{"id":2901,"date":"2023-06-18T11:45:53","date_gmt":"2023-06-18T11:45:53","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=2901"},"modified":"2025-05-21T10:39:54","modified_gmt":"2025-05-21T10:39:54","slug":"lassistente-sociale-che-non-vi-raccontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2023\/06\/18\/lassistente-sociale-che-non-vi-raccontano\/","title":{"rendered":"L&#8217;assistente sociale che non vi raccontano"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre stereotipi e falsi miti: scopriamo la realt\u00e0 di una professione\u00a0 complessa attraverso storie e riflessioni di chi lavora ogni giorno sul\u00a0campo, che ci offre spunti utili a mettere in luce il valore del lavoro di\u00a0 intervento sociale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>di Jessica Bernardoni, Francesca Marcato, Ambra Tranchina<\/p>\n\n\n\n<p>Ladre di bambini, che paura! Rovina famiglie\u2026 Nullafacenti! Ma noi assistenti sociali siamo davvero&nbsp; questo? Nel presente contributo, alla luce di tre esperienze che ci hanno coinvolte, proviamo a&nbsp; considerare la complessit\u00e0 del lavoro di ascolto, di aiuto e di accompagnamento che svolgiamo.&nbsp; Storie e riflessioni sulla figura dell\u2019assistente sociale per mettere in luce il valore del lavoro di&nbsp;intervento sociale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tre storie di incontri&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito vi presentiamo tre storie a partire dalle quali vogliamo approfondire cosa c\u2019\u00e8 realmente&nbsp; dietro il lavoro dell\u2019assistente sociale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia \u00e8 una bambina di 9 anni che \u00e8 arrivata al Servizio Sociale lo scorso anno. Le insegnanti erano preoccupate&nbsp; per lei, per via dei suoi comportamenti: la bambina quando era molto arrabbiata non si controllava, si faceva&nbsp; del male e insultava le maestre. La mamma e il pap\u00e0 di Lucia litigavano in continuazione e non riuscivano ad&nbsp; occuparsi di lei. Entrambi soffrono da anni di un disturbo psichiatrico e non frequentano il Centro Psico Sociale&nbsp; (CPS), il servizio specialistico che si occupa di salute mentale. Fin dal primo incontro con Lucia ci siamo accorte&nbsp; della complessit\u00e0 della situazione in cui viveva e della sofferenza che teneva dentro di s\u00e9. Lucia si procurava&nbsp; spesso piccole ferite, piangeva frequentemente ed esprimeva il suo forte malessere chiudendosi in se stessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta condivise le preoccupazioni con il Tribunale per i Minorenni, il giudice ha disposto l\u2019inserimento di&nbsp; Lucia in una comunit\u00e0 educativa. La comunit\u00e0 educativa non \u00e8 un orfanotrofio ma un luogo accogliente che&nbsp; ospita temporaneamente bambini e ragazzi che vivono situazioni di difficolt\u00e0 familiari dove educatori formati&nbsp; si prendono cura di loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso vi starete chiedendo come hanno reagito i genitori quando sono stati informati dall\u2019Assistente Sociale.&nbsp; Rosa, la mamma \u00e8 scoppiata a piangere e Luigi, il pap\u00e0 ha chiesto quando avrebbe rivisto Lucia. Avevamo&nbsp; parlato gi\u00e0 diverse volte con loro rispetto a questa ipotesi ma solo di fronte alla decisione del Giudice si \u00e8&nbsp; potuto condividere con i genitori che il progetto di accoglienza temporanea all\u2019interno di una comunit\u00e0&nbsp; educativa sarebbe stata la scelta migliore per Lucia. Insieme all\u2019inserimento di Lucia in comunit\u00e0 abbiamo&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 18&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>attivato un percorso di accompagnamento dei genitori. La mamma di Lucia si \u00e8 affidata alla psichiatra del&nbsp; CPS e nel tempo ha aderito al percorso in modo regolare e continuativo. Il pap\u00e0 di Lucia, invece, continua a&nbsp; rifiutare la terapia farmacologica che ormai ha interrotto da tempo e non mantiene alcun contatto con il CPS.