{"id":4646,"date":"2024-10-16T22:03:34","date_gmt":"2024-10-16T22:03:34","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=4646"},"modified":"2025-08-28T09:34:48","modified_gmt":"2025-08-28T09:34:48","slug":"passwords-per-entrare-nel-nostro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2024\/10\/16\/passwords-per-entrare-nel-nostro-futuro\/","title":{"rendered":"Passwords  per entrare nel nostro futuro"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">A ben vedere anche lo stage Passwords pu\u00f2 essere considerato uno stage biennale e non solo perch\u00e9 era stato inizialmente previsto per l\u2019autunno del 2014 e si \u00e8 poi svolto nell\u2019aprile 2015: l\u2019impegno del lavoro preparatorio proposto ai servizi era stato intenso e non ha potuto rispettare i tempi previsti. Guardando indietro, per\u00f2, pare opportuno considerare il lavoro preparatorio come parte integrante dello stage per come si \u00e8 svolto e per gli esiti che ha prodotto. Era stato chiesto da UFo (Unit\u00e0 Formativa di cui parleremo nel prossimo capitolo) a tutti i servizi di produrre una relazione con uno schema definito. Ogni servizio ha svolto il proprio compito, attraverso giornate di studio dedicate, cos\u00ec che prima della partenza per il fine settimana di aprile \u00e8 stato messo a disposizione dei soci il materiale prodotto da ogni servizio e anche il manifesto di sintesi prodotto dal gruppo organizzatore. Tutto questo materiale ha dato il l\u00e0 poi al lavoro svolto a Chiavenna, la sede dello stage.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma partiamo dall\u2019inizio. Come vedremo nel prossimo capitolo alla fine del 2010 la cooperativa decide di riorganizzare il proprio funzionamento decisionale sull\u2019appartenenza territoriale dei servizi attraverso la costituzione delle Unit\u00e0 Territoriali al posto dei Settori (il precedente luogo di decisionalit\u00e0 intermedia della cooperativa fondato sul contenuto dell\u2019intervento e non sul territorio nel quale questo si svolgeva). In questo modo \u00e8 venuto meno per i servizi un ambito per l\u2019approfondimento specifico delle metodologie di lavoro e del pensiero che le sottende, a parte i momenti formativi oppure le occasioni specifiche di elaborazione durante il lavoro di equipe.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo lo scopo assegnato dalla cooperativa allo stage 2014-2015 \u00e8 essere un\u2019importante occasione di elaborazione intorno alle assi portanti su cui si fonda il pensiero e l\u2019intervento pedagogico di ciascuno dei nostri servizi e della cooperativa nel suo insieme. Ridire le parole su cui si fonda l\u2019intervento educativo dei nostri servizi servir\u00e0 anche per ridefinire l\u2019identit\u00e0 e la Mission della cooperativa nel suo insieme e fornire orientamento nelle scelte di sviluppo che Comin porter\u00e0 avanti nel prossimo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>UFo ha preparto per ogni servizio le <strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-1-Indicazioni-per-il-lavoro-preliminare.pdf\">Indicazioni per il lavoro preparatorio<\/a><\/u><\/strong> dello stage che contengono anche una traccia per la stesura della propria relazione, nella quale viene richiesto di affrontare questi tre punti:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Il contesto<\/em>: quali i punti di forza del servizio, quali i nodi problematici, le sfide, le debolezze. Tutto questo da analizzare in modo agile, come premessa per contestualizzare le situazioni dei diversi servizi al solo scopo di fornire chiavi di lettura dei cambiamenti in atto riguardo all\u2019impostazione pedagogica<\/li>\n\n\n\n<li><em>L\u2019epistemologia (i fondamenti pedagogici del servizio)<\/em>: quali sono le parole classiche usate&nbsp; per descrivere i fondamenti pedagogici del servizio? Ci sono parole nuove che adesso usiamo? Si sono unite alle classiche o le hanno soppiantate? Tutto questo per descrivere i principali cambiamenti intercorsi negli ultimi anni nell\u2019impostazione pedagogica del servizio.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Strumenti: <\/em>che cosa ci viene chiesto? Di quali strumenti pedagogici dobbiamo dotarci per riuscire a cavalcare il cambiamento in atto? Quali \u201cnuovi vestiti\u201d devono indossare i nostri valori operativi, per essere rispondenti alla situazione attuale in linea con la nostra storia?