{"id":2462,"date":"2023-02-03T11:00:04","date_gmt":"2023-02-03T11:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=2462"},"modified":"2023-02-03T11:00:13","modified_gmt":"2023-02-03T11:00:13","slug":"cosi-laffido-di-paula-ha-cambiato-la-nostra-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2023\/02\/03\/cosi-laffido-di-paula-ha-cambiato-la-nostra-vita\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec l&#8217;affido di Paula ha cambiato la nostra vita"},"content":{"rendered":"\n<p>Una dodicenne del Sudamerica, arrivata in Italia sola, con un viaggio rocambolesco. Una coppia, Marcello e Dante, che diventa per lei famiglia. \u00c8 uno degli affidi di minorenni migranti soli realizzati dal progetto Ohana. \u00abLe tavole da pranzo sono campi di battaglia, i silenzi che seguono le domande sono iceberg davanti al transatlantico delle nostre buone intenzioni. I sorrisi e gli abbracci, per\u00f2, ti fanno dire che stai facendo qualcosa di buono\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La settimana scorsa, mentre uno di noi due cercava la valigia per un viaggio di lavoro, l\u2019altro gli chiedeva se avesse gi\u00e0 guardato \u201cda Paula\u201d. La camera degli ospiti, che prima ancora era lo studio, da un po\u2019 di mesi \u00e8 diventata qualcos\u2019altro.\u00a0<strong>Da agosto \u00e8 la camera da letto di Paula, che ha 12 anni, viene dall\u2019Ecuador ed \u00e8 arrivata in Italia in maniera rocambolesca sei anni anni fa. Ha vissuto prima con due zie in provincia di Brescia e quindi, prima di arrivare a casa da noi, in una comunit\u00e0 per minori della Brianza.<\/strong>\u00a0Quando \u00e8 arrabbiata con noi \u2013 capita, anche se non siamo ancora troppo bravi a capire il perch\u00e9 \u2013 Paula ce lo ricorda che quella \u00e8 camera sua: &#8220;Puoi uscire? Voglio stare da sola in camera mia&#8221;, dice accompagnandoti alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io e il mio compagno siamo diventati genitori affidatari di una minorenne migrante sola da pochi mesi e ancora dobbiamo prenderci la mano. Non sappiamo quanto Paula vivr\u00e0 con noi, presumiamo pi\u00f9 di due anni ma negli affidi non ci sono certezze. Per\u00f2 sappiamo gi\u00e0 che ci ha cambiato la vita.<\/strong>\u00a0La notte, prima di addormentarci, ci raccontiamo quello che Paula ha combinato a scuola. La mattina ci svegliamo con il rumore della porta della sua camera che si apre. I suoi oggetti e la sua musica riempiono la casa, cos\u00ec come l\u2019alternarsi dei suoi stati d\u2019animo riempie la nostra testa. Il pi\u00f9 delle volte \u00e8 allegra e casinista, facciamo fatica a starle dietro, altri giorni prevale la tristezza. Non ha scelto lei di lasciare la comunit\u00e0 dove si trovava: glielo hanno proposto perch\u00e9 le hanno spiegato che in famiglia si cresce meglio e adesso spetta a noi dimostrarle che \u00e8 vero. Il suo entusiasmo ci fa stare sereni e ci fa credere che lo abbia gi\u00e0 capito, mentre i suoi giorni neri ci fanno temere di non essere bravi abbastanza. L\u2019affido non \u00e8 materia per centometristi, piuttosto per podisti: le cose cambiano molto lentamente, giorno dopo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non ha scelto Paula di lasciare la comunit\u00e0 dove si trovava: glielo hanno proposto perch\u00e9 le hanno spiegato che in famiglia si cresce meglio. Adesso spetta a noi dimostrarle che \u00e8 vero. Il suo entusiasmo ci fa credere che lo abbia gi\u00e0 capito, mentre i suoi giorni neri ci fanno temere di non essere bravi abbastanza. L\u2019affido non \u00e8 materia per centometristi, piuttosto per podisti: le cose cambiano molto lentamente, giorno dopo giorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono storie della sua famiglia d\u2019origine che non ci ha mai raccontato e che chiss\u00e0 se ci racconter\u00e0 mai. Ci sono consuetudini, abitudini familiari che si costruiscono poco a poco, lentamente. Una foto mostrata dopo tanto tempo e che era nascosta. Una confidenza in pi\u00f9 sul compagno di classe, un racconto della sua vita di prima. La richiesta di fare insieme quel balletto che ha visto sul Tik Tok della compagna di classe, il peluche che scompare dal letto e finisce nell\u2019armadio, perch\u00e9 addormentarsi non \u00e8 pi\u00f9 un problema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vorremmo farle leggere quel famoso brano del\u00a0<em>Piccolo Principe<\/em>\u00a0per spiegarle che una volpe non si addomestica in poco tempo, ma se c\u2019\u00e8 una cosa che abbiamo imparato presto \u00e8 che tocca a lei scegliere le parole con cui interpretare quello che sta vivendo.