{"id":3087,"date":"2023-06-15T11:42:26","date_gmt":"2023-06-15T11:42:26","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=3087"},"modified":"2025-05-21T11:03:44","modified_gmt":"2025-05-21T11:03:44","slug":"viaggiando-dentro-laffido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2023\/06\/15\/viaggiando-dentro-laffido\/","title":{"rendered":"Viaggiando dentro l\u2019affido\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p>Narrazioni differenti di un unico, grande \u201cviaggio di gruppo\u201d: le\u00a0professioniste e i professionisti di Comin ci raccontano l\u2019affido\u00a0attraverso esperienze, storie e voci. L\u2019avventura dell\u2019accoglienza in\u00a0tante piccole ma significative \u201cistantanee\u201d del percorso che vede\u00a0 coinvolte famiglie, minori e operatori.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>di Annachiara Arena, Maria Luisa Coi, Emilia Ropa, Stefano Losapio<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019<em>Ovunque tu vai e ovunque tu sei, fiorisci con grazia\u2019<\/em>\u2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ispirandosi a questo proverbio giapponese, l\u2019equipe affido Comin lavora ogni giorno per&nbsp; accompagnare i minori e le famiglie affidatarie nel miglior modo possibile, nel rispetto delle loro&nbsp; storie e del contesto in cui si trovano. In questo articolo, ispirandoci alle storie incontrate nel nostro&nbsp; lavoro, vogliamo raccontare l\u2019esperienza dell\u2019affido familiare assumendo i punti di vista dei diversi&nbsp; attori che la compongono. Provando ad interpretarne i vissuti, nelle varie fasi del percorso di affido&nbsp; e nei diversi progetti di accoglienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando il desiderio del viaggio prende voce (il primo contatto)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi Elisa incontra le operatrici dell\u2019equipe Affido Comin e racconta che lei e Giorgio gi\u00e0 da qualche&nbsp; anno pensano alla possibilit\u00e0 di accogliere un bambino nella loro famiglia. Sentono di avere lo&nbsp; spazio e le energie per aprire la loro casa. Forse \u00e8 arrivato il momento giusto per dare voce a questo&nbsp; desiderio e prendersi il tempo per pensarci davvero. Le operatrici accolgono il racconto di Elisa e le&nbsp; presentano i diversi progetti. Si comincia a tracciare la strada del loro viaggio verso l\u2019affido. L\u2019invito a&nbsp; partecipare al percorso formativo \u00e8 il prossimo passo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La preparazione del viaggio (la formazione)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lucia e Claudio stasera inizieranno il percorso formativo per diventare famiglia affidataria. Sono&nbsp; emozionati di cominciare questo viaggio, di conoscere altre famiglie che come loro desiderano&nbsp; aiutare dei bambini in difficolt\u00e0, offrendo il calore della propria casa, amore e attenzioni. Alcune&nbsp; famiglie ne hanno parlato anche con i loro figli che sono incuriositi. Le coppie che partecipano alla&nbsp; formazione hanno tante domande nel cuore, sull\u2019affido, ma soprattutto sulle storie dei bambini:&nbsp; da dove arrivano? Vivono in comunit\u00e0? Che rapporti hanno con i loro genitori? Sanno che di solito&nbsp; sono seguiti dai Servizi Sociali e dal Tribunale, si aspettano di capire meglio i ruoli di tutte le figure&nbsp; coinvolte e cosa succede quando il bambino va in affido. Molti pensano anche sia un\u2019occasione per&nbsp; la coppia, per mettersi in gioco e riscoprirsi. Chiss\u00e0 come ne usciranno\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 33&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sar\u00e0 il viaggio per noi? (la valutazione)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Perch\u00e8 volete prendere in affido un bambino?\u2019\u2019. Una domanda tanto semplice quanto impegnativa.&nbsp; Davanti a noi una psicoterapeuta e un\u2019assistente sociale. \u2019\u2019L\u2019accoglienza, l\u2019affetto, riuscire a dare&nbsp; amore ad un bambino non tuo \u2013 vi prego un maschio, che in casa ho quattro femmine, penso \u2013 sono&nbsp; da sempre nostri valori di riferimento\u2019\u2019, dicevamo un pelino tronfi e sicuri di noi. Ma in un \u2018\u2019amen\u2019\u2019&nbsp; tutte le nostre sicurezze e certezze sono messe in discussione. Ci facciamo domande su domande:&nbsp; \u201dSar\u00e0 la scelta giusta?\u2019\u2019, \u2018\u2019come la prenderanno le nostre figlie?\u2019\u2019, \u2018\u2019abbiamo la forza per davvero?\u2019\u2019. Ci&nbsp; rendiamo conto che siamo dentro una cosa grossa, forse pi\u00f9 grande di noi. \u2018\u2019Ne saremo all\u2019altezza?\u2019\u2019.&nbsp; Le operatrici ci dicono di s\u00ec e noi ci fidiamo. Ci lanciamo, siamo decisi ad iniziare questa esperienza&nbsp; con la pancia, ma anche con la testa, o meglio, la testa riusciremo a tenerla ferma con l\u2019aiuto di chi ci&nbsp; accompagner\u00e0. L\u2019affido alla fine parte e, indovinate un po\u2019, \u00e8 una bambina!