<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><br>Davvero importante e prezioso il contenuto delle relazioni prodotte dai diversi servizi. Sarebbe lungo riportare la sintesi di tutte le relazioni. Ci proveremo quando pi\u00f9 avanti faremo il punto sullo sviluppo dei diversi servizi. In ogni caso riportiamo tra gli Allegati le relazioni &nbsp;nella loro completezza per offrire la possibilit\u00e0, a chi fosse interessato, di leggerle anche adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune relazioni erano riferite ai servizi tradizionali, altre ad alcuni di pi\u00f9 recente esperienza:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-2-RELAZIONE-COMUNITA.pdf\">Accoglienza in comunit\u00e0<\/a>;<\/u><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-3-relazione-domiciliaritae-scolastica.pdf\">Domiciliarit\u00e0 e scolastica<\/a>;<\/u><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-4-relazione-centri-diurni.pdf\">Centri diurni;<\/a><\/u><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-5-sostegno-allaffido-per-stage-2.pdf\">Sostegno all\u2019affido e alla prossimit\u00e0 familiare;<\/a><\/u><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-6-genitorialita-Comin.pdf\">Il lavoro sulla genitorialit\u00e0<\/a><\/u><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-7-relazione-progetti-per-la-coesione-sociale.pdf\">I progetti per la coesione sociale<\/a><\/u><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-8-area-anziani.pdf\">L\u2019area anziani<\/a><\/u><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Il gruppo organizzatore assieme al Cda ha cercato poi di sintetizzare in un <strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-9-manifesto-per-stage-2015_colorato_DEFINITIVO.pdf\">Manifesto sulle questioni di (s)fondo <\/a><\/u><\/strong>le suggestioni e gli spunti per riflettere e confrontarsi riguardo ad un futuro sostenibile per Comin, presentando in sintesi gli obiettivi dello stage. Sono elementi di s(fondo) che condizionano ci\u00f2 che sta \u201csulla scena\u201d della cooperativa (le relazioni educative) e che \u00e8 importante considerare nel momento in cui ci confrontiamo sui fondamenti pedagogici del nostro intervento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel manifesto si presenta a mo\u2019 di slogan quella che viene vissuta come la sfida cruciale <em>Perseguire la sostenibilit\u00e0 economica senza rinunciare al nostro sogno <\/em>che viene articolata in questi sei aspetti: <em>1 Essere cooperativa e co-operare; 2 gare bandi appalti &#8230;; 3 \u2026 o anche altro? 4 alleanze, reti, partnership; 5 risorse economiche e finanziarie; 6 Essere cooperativa: i rapporti di lavoro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si prospetta tra gli esiti dello stage la riscrittura di alcuni documenti della cooperativa come il <em>Codice etico del lavoro in Comin, <\/em>il <em>Regolamento sul socio lavoratore, <\/em>il <em>Documento d\u2019Identit\u00e0 della cooperativa, <\/em>oltre alla stesura delle <em>Linee guida per lo sviluppo della cooperativa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma veniamo ora al racconto dei due giorni. Come d\u2019abitudine si \u00e8 trattato di un week end residenziale, che si \u00e8 svolto a Chiavenna nell\u2019ostello <em>Al deserto, <\/em>gestito da una comunit\u00e0 di famiglie di <em>ACF<\/em> (vedi <strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-10-Presentazione-chiavenna.pdf\">Scheda di presentazione<\/a><\/u><\/strong>). Come d\u2019abitudine ha avuto grossa rilevanza la presenza del formatore esterno, ruolo che questa volta \u00e8 stato svolo da <strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-11-PresentazioneRipamonti-Ennio.pdf\">Ennio Ripamonti<\/a><\/u><\/strong> un amico psicosociologo, presidente di <em>Metodi<\/em> e co fondatore <em>dell\u2019Istituto Paulo Freire Italia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>I lavori, come detto, sono stati introdotti dalle relazioni dei servizi presentate sopra cui si \u00e8 aggiunta quella pi\u00f9 complessiva che ha esposto i contenuti del manifesto sulle questioni di (s)fondo presentati sotto forma di <strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-12-stage-Comin-2015_questioni-di-sfondo-short.pdf\">Slide<\/a><\/u><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I contenuti presentati sono stati poi rielaborati in gruppi di confronto trasversali, composti da soci che lavorano in servizi differenti e che hanno focalizzato la propria attenzione su quattro oggetti di lavoro specifici:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"nv-cv-m wp-block-list\">\n<li><strong>Educare in casa d\u2019altri: <\/strong>non siamo noi i protagonisti, lavoriamo in punta di piedi per costruire e ricostruire legami \u201cbuoni\u201d e per restituire protagonismo ai veri \u201cattori\u201d che sono i ragazzi e i loro genitori. I riferimenti familiari, nel bene e nel male, rappresentano una parte fondamentale della storia di ciascuno, le origini\u2026 e con quella parte \u00e8 necessario mettersi in contatto e dialogare concretamente dove si pu\u00f2 e attraverso i racconti e le emozioni dei ragazzi, quando non si possano incontrare i genitori.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sostenere la genitorialit\u00e0: <\/strong>l\u2019evoluzione dei tempi, l\u2019evoluzione dei generi,&nbsp;pone la genitorialit\u00e0 oggi al centro di una nuova riflessione. Come promuovere una consapevolezza matura in questa direzione di ricerca?<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Per far crescere la comunit\u00e0: <\/strong>non abbiamo intenzione di \u201ctogliere\u201d alla comunit\u00e0 sociale i problemi che affrontiamo per risolverli da soli, ma al contrario di coinvolgere nelle soluzioni le risorse presenti nel territorio. Inoltre negli ultimi anni stiamo sviluppando interventi con l\u2019obiettivo di favorire la crescita della comunit\u00e0 attraverso lo sviluppo di connessioni, consapevolezza, autorganizzazione dei cittadini.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il nostro stile di lavoro: <\/strong>definizione della parola Stile: <em>complesso delle scelte e dei mezzi espressivi che costituiscono l&#8217;impronta peculiare di una metodologia o di un\u2019organizzazione<\/em><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>I gruppi di lavoro hanno sintetizzato le proprie riflessioni su cartelloni esposti. Rimandiamo chi fosse interessato alla lettura dei cartelloni alla sezione Allegati: <strong><u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-13-EDUCARE-IN-CASA-DALTRI.pdf\">Educare in casa d\u2019altri<\/a><\/u>; <u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-14-GENITORIALITA.pdf\">Sostenere la genitorialit\u00e0<\/a><\/u>; <u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-15-PER-FAR-CRESCERE-LA-COMUNITA.pdf\">Per far crescere la comunit\u00e0<\/a><\/u>; <u><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/5-16-LO-STILE.pdf\">Lo stile di lavoro<\/a><\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ennio Ripamonti ha restituito la propria lettura dei contenuti emersi dalle relazioni e dai gruppi di lavoro nell\u2019accurata relazione che ha dato il via al confronto in plenaria della domenica mattina. Con il passare del tempo sono cresciute anche le capacit\u00e0 informatiche della cooperativa e questa volta \u00e8 possibile ascoltare e vedere la relazione suddivisa in due video: <strong><u>Video restituzione Ripamonti1 <\/u><\/strong>e <strong><u>Video restituzione Ripamonti 2. <\/u><\/strong>Tra gli allegati esiste per\u00f2 anche la <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5-19-Sbobinatura-intervento-restituzione-stage.docx.pdf\">sbobinatura della restituzione.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo comunque di riportare qui in sintesi alcuni dei contenuti che ci ha presentato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ennio ha costruito le proprie riflessioni attorno a sette parole chiave:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"nv-cv-m wp-block-list\">\n<li>COMUNITA\u2019<\/li>\n\n\n\n<li>POTERE<\/li>\n\n\n\n<li>AZIONE<\/li>\n\n\n\n<li>FIDUCIA<\/li>\n\n\n\n<li>PARTECIPAZIONE<\/li>\n\n\n\n<li>COOPERAZIONE<\/li>\n\n\n\n<li>GENERARE<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>A partire da queste sette parole arricchite dal proprio sguardo, dalle competenze specifiche di lettura sociologica e dalla propria esperienza nel lavoro sociale, Ennio ha riassunto e arricchito il pensiero costruito da Comin.