{"id":3477,"date":"2023-11-28T10:06:14","date_gmt":"2023-11-28T10:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=3477"},"modified":"2024-02-19T13:41:52","modified_gmt":"2024-02-19T13:41:52","slug":"nascita-dellaffido-professionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2023\/11\/28\/nascita-dellaffido-professionale\/","title":{"rendered":"Nascita dell&#8217;affido professionale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>un sasso lanciato nello stagno: ha creato onde che sono andate lontano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comin ha investito e partecipato con convinzione alla realizzazione di questa innovativa forma di affido che ha preso avvio alla fine degli anni 90. La sperimentazione del progetto \u201cFamiglie professionali\u201d, questo il suo nome all&#8217;esordio, ha introdotto alcuni elementi di assoluta novit\u00e0 &#8211; ad esempio la figura del <em>tutor <\/em>e lo \u201cstipendio\u201d alle famiglie &#8211; che hanno richiamato interesse a livello nazionale e, a volte, suscitato forti resistenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente \u00e8 stata, nella fase di sperimentazione, ed \u00e8 tutt&#8217;ora, come servizio stabile, una felice esperienza di incontro e contaminazione tra tutti i soggetti coinvolti. Fin dalla fase di progettazione Comin ha collaborato alla costruzione di un sistema complesso e articolato in reale partnership con gli operatori della Provincia di Milano, i rappresentanti dei Comuni, con le altre cooperative e con le famiglie affidatarie: ciascuno ha potuto portare la sua specifica competenza, efficacemente messa a frutto da questo particolare modello organizzativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;idea<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto \u00e8 iniziato all\u2019interno del \u201cCoordinamento affidi\u201d, un gruppo di lavoro promosso dalla Provincia di Milano nel quale si riunivano operatori dell&#8217;affido familiare sia dei Comuni metropolitani che del privato sociale (cooperative e associazioni). Comin era tra queste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo alla fine degli anni 90, al tramonto del millennio sembra accompagnarsi anche il tramonto dell&#8217;affido. Dopo un periodo di entusiasmo ed esperienze positive, le osservazioni comuni fanno pensare ad una crisi di \u201creflusso\u201d: la risposta e l\u2019interesse da parte delle famiglie in quegli anni \u00e8 veramente scarsa e gli stessi operatori, Servizi tutela minori e Tribunale per i minorenni, considerano spesso l&#8217;affido familiare un intervento di difficile gestione a cui si preferisce il collocamento in comunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viceversa gli operatori del Coordinamento, i loro enti di riferimento, continuano a pensarlo un intervento di grande utilit\u00e0 e valore da diversi punti di vista, soprattutto per i minori, i bambini e le bambine, che incontrano quotidianamente nel loro lavoro. Ci si chiede allora come rilanciarlo, quale sia la strada per pensare a forme di affido nuove ed efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo segno il convegno promosso dal CAM il 13\/11\/2000 nel quale sono state presentate esperienze innovative italiane e prassi operative di diversi paesi europei (Francia, Germania, Inghilterra), queste ultime particolarmente interessanti (vedi \u201cItalia-Europa. Alla ricerca di nuovi modelli di tutela per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza\u201d a cura del CAM, ed. Franco Angeli).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla spinta delle proposte e delle riflessioni emerse da questo incontro prende il via la sperimentazione del progetto \u201cFamiglie Professionali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sperimentazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fase di progettazione metodologica si avvia nel 2002, con il coinvolgimento di alcuni consulenti (con conoscenza ed esperienza in materia di affido familiare) e i rappresentanti di alcuni Comuni del territorio provinciale. La sperimentazione prende il via l\u2019anno successivo e si realizza nel triennio 2003\/2006 all\u2019interno di una collaborazione operativa tra Provincia di Milano e quattro cooperative sociali: Comin, Afa, CbM e La Grande Casa. Il progetto \u00e8 finanziato dalla legge 285\/97.