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prepariamo il bagaglio (l\u2019attesa)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo \u00e8 in comunit\u00e0 da due anni e da qualche mese aspetta che sia individuata una famiglia&nbsp; affidataria per lui. Suo fratello \u00e8 gi\u00e0 stato accolto da una famiglia e da qualche mese ha cominciato&nbsp; la sua esperienza di affido. L\u2019attesa in comunit\u00e0 per Giacomo non \u00e8 sempre facile. \u00c9 stato preparato&nbsp; dagli operatori all\u2019idea che anche lui possa essere accolto presso una famiglia. Giacomo sa che la sua&nbsp; mamma e il suo pap\u00e0 per il momento non sono in grado di occuparsi di lui, ma che pu\u00f2 avere un\u2019altra&nbsp; mamma e un altro pap\u00e0 che temporaneamente si prenderanno cura di lui, accogliendolo nella loro&nbsp; casa. Giacomo in comunit\u00e0 ha creato delle relazioni importanti, si fida degli educatori, riesce a parlare&nbsp; con loro delle sue emozioni, ma vorrebbe una famiglia e una casa per s\u00e9. \u201cQuando sar\u00e0 il mio turno?\u201d&nbsp; Oggi l\u2019assistente sociale insieme alla coordinatrice della comunit\u00e0 dove \u00e8 accolto vogliono parlargli&nbsp; e lui spera che possano dirgli che hanno trovato la famiglia giusta per lui. Intanto, ad alcune decine&nbsp; di chilometri di distanza, Federica e Giacomo sono molto emozionati: l\u2019equipe affido li ha appena&nbsp; contattati per proporre loro un abbinamento con un bimbo che si trova in comunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pronti? Via! (l\u2019abbinamento)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di strada ne avevo fatta tanta, a piedi, sui camion, su un barcone, per terra e per mare. Pensavo che&nbsp; la Sicilia fosse la mia Terraferma, dove finalmente trovare casa. E infatti ci sono stato un po\u2019, tra una&nbsp; comunit\u00e0 e l\u2019altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 un giorno mi chiedono: \u201cTu che vuoi fare?\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOltre al calciatore? Il cuoco!\u201d rispondo convinto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE ci andresti al Nord, in una famiglia?\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel \u201cperch\u00e9 no!\u201d \u00e8 stato l\u2019inizio del viaggio verso una nuova Terraferma, la casa di Giovanni e&nbsp; Stefania.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, ma io stavo in Sicilia e loro vicino a Milano! Fortuna che l\u2019equipe del Progetto Terreferme&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 34&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sapeva lavorare insieme e fidarsi, anche a distanza: in Lombardia preparavano le famiglie e in Sicilia&nbsp; conoscevano noi ragazzi e poi, insieme, sceglievano gli abbinamenti. Proprio per questi mille e passa&nbsp; chilometri di distanza, e grazie alla tecnologia, ci siamo conosciuti in modo un po\u2019 \u201cspeciale\u201d, come&nbsp; alla tv: prima ci siamo scambiati una foto (io ovviamente ne ho messa una davanti a una Porsche),&nbsp; poi un video, in cui ho scoperto che abitavano in un posto bellissimo in campagna e alla fine ci hanno&nbsp; fatto in contemporanea un\u2019intervista con le stesse domande (alcune buffe e facili, altre pi\u00f9 difficili\u2026)&nbsp; finch\u00e9 finalmente loro sono arrivati a Palermo e ci siamo incontrati davanti a un\u2019indimenticabile&nbsp; vassoio di arancine!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La luna di miele (l\u2019avvio)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando sono entrato in macchina per la prima volta con loro, con Giovanni e Laura dico, i miei nuovi&nbsp; genitori, che mi hanno accolto nella loro casa, ero emozionato e avevo anche un po\u2019 di paura. Mi&nbsp; sono fatto coraggio per\u00f2, perch\u00e9 gli educatori della comunit\u00e0 mi avevano tranquillizzato e alla fine&nbsp; mi sono abbandonato. Ero anche contento per essere arrivato in quella casa, perch\u00e9 c\u2019era un cane&nbsp; piccolo e un gatto che voleva le coccole. Il primo giorno abbiamo fatto merenda. Giovanni e Laura&nbsp; sapevano che mi piaceva la pizza ai wurstel e sul tavolo in cucina me ne hanno fatta trovare una&nbsp; montagna. C\u2019era anche la coca cola, solo per me, che non dovevo pi\u00f9 dividere con i miei amici della&nbsp; comunit\u00e0. Ogni tanto mi sento solo, mi arrabbio e lancio le cose. Ma Laura e Giovanni mi abbracciano&nbsp; e mi tranquillizzano, io piango forte e mi calmo dopo un po\u2019. Si vede che mi vogliono bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra gioie e fatiche (il cammino quotidiano)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io glielo dicevo a mio figlio che non si dovevano impegnare in questa cosa! Un bambino cos\u00ec piccolo,&nbsp; un problema gi\u00e0 cos\u00ec grosso sulle spalle, e loro due, Luca e mia nuora, la Roberta, con una sacco di&nbsp; cose da