<\/p>\n\n\n\n<p>Riporto alcune delle cose che ci ha detto.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima parola \u00e8 COMUNIT\u00c0: sta nella radice, anche dell\u2019acronimo, Comin (Comunit\u00e0 Infanzia) e come avrebbe detto il pedagogista a cui sono molto legato, Paulo Freire, che ha formato molto la nostra generazione, \u00e8 una parola generatrice. La parola comunit\u00e0 \u00e8 una parola generatrice. &nbsp;E questo sia in riferimento alle comunit\u00e0 di accoglienza che alla comunit\u00e0 sociale. Una sola osservazione rispetto all\u2019accoglienza: ad un certo punto ieri qualcuno in un gruppo diceva &lt;&lt;<em>i nostri casi, i nostri utenti\u2026certo che noi usiamo dei termini terribili! Abbiamo la retorica della persona, per\u00f2 usiamo un gergo di cui siamo fatti, della pasta di cui siamo fatti.&gt;&gt;<\/em> Una riflessione che emerger\u00e0 anche dopo riguardo al linguaggio che usiamo che spesso diventa anche una barriera comunicativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 articolata la riflessione intorno al concetto di comunit\u00e0 sociale, anche grazie alle sue competenze specifiche. A partire dalla costatazione che negli ultimi decenni in sociologia si \u00e8 sviluppata una sorta di repulsione del termine comunit\u00e0 sociali perch\u00e9 non esistono pi\u00f9 comunit\u00e0 sociali (si preferisce parlare di societ\u00e0) oppure, quando esistono, divertano ghetti, realt\u00e0 separate e chiuse. Zygmunt Bauman \u00e8 l\u2019autore che ha rotto questa visione: ha scritto un libro che si intitola \u201cMissing Community\u201d: la comunit\u00e0 scomparsa, la comunit\u00e0 che si sta ricercando. Che \u00e8 stato tradotto in Italiano \u201cVoglia di comunit\u00e0\u201d. Se non ci sono pi\u00f9 quelle forme tradizionali di comunit\u00e0, oggi \u00e8 l\u2019epoca di un fiorire di esperienze neocomunitarie di diverso tipo, compresa quella in cui siamo qui: della gente che vuole vivere insieme e che non pensa che l\u2019unico modo di vivere come famiglia sia quello di stare chiusi in un appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi fare comunit\u00e0 significa generare delle esperienze di legame sociale in cui \u00e8 possibile dire \u201cnoi\u201d, anche se \u00e8 opportuno considerare come ci sono relazioni che fanno bene e relazioni che fanno male, ci sono relazioni che curano e ci sono relazioni che \u201cammalano\u201d (c\u2019\u00e8 anche un bellissimo libro che si intitola <em>\u201cVicini da morire\u201d<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio nei contesti urbani sono nate moltissime comunit\u00e0 di pratiche: comunit\u00e0 di persone che sono multi-appartenenti e che si incontrano intorno allo sviluppo di un interesse comune. Noi umani siamo neurofisiologicamente predisposti alla relazione, siamo dotati di neuroni specchio, siamo fatti cos\u00ec. Quindi la comunit\u00e0 \u00e8 una dimensione profondamente connaturata all\u2019esperienza umana, cio\u00e8 ai legami sociali e dobbiamo imparare a guardare le tracce di nuove forme di comunit\u00e0. Ad esempio anche le comunit\u00e0 virtuali sono in realt\u00e0 comunit\u00e0 digitali e i sentimenti che si provano non sono virtuali: sono reali, sono a distanza, ma il contrario del reale non \u00e8 il virtuale: \u00e8 l\u2019irreale. Nel nostro lavoro dobbiamo favorire lo sviluppo del coniugare al plurale, uscendo dall\u2019enfasi del \u201csuper individuo\u201d, che ha dominato il pensiero negli ultimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso l\u2019educatore \u00e8 un promotore, sicuramente promuove queste cose, le provoca a volte: le promuove e le provoca. La parola professionista, la radice semantica della parola professionista \u00e8 \u201ccolui che professa\u201d \u2026 ma che cosa professa il professionista? Secondo me in questo caso, nell\u2019epoca in cui siamo, nel lavoro educativo e sociale, c\u2019\u00e8 molto il fatto di promuovere relazioni e legami di tipo comunitario.