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stata un&#8217;importante esperienza di costruzione di partnership pubblico-privato: un reale e concreto lavoro tra amministrazione pubblica, privato sociale e famiglie. Ciascuno ha portato in dote la sua specifica competenza, diversa e complementare, e proprio questa \u00e8 stata una delle chiavi di successo nella realizzazione di un progetto cos\u00ec innovativo e complesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo e il desiderio era quello di implementare una nuova forma di affido, che si aggiungesse a quelle gi\u00e0 esistenti, una terza via che potesse essere offerta tra un progetto di affido &#8211; a volte irrealizzabile &#8211; e una accoglienza in comunit\u00e0 &#8211; a volte con dei limiti -.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida era quella di accogliere in famiglia quei bambini\/e e quei ragazzi\/e che di norma i servizi tutela inserivano esclusivamente in comunit\u00e0, perch\u00e9 le loro caratteristiche facevano ritenere indispensabile la presenza di un operatore specializzato. Parliamo ad esempio di bambini difficilmente \u201craggiungibili\u201d a causa dei traumi subiti, o con gravi disturbi del comportamento, o adolescenti a rischio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In presenza di gravi difficolt\u00e0, ci si \u00e8 chiesti quali elementi potessero garantire la tenuta dell\u2019accoglienza familiare, assicurare di poter offrire la qualit\u00e0 degli affetti all\u2019interno di relazioni funzionali, la possibilit\u00e0 di rigenerare le relazioni con le famiglie d&#8217;origine e il raggiungimento di alcuni obiettivi pedagogici (cura di s\u00e9, autonomia, fiducia&#8230;)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa mettere in campo di nuovo e di diverso per potenziare le possibilit\u00e0 di tenuta dell&#8217;accoglienza in famiglia anche nei casi pi\u00f9 complessi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte metodologiche sono state veramente innovative (Vedi <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3-1-Affido-Professionale-da-progetto-a-servizio.pdf\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3-1-Affido-Professionale-da-progetto-a-servizio.pdf\">Affido professionale- da progetto a servizio<\/a>).<\/strong> Eccole in estrema sintesi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La retribuzione alla famiglia affidataria.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9? Per poter garantire un tempo significativo e una presenza rilevante nell\u2019accoglienza familiare e nel progetto di affido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un bambino cos\u00ec sofferente, cos\u00ec in difficolt\u00e0, ha bisogno di trovare nella famiglia affidataria un riferimento puntuale che possa occuparsi di lui, per fare questo serve molto tempo per terapie, incontri coi servizi e in spazio neutro, ma anche tempo per permettersi di \u201cfermarsi e ascoltare\u201d quando, in modo imprevedibile ed improvviso, si apre il canale del racconto e della comunicazione emotiva. Ci vuole tempo da dedicare anche al progetto di affido, di cui la famiglia affidataria \u00e8 parte integrante: incontri frequenti e obbligatori con gli operatori, sia con il <em>tutor <\/em>della cooperativa sia con quelli della tutela minori o altri coinvolti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per poter avere a disposizione questo tempo nell\u2019affido professionale viene richiesto che un adulto della famiglia (chiamato <em>referente professionale<\/em>) non lavori a tempo pieno, \u00e8 obbligatoria una specifica formazione e la partecipazione al gruppo di famiglie. Avere questo tempo nel progetto di affido professionale \u00e8 un vincolo, l&#8217;impegno richiesto \u00e8 notevole e assimilabile all&#8217;oggetto di una prestazione lavorativa, pertanto \u00e8 previsto un riconoscimento economico (in alcune situazioni questo aspetto ha permesso ad un genitore di ridurre il suo tempo lavorativo a beneficio di tutto il nucleo).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019 accompagnamento continuo e significativo della famiglia affidataria.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La famiglia non pu\u00f2 essere sola nelle difficolt\u00e0 attese in questi progetti di affido.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco entrare in scena per la prima volta la figura del <em>tutor, <\/em>un<em> <\/em>operatore messo in campo dalle cooperative che affianca la famiglia fin dalla proposta di affido, incontra frequentemente gli affidatari ed \u00e8 a disposizione h24 per le emergenze. Non si sostituisce alla famiglia, che resta in prima linea a fare il proprio \u201cmestiere\u201d di genitore, ma grazie al suo sostegno e al costante lavoro di confronto la aiuta ad essere pi\u00f9 preparata nelle risposte e meno spaventata dagli imprevisti. Inoltre il <em>tutor<\/em> \u00e8 un aiuto e un alleato prezioso nella relazione con i servizi sociali, il Tribunale per i minorenni e altri soggetti istituzionali. In questo modo il <em>tutor<\/em> sostenendo la famiglia, sostiene il progetto di affido.