&nbsp; Entrambi i genitori incontrano Lucia presso il servizio di Spazio Neutro che permette alla bambina la possibilit\u00e0&nbsp; di costruire con Rosa e Luigi una relazione positiva che la convivenza a casa aveva reso faticosa e costellata di&nbsp; discussioni e malesseri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo circa sei mesi dall\u2019inserimento in comunit\u00e0 di Lucia, Rosa ci ha raccontato di essere pi\u00f9 serena, sa che&nbsp; qualcuno si prende cura di sua figlia e anche lei pu\u00f2 dedicarsi a se stessa e alla ricerca di un lavoro. Rosa&nbsp; si emoziona spesso quando pensa a Lucia, o meglio, si emoziona soprattutto quando parla degli incontri&nbsp; nello Spazio Neutro. Lucia non la insulta pi\u00f9 e ha iniziato a raccontare alla mamma quanto le piace il corso di&nbsp; pallavolo che ha iniziato a frequentare. Luigi sta facendo pi\u00f9 fatica, non accetta di incontrare Lucia nello Spazio&nbsp; Neutro e non si presenta agli incontri con noi. Il pap\u00e0, per\u00f2, chiede spesso informazioni a Rosa su come sta&nbsp; Lucia ed \u00e8 interessato a sapere come Lucia sta vivendo questo periodo in comunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo all\u2019inizio di un percorso che ha l\u2019obiettivo di rafforzare Lucia e i suoi genitori perch\u00e9 possano ridefinire&nbsp; contorni pi\u00f9 solidi per la loro famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jasmine&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jasmine \u00e8 una ragazza nigeriana di 18 anni, arrivata in Italia a bordo di un barcone ancora minorenne&nbsp; e incinta del suo primo figlio. Ha dovuto affrontare molte difficolt\u00e0 per trovare un luogo che la&nbsp; accogliesse, prima accettando l\u2019ospitalit\u00e0 di alcuni connazionali, poi rifugiandosi in un convento nella&nbsp; citt\u00e0 di Milano. Le suore, preoccupate per la situazione di Jasmine, si sono messe in contatto con i&nbsp; servizi sociali del territorio per chiedere aiuto, cos\u00ec si sono incrociate le vite di una giovane assistente&nbsp; sociale e della ragazza madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un primo momento le resistenze di Jasmine nei confronti del servizio sociale sono state&nbsp; forti. Il timore che una volta nata sua figlia potesse venire allontanata era enorme e dominante&nbsp; nell\u2019interazione, tanto da portarla pi\u00f9 volte a non presentarsi agli incontri con il servizio sparendo&nbsp; per lunghi periodi. Uno spiraglio si \u00e8 iniziato a intravedere quando il servizio ha comunicato a Jasmine&nbsp; la possibilit\u00e0 di essere inserita in un contesto comunitario aperto all\u2019ospitalit\u00e0 di madri e figli, dove&nbsp; sarebbe potuta rimanere durante gli ultimi mesi di gravidanza e durante i primi anni di vita della&nbsp; sua bambina. E cos\u00ec \u00e8 andata. Jasmine e la piccola Nia hanno trascorso diverso tempo in comunit\u00e0,&nbsp; incontrando periodicamente l\u2019assistente sociale e ricomponendo insieme a lei man a mano diversi&nbsp; pezzi della sua vita, dal rimettersi in contatto con il pap\u00e0 di Nia, arrivato naufrago in Grecia durante lo&nbsp; stesso viaggio che port\u00f2 in Italia Jasmine, fino alla sua ricerca di un\u2019occupazione lavorativa per iniziare&nbsp; il cammino verso un\u2019indipendenza economica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fra Jasmine e l\u2019assistente sociale si \u00e8 creato un vero rapporto di fiducia. La ragazza si \u00e8 affidata al&nbsp; servizio seguendo le indicazioni fino a quando \u00e8 riuscita effettivamente a trovare un lavoro come&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 19&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>parrucchiera e a iscrivere sua figlia all\u2019asilo, fino alla nuova proposta del servizio di offrire loro la&nbsp; possibilit\u00e0 di vivere temporaneamente in un appartamento di semi autonomia dove aver maggior&nbsp; libert\u00e0 e sperimentare a tutti gli effetti la vita familiare. Ad oggi sono trascorsi tre mesi da quando&nbsp; Jasmine e Nia vivono nell\u2019appartamento. Il cammino verso una totale autonomia \u00e8 ancora lungo, ma&nbsp; Jasmine e Nia non sono sole e sanno di potercela fare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro \u00e8 un ragazzo di 19 anni con una diagnosi di ritardo cognitivo che ha vissuto per la maggior parte&nbsp; della sua infanzia e adolescenza a casa con la mamma e il fratellino. I suoi genitori sono separati fin da&nbsp; quando era molto piccolo. Giovanni, il