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda parola \u00e8 POTERE: l\u2019avete utilizzata tantissimo, ed \u00e8 inconsueto per me, e mi ha fatto molto piacere. Anche per la concezione di potere che esprimete: il potere come la capacit\u00e0 di agire nel mondo, di fare. C\u2019\u00e8 traccia di questo anche nella storia della cultura\u2026Platone, ne <em>La Repubblica,<\/em> definisce\u2026il potere come la possibilit\u00e0, la capacit\u00e0 di fare, di generare (quindi un potere positivo) oppure il potere come capacit\u00e0 di subire i cambiamenti: le due forme del potere di Platone. Cio\u00e8 la capacit\u00e0 di fare il cambiamento e la capacit\u00e0 di impedire il cambiamento. Ci sono diverse forme in cui si pu\u00f2 esplicare il potere. Il potere che avete utilizzato molto, e che condivido, \u00e8 il potere della competenza, che \u00e8 una fonte di potere. E poi c\u2019\u00e8 anche potere nella relazione, cio\u00e8 il potere come influenzamento.<\/p>\n\n\n\n<p>E vado alla terza parola: l\u2019AZIONE. L\u2019epoca in cui siamo, a mio parere, a differenza degli anni \u201970 in cui Comin nasce, \u00e8 un\u2019epoca in cui \u00e8 razionalmente impossibile comprendere la complessit\u00e0 del mondo. Io ci rinuncio. Quello che noi possiamo comprendere \u00e8 la razionalit\u00e0 del mondo situato, cio\u00e8 l\u00ec, quel pezzo di mondo che vedo io. Quindi le strategie oggi sono tutte locali, non perch\u00e9 non ci debbano essere quelle globali, ma perch\u00e9 quelle globali sono fuori dalla nostra portata. Quindi oggi serve la pazienza (che secondo me \u00e8 proprio un requisito della contemporaneit\u00e0) e il coraggio dell\u2019intensivit\u00e0, non dell\u2019estensivit\u00e0. Il cercare, il provare, il fare qui e ora, genera competenza in chi agisce. Si impara facendo le cose: Io la chiamo capacitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi siamo quelli che dobbiamo fare questa cosa, che conoscono, fanno riconoscere il positivo per farlo crescere. Noi non siamo n\u00e9 onnipotenti, n\u00e9 impotenti, abbiamo un pochino di potere. &lt;&lt;far vivere delle esperienze in cui le persone possono conoscere e riconoscere&gt;&gt;. Conoscere e riconoscere sono due cose diverse. Riconoscere richiama la consapevolezza di quello che hai conosciuto. Nel lavoro di comunit\u00e0 si dice che lo sviluppo di comunit\u00e0 \u00e8 endogeno, cio\u00e8 si basa sulle energie interne del sistema, non \u00e8 esogeno, cio\u00e8 arrivo io e ti cambio, e ti sviluppo. Io do uno stimolo, sono l\u00ec con te, ci provo. Ma poi l\u2019azione parte dalla e nella situazione. Credo che oggi sia l\u2019epoca di fare azioni situate, azioni basate sull\u2019esperienza, azioni riflessive (cio\u00e8 io devo capire) in cui la situazione \u00e8 il punto da cui parto e da cui devo mettere a fuoco una strategia: \u00e8 la situazione che mi fa apprendere e mi obbliga a fare questa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra parola che avete utilizzato \u00e8 FIDUCIA. L\u2019avete utilizzata tantissimo. In psicologia sociale c\u2019\u00e8 una corrente che teorizza che siamo nell\u2019epoca della <em>disaffilation<\/em>, sempre meno fiducia: la fiducia \u00e8 un bene sempre pi\u00f9 scarso. E che dire della fiducia nell\u2019educativo, nella scuola: \u00e8 da fessi. L\u2019istituzione pubblica su cui giovani italiani ripongono pi\u00f9 fiducia \u00e8 la polizia di stato, pi\u00f9 della scuola. &nbsp;Ma che cos\u2019\u00e8 la fiducia? Non \u00e8 facile da dire. Non \u00e8 solo la fiducia tra colleghi, la fiducia nella cooperativa; e neanche solo la fiducia tra educatore-famiglia. La fiducia in generale non \u00e8 interpersonale: \u00e8 un panorama, uno scenario. Ci muoviamo in uno scenario sfiduciato e sfiduciante perch\u00e9 come dire fidarsi \u00e8 bene ma non fidarsi \u00e8 meglio. Se dovessimo ridurla nella sua essenza la fiducia \u00e8 la relazione che stabilisce uno schema di reciprocit\u00e0 che si mantiene nel tempo, cio\u00e8 la fiducia \u00e8 legata al tempo. Io devo fidarmi prima di avere la prova. Prima di ottenerla devo darla. \u00c8 un gioco a rischio. La fiducia \u00e8 un carico emotivo che consente di superare la soglia nella mente della speranza. Se io agisco in una condizione fiduciaria, mi diminuisce l\u2019ansia della prestazione e posso agire. La fiducia \u00e8 un dispositivo dell\u2019azione: consente alle persone di agire e dare il meglio di s\u00e9. La fiducia riguarda l\u2019azione e la percezione della propria efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra parola: PARTECIPAZIONE. Si \u00e8 fatto molto riferimento sia al socio della cooperativa, che alla famiglia del ragazzo. Quando le parole sono molto nominate