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"nv-cv-m wp-block-list\">\n<li>La <em>temporaneit\u00e0 <\/em>dell&#8217;accoglienza.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto di affido ha precisi obiettivi che ci si impegna a realizzare nei due anni previsti dalla legge (con possibilit\u00e0 di proroga in casi eccezionali). Questo tempo certo e condiviso alla stesura del progetto \u00e8 un elemento di stimolo per tutti i soggetti interessati a realizzare la propria parte. Aiuta la famiglia affidataria a \u201cdare il massimo\u201d anche nei periodi di grande difficolt\u00e0 e\/o stanchezza, sapendo che la meta \u00e8 definita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Servizio Affido Professionale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2006 si chiude la sperimentazione. La valutazione \u00e8 positiva sia per la peculiarit\u00e0 dei 22 affidi realizzati nei tre anni, sia per la qualit\u00e0 della collaborazione sperimentata tra famiglie, cooperative e servizi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le quattro cooperative si costituiscono in ATS, di cui Comin \u00e8 capofila. La Provincia mantiene la partnership operativa sino al 1 luglio 2012, da quella data l&#8217;ATS assume in proprio la gestione di quello che \u00e8 diventato un servizio stabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo passaggio viene abbandonato il nome \u201cFamiglie professionali\u201d che aveva creato fraintendimento tra la natura accogliente della famiglia e la professionalit\u00e0 specifica che supporta il progetto: le famiglie mantengono la loro natura di nucleo che accoglie, non per lavoro, ma per scelta di vita, di apertura e di partecipazione alla comunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l&#8217;affido familiare come progetto di accoglienza a favore del minore che si \u201cpotenzia\u201d con una struttura professionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diventa allora Affido Professionale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; affido perch\u00e9, come tutte le altre famiglie affidatarie, anche quelle di questo servizio aprono la loro casa e le loro relazioni a titolo volontario, in totale gratuit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"nv-cv-m wp-block-list\">\n<li>professionale perch\u00e9, date le difficolt\u00e0 dichiarate, l&#8217;accoglienza volontaria della famiglia deve essere accompagnata da un&#8217;offerta professionale messa in campo in parte dal tutor, dalle equipe e dalla metodologia del Servizio, in parte dalla famiglia affidataria nella persona del referente professionale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi volesse sapere che sviluppo ha avuto il servizio nei suoi primi 10 anni e quali valutazioni \u00e8 stato possibile fare, consigliamo <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3-2-Prospettive-sociali-e-sanitarie-n2.2-2014.pdf\">l&#8217;articolo pubblicato su Prospettive Sociali e Sanitarie n 2- 2014<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un sasso lanciato nello stagno: ha creato onde che sono andate lontano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La figura di un operatore \u201cvicino\u201d alle famiglie, che sostenendo la famiglia affidataria sostiene il progetto di affido&#8230;\u00e8 stata una bomba!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giustamente si \u00e8 levata alta la voce di molti nell&#8217;affermare il diritto\/opportunit\u00e0 che tutte le famiglie impegnate in un affido non debbano essere lasciate sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo Comin ha ideato la figura del Partner Educativo avviando nel 2007 la prima formazione al ruolo rivolta ai soci lavoratori interessati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo \u00e8 un altro capitolo della nostra storia&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>un sasso lanciato nello stagno: ha creato onde che sono andate lontano Comin ha investito e partecipato con convinzione alla realizzazione di questa innovativa forma di affido che ha preso avvio alla fine degli anni 90. 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