fare, il lavoro, i loro figli, i miei nipotini. Ora, cos\u00ec dall\u2019oggi al domani, ho un nipote in pi\u00f9,&nbsp; che non assomiglia per niente ai miei. Certo, \u00e8 di colore, per\u00f2 \u00e8 cos\u00ec bello, con quelle guance che&nbsp; morderei. Adesso devo fare gli straordinari, sempre pronta e disponibile, solo che ho quasi 70 anni&nbsp; e non sono mica pi\u00f9 quella di una volta. Ma vedo che Luca e la Roberta si danno da fare, cercano&nbsp; di stare dietro a tutto, fanno del loro meglio e con il piccolino sono bravissimi, come se fosse figlio&nbsp; loro. Quando piange, \u2013 e come piange! \u2013 si dimena e sembra proprio soffrire. Loro lo cullano e lo&nbsp; tranquillizzano. Soprattutto la Robi lo tiene stretto a s\u00e9. Il pannolino non mi ricordavo neanche pi\u00f9&nbsp; come si usava e non vi dico quanti ne consuma! Per\u00f2 \u00e8 una gioia vederlo dormire sereno dopo la&nbsp; pappa, sembra che abbia trovato pace, ed io faccio volentieri gli straordinari!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I saluti (la chiusura dell\u2019affido)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non era la prima volta che mamma e pap\u00e0 portavano a casa un piccolino: il primo era rimasto&nbsp; con noi 2 settimane, neanche il tempo di abituarsi; la seconda invece pi\u00f9 di un anno e si chiamava&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 35&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>addirittura come me!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Leon per\u00f2 \u00e8 stata tutta un\u2019altra storia: me lo sono trovata in soggiorno, nella carrozzina, appena&nbsp; tornata da scuola, la prima media \u00e8 una bella sfida. Mamma e pap\u00e0 erano andati a prenderlo in&nbsp; ospedale con un\u2019educatrice, addirittura fuori regione, appena in tempo: il giorno dopo siamo entrati&nbsp; in zona rossa! Piccolissimo \u2013 la piccola di casa sono sempre stata io \u2013 con un brufolo gigante vicino&nbsp; all\u2019ombelico. Sonnecchiava con un faccino che, per quanto piccolino, si capiva che era furbetto e&nbsp; grintoso. Il tempo con Leon \u00e8 volato, anche se di notte dormiva ben poco, e io mai come con lui mi&nbsp; sono sentita grande a coccolarlo, trovargli nomignoli, giocare con lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno ci hanno detto che Leon sarebbe andato in adozione. Non sono riuscita a convincere&nbsp; mamma e pap\u00e0 a tenerlo con noi. Piangevo al solo pensiero che \u201cBottoncino\u201d non rotolasse pi\u00f9 sul&nbsp; tappeto del soggiorno o tappezzasse di pappa le pareti della cucina. Avevo fatto i peggiori pensieri&nbsp; su questi due, tornata da scuola li ho trovati sul tappeto in soggiorno con Leon, mamma e pap\u00e0!&nbsp; Erano super sorridenti, teneri con Leon, napoletani con la battuta pronta e, soprattutto, lei aveva&nbsp; i vestiti coi colori perfettamente abbinati, erano quelli giusti! L\u2019educatrice ha scritto una storia con&nbsp; mamma e pap\u00e0, che ha regalato a lui e a noi, insieme a una pagnotta. La storia del piccolo Opossum&nbsp; accolto tra i canguri; anche se sono grande mi piace ancora addormentarmi leggendo di lui e di noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quel che resta del viaggio (testimonianze)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eccomi qui, ci sono anche io! Sono il valore aggiunto, la marcia in pi\u00f9 di ogni affido, il paracadute, o&nbsp; meglio: la RETE! Ogni famiglia affidataria ne \u00e8 un nodo fondamentale. Ce ne sono in ogni territorio,&nbsp; si incontrano periodicamente e aiutano gli affidatari a condividere fatiche, scoperte, emozioni, a&nbsp; nutrirsi delle esperienze degli altri, a relativizzare e attraversare le fatiche, a sentirsi tutti sulla stessa&nbsp; barca! Potete trovarne tante altre qui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Nel tempo, una cosa ho imparato: la strategia non \u00e8 lasciare la presa, ma allentare la corda. Tenerla si,&nbsp; ma non tesa, mollare un po<\/em>\u2019\u201d Luciana Littizzetto&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da oltre 20 anni Comin forma e accompagna le famiglie affidatarie: tanti piccoli semi di accoglienza&nbsp; che hanno fatto rifiorire la vita di altrettanti bambini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconti sulle esperienze dell&#8217;affido e dell&#8217;accoglienza<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2809,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[180],"tags":[],"class_list":["post-3087","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intelligenza-degli-alberi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/G4-Viaggiando-dentro-laffido-1-scaled.jpg?fit=2560%2C2560&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3087"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5346,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3087\/revisions\/5346"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}