostre Comunit\u00e0 diventano Educatori a loro volta.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Nel frattempo arrivano in Comin altre due Educatrici, Barbara e Daniela e nasce cos\u00ec anche l\u2019amore.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>E poi la \u201cstoria\u201d della Comin prosegue. Ma questa parte la conoscete tutti.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Rivolgo un grazie riconoscente a Gianfranco e Anna San Pietro.&nbsp; Ho sentito pi\u00f9 volte Luigi dire \u201cse non ci fosse stato Gianfranco la Comin non esisterebbe\u201d. Un grazie a Luigi per la sua capacit\u00e0 di aprirsi sempre al nuovo e all\u2019oltre<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>. Un grazie, naturalmente a Carla Volpato.&nbsp;<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Renata<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:embed {\"url\":\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mLQkj5Zmhu4\",\"type\":\"video\",\"providerNameSlug\":\"youtube\",\"responsive\":true,\"className\":\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"} -->\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mLQkj5Zmhu4\n<\/div><\/figure>\n<!-- \/wp:embed -->","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[77,76,78],"class_list":["post-466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cap-1-la-nascita-di-comin","tag-fondatore-comin","tag-nascita-di-comin","tag-renata-villa"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lettera-di-renata-coopcomin.jpg?fit=800%2C600&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/466\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1075"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}