posso segnare la loro assenza. Siamo in un\u2019epoca a scarso tasso di partecipazione, le forme tradizionali sono in crisi. Nel contempo per\u00f2 fioriscono alternative. Se \u00e8 vero che sono in crisi le forme tradizionali della partecipazione, sono molto attive altre forme che hanno due caratteristiche sostanziali: essere situate e attive. \u00c8 una partecipazione che si basa su sei punti forti, le cosiddette sei R della partecipazione: <em>Riconoscimento<\/em>, buone <em>Relazioni<\/em> (se non trovo un contesto che mi valorizza me ne vado), sentirsi parte, <em>Rispetto<\/em> dei punti di vista, <em>Ruoli Chiari<\/em> e forme di <em>Ricompense <\/em>esplicite, <em>Risultati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altre parole che avete utilizzato molto sono collaborazione cooperativa, insomma COOPERARE. La collaborazione si caratterizza per vari tratti. Un tratto che voi avete citato molto e che io sottolineo \u00e8 <em>l\u2019ascolto.<\/em> Si \u00e8 parlato molto di ascolto e io lo situo dentro i processi collaborativi perch\u00e9 l\u2019ascolto vuol dire essere ricettivi sugli stati intenzionali di un altro. Essere ricettivi rispetto agli stati intenzionali di un altro non significa essere d\u2019accordo, ma consente di generare una relazione cooperativa che pu\u00f2 non escludere il conflitto e le controversie. Il conflitto \u00e8 una dimensione consustanziale della partecipazione e della collaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p>GENERARE. Avete parlato tantissimo di scrivere, bisogna dire, bisogna raccontare. Uscire dal nostro gergo socialese che impedisce spesso la comprensione ai pi\u00f9. Comunicare in varie forme anche diverse dalla scrittura. In una fase storica di crisi del Welfare, noi non dobbiamo solo protestare o rivendicare. \u00c8 molto pi\u00f9 interessante creare qualcosa. Generare come genitorialit\u00e0, dove si passa il testimone, cio\u00e8 il generare \u00e8 qualcosa di collettivo. Tutti hanno da dire, tutti hanno da ascoltare. Si parla ad esempio di welfare generativo: come \u00e8 possibile per colui che riceve un aiuto, restituirlo alla comunit\u00e0. Generare, per\u00f2, con metodo. <em>Metodo<\/em> in latino significa sia cammino che meta: sia la met\u00e0 da raggiungere che il modo in cui la raggiungo. Procedo quindi per approssimazione sulla base di un\u2019ipotesi; ho una mia idea, ipotesi, struttura, e procedo, il metodo per\u00f2 non \u00e8 la tecnica \u00e8 ricerca e sperimentazione. Dobbiamo rendicontare quello che facciamo: rendicontazione non \u00e8 esattamente solo far di conti. C\u2019\u00e8 una narrazione economica e una narrazione del valore sociale dell\u2019esperienza legata al valore anche economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sono i contenuti principali emersi dallo stage di Chiavenna. Come gi\u00e0 espresso nel lavoro preparatorio tra gli scopi dello stage c\u2019era anche quello di puntualizzare l\u2019evoluzione del pensiero della cooperativa e delle parole che lo esprimono per attualizzare i documenti identitari della cooperativa come ad esempio Il <em>Codice etico del lavoro in Comin <\/em>o il <em>Documento d\u2019identit\u00e0.<\/em> Vedremo nel proseguimento del racconto de <em>La nostra storia<\/em> come questo sia avvenuto nei fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piace concludere questa esposizione articolata con un ricordo personale. Ricordo bene come sentivamo importante l\u2019aver individuato tra le passwords per entrare nel nostro futuro un nuovo obiettivo per Comin: costruire fiducia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isole diverse con un mare in comune<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4649,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[286,3],"tags":[],"class_list":["post-4646","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cap-21-quattro-stage-e-i-nostri-calzini-spaiati","category-la-nostra-storia"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Password-def.png?fit=920%2C630&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4646"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4646\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6065,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4646\/revisions\/6065"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}