pap\u00e0, poco dopo il matrimonio si \u00e8 rivelato affetto da disturbo&nbsp; della personalit\u00e0 di tipo schizofrenico, incontrando non poche difficolt\u00e0 nel dover convivere con una&nbsp; diagnosi di questo tipo, soprattutto all\u2019interno della relazione coniugale, poi arrivata a conclusione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Divenendo adolescente Pietro ha presentato comportamenti simili a quelli del padre, fino alla recente&nbsp; valutazione di medesimo disturbo e all\u2019episodio culminante che ha portato la madre a decidere di&nbsp; cacciarlo via di casa. In tale occasione Pietro avrebbe infatti messo in atto comportamenti violenti&nbsp; verso la stessa, costringendola a rivolgersi al Pronto Soccorso per delle medicazioni. Il Servizio&nbsp; Sociale in tale occasione \u00e8 stato allarmato dal vicinato e subito si \u00e8 messo in moto per contattare&nbsp; la signora e Pietro per comprendere meglio la situazione. Lo stato di espulsivit\u00e0 a cui il ragazzo era&nbsp; stato sottoposto negli ultimi anni lo portava ad essere molto schivo e diffidente inizialmente ma,&nbsp; una volta mostrata la reale intenzione di aiutarlo, si \u00e8 affidato totalmente al servizio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Piano piano si \u00e8 concordato insieme che la migliore occasione per lui in quel momento fosse&nbsp; garantirgli un luogo in cui potesse essere accolto e avere la possibilit\u00e0 di costruire il suo futuro. Si \u00e8&nbsp; trovata cos\u00ec, insieme, una Comunit\u00e0 per disabili all\u2019interno di un contesto territoriale piacevole per&nbsp; offrire ai ragazzi ospiti di poter interagire quotidianamente con cavalli, conigli, mucche e galline e di&nbsp; prendersi cura del grande orto presente. All\u2019interno della struttura inoltre, Pietro ha la possibilit\u00e0 di&nbsp; frequentare alcuni corsi professionali, auspicando un giorno il raggiungimento di una sua autonomia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Primo spunto: progettazione partecipata&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Partecipazione \u00e8 una parola ricca e complessa che va riempita di senso proprio perch\u00e9 ha molteplici&nbsp; significati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cscala di partecipazione\u201d di Arnstein ci permette di ragionare in un\u2019ottica di apertura e condivisione&nbsp; che coinvolge le persone a diverso livello. L\u2019assistente sociale, nello svolgimento della professione,&nbsp; mantiene questo sguardo teso verso l\u2019esterno con l\u2019obiettivo di mettere al centro pensieri, bisogni&nbsp; e opinioni del bambino, della famiglia, dell\u2019anziano, del cittadino che incontra e del territorio in cui&nbsp; lavora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui la \u201cprogettazione partecipata\u201d come spazio di possibilit\u00e0 e luogo di parola in cui l\u2019assistente&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 20&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sociale si mette in ascolto, un ascolto attivo nel quale valorizza le parole delle persone per arrivare&nbsp; ad un percorso ragionato e co-costruito volto alla ricerca di un loro maggior benessere. C\u2019\u00e8 una differenza sottile ma sostanziale fra lavorare per le persone e lavorare con le persone.&nbsp; L\u2019assistente sociale lavora con le persone e questo permette di metterle al centro del proprio progetto&nbsp; partecipato e trasformativo. In questo modo si restituisce alla persona la propria centralit\u00e0, in quanto&nbsp; massima esperta della sua storia di vita ed insieme si condividono le fasi operative del lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo spunto: un cammino fianco a fianco, in ascolto di s\u00e9&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gioia, tristezza, rabbia, sorpresa, paura. L\u2019assistente sociale cammina fianco a fianco alle persone, le&nbsp; famiglie e i gruppi che incontra per sostenere e promuovere cambiamenti positivi delle loro condizioni&nbsp; di vita. Se chiudessimo gli occhi e pensassimo al ruolo dell\u2019assistente sociale potrebbe venirci in&nbsp; mente un freddo impiegato o un insensibile burocrate trincerato dietro alla propria scrivania. Se poi&nbsp; provassimo