{"id":3405,"date":"2023-11-28T10:51:38","date_gmt":"2023-11-28T10:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=3405"},"modified":"2023-11-28T12:18:04","modified_gmt":"2023-11-28T12:18:04","slug":"intro-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2023\/11\/28\/intro-7\/","title":{"rendered":"Intro"},"content":{"rendered":"\n<p>Riprendiamo il filo del racconto iniziato nel capitolo 11, nel quale abbiamo ricordato l\u2019avvio di interventi gestiti dalla cooperativa in collaborazione con famiglie accoglienti del territorio. In particolare abbiamo narrato la nascita della prima comunit\u00e0 familiare di Comin <em>Il melograno<\/em> a Zinasco e l\u2019avvio delle prime reti di famiglie aperte all\u2019accoglienza. Si rende ora necessario riprendere questo racconto poich\u00e9 tante cose sono successe. E sicuramente dovremo farlo ancora in quanto la <em>Storia <\/em>nata da questi incontri continua con efficacia fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo capitolo racconteremo per prima cosa la nascita di una nuova comunit\u00e0 familiare: <em>La Piroga<\/em> a Giussano, avviata grazie all\u2019incontro con la famiglia Santambrogio. Una preziosa esperienza di accoglienza che ha fatto bene a molti ragazzi, ma che \u00e8 stata anche occasione per l\u2019incontro di Comin con un nuovo territorio. L\u2019esperienza della Piroga si \u00e8 sviluppata all\u2019interno della comunit\u00e0 giussanese che ha partecipato in modo significativo alla sua navigazione, dando aiuto e contributo e ricevendo in cambio molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Torneremo poi a parlare di affido e in questo caso possiamo cominciare ad intuire come la nostra presenza in questo mondo sia stata propulsiva di innovazione. Racconteremo infatti l\u2019avvio di tre progetti sperimentali che per motivi differenti hanno avuto un impatto innovativo e hanno anche incontrato polemiche e resistenze. Tre esperienze che si sono sviluppate in modo intrecciato: gli esiti positivi delle sperimentazioni attuate in un progetto hanno poi orientato le scelte e l\u2019azione nella progettazione e nella crescita degli altri due.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominceremo raccontando la nascita del servizio <em>Affido professionale<\/em> che ha iniziato ad essere operativo dal 2003 e che tuttora \u00e8 attivo. Infatti a settembre abbiamo festeggiato il ventennale di questo servizio. In questi vent\u2019anni sono stati pi\u00f9 di cento gli affidi attuati. Si tratta di affidi pensati soprattutto per casi di particolare complessit\u00e0 e le innovazioni principali previste in questo modello possono essere viste nella presenza di un tutor e nel fatto che alla famiglia disposta a collaborare in tempi e modi specifici viene riconosciuta una sorta di retribuzione. L\u2019esperienza si \u00e8 avviata in collaborazione con l\u2019Amministrazione provinciale di Milano e in ATI con altre tre cooperative. Flavia Salteri, che ha coordinato per molti anni il servizio, ci racconter\u00e0, con la precisione e il calore che la contraddistinguono, la nascita e l&#8217;avvio di questa esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Parleremo poi nel quarto articolo del progetto <em>A casa di Amina,<\/em> che ha avuto un grosso impatto e una certa rilevanza mediatica pi\u00f9 per i contributi culturali e sociali che ha portato che per l\u2019impatto sul mondo dell\u2019affido. L\u2019obiettivo del progetto \u00e8 quello di proporre l\u2019affido familiare a famiglie immigrate che in questo modo diventano cittadini attivi per la comunit\u00e0. Siamo convinti che <em>A casa di Amina <\/em>abbia portato un piccolo ma significativo contributo al percorso integrativo nella nostra societ\u00e0. Significativo l\u2019impatto mediatico che ha messo in risalto i contenuti sociali dell\u2019iniziativa e utili anche le sperimentazioni operative legate all\u2019affido.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo invece avuto pi\u00f9 difficolt\u00e0 a far accogliere e a rendere operativo il Progetto <em>Unduetre a casa- pronta accoglienza in famiglia per minori 0-3. <\/em>Pur essendo evidente ai nostri occhi l\u2019importanza di garantire ai piccoli allontanati dalla famiglia nei primi anni di vita (non sono pochi) di poter vivere i primi momenti di vita in una famiglia (invece che in comunit\u00e0 o addirittura in un ospedale), in attesa delle decisioni del Giudice riguardo al proprio destino, e pur avendo formato un certo numero di famiglie disponibili al progetto, abbiamo incontrato resistenze e paure sia all\u2019interno del Tribunale dei minorenni che nelle amministrazioni, animate da timori di diverso genere. C\u2019\u00e8 voluto infatti molto tempo e grande insistenza per rendere operativa questa sperimentazione che \u00e8 poi diventata un modello di affido riconosciuto e ancora operativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Faremo inoltre il punto sull\u2019esperienza delle nostre reti di famiglie. Alla fine dei progetti che hanno consentito la nascita dell\u2019esperienza delle reti abbiamo cercato di stare vicini alle famiglie che si erano messe in gioco cercando di mantenere viva la nostra presenza anche senza finanziamenti specifici, ma senza mai smettere di ricercare collaborazioni o altri bandi che ci consentissero di continuare a rendere vitale questa proposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due sono gli aspetti che ci piace sottolineare come frutto del confronto tra Comin e le reti di famiglie: la messa a punto del nostro modello di <em>Affido accompagnato<\/em> definito in questi anni e poi perfezionato fino ad oggi e la nascita di una <em>Storia condivisa<\/em>, costruita assieme e animata dal reciproco ascolto e dalla valorizzazione di posizioni e punti di vista specifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo articolo racconteremo la nascita di un\u2019altra comunit\u00e0 familiare: <em>La Nostra Casetta <\/em>di Zinasco. Una comunit\u00e0 di Pronta Accoglienza per bimbi 0-3 che si affianca e irrobustisce l\u2019intervento avviato dal progetto <em>Unduetre \u2026 a casa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di concludere l\u2019introduzione a questo capitolo riteniamo opportuno fare due precisazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 per dare risalto, e lo facciamo con piacere, al contributo dato da fondazione Cariplo alla diffusione del nostro intervento accanto alle famiglie accoglienti. Il progetto <em>A casa di Amina <\/em>e diversi dei progetti sperimentali citati hanno potuto prendere il via grazie alla fiducia e al sostegno della Fondazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda precisazione \u00e8 di altro genere. Anche in questo capitolo parliamo della collaborazione con famiglie accoglienti. \u00c8 bene, per\u00f2, precisare come sia diventata sempre pi\u00f9 consapevole la necessit\u00e0 e la capacit\u00e0 di porre collaborazioni efficaci anche in altre situazioni: con le famiglie accolte, con cui lavoriamo, per renderle il pi\u00f9 possibile protagoniste del proprio percorso di emancipazione, ma anche con altre famiglie della comunit\u00e0 per costruire assieme processi di coesione nella comunit\u00e0 sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendiamo il filo del racconto iniziato nel capitolo 11, nel quale abbiamo ricordato l\u2019avvio di interventi gestiti dalla cooperativa in collaborazione con famiglie accoglienti del territorio. In particolare abbiamo narrato la nascita della prima comunit\u00e0 familiare di Comin Il melograno a Zinasco e l\u2019avvio delle prime reti di famiglie aperte all\u2019accoglienza. 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