a riaprire gli occhi ci accorgeremmo che la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 complessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assistente sociale sta accanto ed accompagna, costruisce relazioni di fiducia insieme alle persone&nbsp; con l\u2019obiettivo di valorizzare le risorse e migliorare il loro livello di benessere. Nell\u2019esercizio della&nbsp; professione l\u2019assistente sociale \u00e8 chiamata a prendere contatto con ci\u00f2 che prova, in un \u201cInside Out\u201d&nbsp; di emozioni, in continuo dentro e fuori di s\u00e9 alla ricerca di quella \u201cgiusta distanza\u201d che permette di&nbsp; porre al centro i bisogni della persona ed intervenire con efficacia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni scelta e valutazione che l\u2019assistente sociale opera \u00e8 delicata e complessa perch\u00e9 coinvolge la&nbsp; vita dell\u2019altro. \u00c8 proprio per questo che l\u2019assistente sociale apre un dialogo emotivo con s\u00e9, con ci\u00f2&nbsp; che prova e sente, ascolta la persona per comprenderla ed accoglierla al meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Terzo spunto: interconnessione dei saperi&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro dell\u2019assistente sociale si rivela dunque molto complesso, dovendo tener conto dei tempi e&nbsp; dei vissuti delle persone con cui interagisce, coinvolgendole nella costruzione del proprio progetto&nbsp; di vita e nella ricerca delle soluzioni pi\u00f9 idonee.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso le problematicit\u00e0 legate alla situazione richiedono sguardi differenti per poter esser meglio&nbsp; approfondite e affrontate. L\u2019assistente sociale interagisce infatti con diversi operatori e differenti&nbsp; realt\u00e0 del territorio: partendo da ambiti e professioni di tipo sanitario quali lo psicologo, lo psichiatra,&nbsp; il neuropsichiatra infantile, il medico ad altri di tipo sociale come l\u2019educatore e gli insegnanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019assistente sociale che vi abbiamo raccontato&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le storie di Lucia, Jasmine e Pietro ci aiutano a mettere in luce la complessit\u00e0 del lavoro quotidiano&nbsp; dell\u2019assistente sociale troppo spesso stereotipato in \u201cladra di bambini\u201d:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quindi chi \u00e8 l\u2019assistente sociale? \u00c8 un professionista che ascolta, coinvolge e lavora con le persone&nbsp; mettendole al centro del loro progetto con l\u2019obiettivo di fornire gli strumenti, valorizzare le loro&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza degli alberi 21&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>risorse e migliorare il proprio benessere. L\u2019incontro con la storia dell\u2019altro coinvolge inevitabilmente&nbsp; l\u2019operatore che deve potersi fermare e riflettere sulle proprie emozioni e sul proprio agire. Certamente&nbsp; non \u00e8 da sola, l\u2019assistente sociale ha infatti il compito di attivare una rete di servizi che possano&nbsp; sostenere ed accompagnare la persona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle di Lucia, Jasmine e Pietro sono solo tre delle moltissime storie che quotidianamente gli uffici&nbsp; del Servizio Sociale accolgono. Raccontandole speriamo di aver fornito uno sguardo nuovo sulla&nbsp; nostra professione.&nbsp;Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su Percorsi di secondo welfare il 27 giugno 2022.&nbsp; \u00c8 consultabile anche online a questo indirizzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interventi sociali: oltre gli stereotipi e i falsi miti<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2808,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[180],"tags":[],"class_list":["post-2901","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intelligenza-degli-alberi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Immagine-G5-1.jpg?fit=1080%2C1049&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2901"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5334,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2901\/revisions\/5334"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}