\u00a0<\/strong>Paula ci chiama con il nostro nome di battesimo. A volte, per\u00f2, capita che una commessa al supermercato, vedendoci assieme, si rivolga a uno di noi con il nome di pap\u00e0. Quando ha fatto il vaccino, ci siamo presentati come genitori affidatari. In ognuna di queste volte, la guardiamo sottecchi. Come le suonano queste parole? C\u2019\u00e8 un modo per tenere assieme la sua vita di oggi, quella precedente, senza che senta del male, della nostalgia, del risentimento? Quali sono le parole giuste per la sua famiglia di adesso? Sono alcune delle domande, molte, per cui non abbiamo risposte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paula ci chiama con il nostro nome di battesimo. A volte, per\u00f2, capita che una commessa al supermercato, vedendoci assieme, si rivolga a uno di noi con il nome di pap\u00e0. Quando capita, ci guardiamo sottecchi. Come le suonano queste parole? C\u2019\u00e8 un modo per tenere assieme la sua vita di oggi e quella precedente, senza che senta male, nostalgia, risentimento? Quali sono le parole giuste per la sua famiglia di adesso? Sono alcune delle domande, molte, per cui non abbiamo risposte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sei anni fa, quando abbiamo messo su casa, io e il mio compagno sapevamo gi\u00e0 che questo appartamento sarebbe stato aperto agli altri: abbiamo costruito un tavolo grande in sala per ospitare gli amici a cena, abbiamo pensato a una seconda camera per gli ospiti dove, prima di lei, hanno vissuto alcuni amici per pochi mesi, una rifugiata politica pakistana per quasi due anni. \u00c8 il nostro modo di pensare la famiglia: un luogo dove si accolgono le persone a cui si vuole bene e se ne conoscono di nuove.\u00a0<strong>Quando abbiamo conosciuto il progetto Ohana per l\u2019affido di minorenni migranti soli, dopo una veloce ricerca su Internet, abbiamo deciso che avremmo provato. Noi l\u2019affido, quello tradizionale, l\u2019avevamo gi\u00e0 tentato negli anni precedenti, ma senza successo. Perch\u00e9 in Italia \u00e8 difficile per tutti, per una coppia di uomini ancora di pi\u00f9. Due anni fa abbiamo preso contatto con Ohana ed eravamo pieni di paure: sarebbe stato un altro buco nell\u2019acqua?<\/strong>\u00a0Le educatrici del progetto ci hanno spinto a tentare, ci hanno incoraggiato, ci hanno formato su cosa significa accogliere un ragazzo straniero, ci hanno incluso dopo lunghi colloqui, anche con psicologi, nelle famiglie accoglienti. Con le nostre caratteristiche, i nostri punti di forza, le debolezze, che dipendono da tante cose e che sono molto di pi\u00f9 del nostro orientamento sessuale. Ci sono stati i mesi di attesa, difficili. Ci chiedevamo se sarebbe mai successo che quella stanza ora sgomberata si sarebbe riempita e, infine, \u00e8 arrivata la proposta.\u00a0<strong>&#8220;Ci sarebbe una ragazza di un\u2019et\u00e0 pi\u00f9 piccola di quella a cui forse pensavate, ve la sentite di ospitarla?&#8221;. S\u00ec, ce la sentivamo. Immaginavamo di ospitare un sedicenne dal Nord Africa, invece \u00e8 arrivata una ragazzina di 12 anni dal Sud America. Grande la nostra sorpresa, ma immaginiamo che la sua lo sia stata ancora di pi\u00f9.<\/strong>\u00a0Siamo andati a incontrarla in comunit\u00e0, abbiamo parlato con i suoi educatori. Abbiamo conosciuto pezzi della sua storia, ci siamo incontrati. Prima per poche ore, piano piano per sempre pi\u00f9 ore fino a quando, una notte, \u00e8 venuta a dormire da noi. Ed \u00e8 rimasta sveglia tutto il tempo, per l\u2019emozione. Un po\u2019 anche noi, dall\u2019altra parte del muro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Noi l\u2019affido, quello tradizionale, l\u2019avevamo gi\u00e0 tentato ma senza successo. Perch\u00e9 in Italia \u00e8 difficile per tutti, per una coppia di uomini ancora di pi\u00f9. Due anni fa abbiamo preso contatto con Ohana ed eravamo pieni di paure: sarebbe stato un altro buco nell\u2019acqua? Le educatrici del progetto ci hanno incoraggiato. Con le nostre caratteristiche, i nostri punti di forza, le debolezze, che dipendono da tante cose e che sono molto di pi\u00f9 del nostro orientamento sessuale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Adesso che l\u2019affido \u00e8 infine cominciato, adesso che abbiamo fatto le prime vacanze assieme, cominciato la scuola, la domanda a cui ancora facciamo difficolt\u00e0 a rispondere \u00e8:\u00a0<strong>perch\u00e9 lo fate? Ci viene da dire perch\u00e9 possiamo farlo. Abbiamo una casa grande, abbiamo amici e parenti che ci supportano, abbiamo lavori e un rapporto stabili che ci consentono di dividerci i compiti. Non ci basta pi\u00f9 andare in manifestazione, ai seggi elettorali per dire con i nostri piedi e il nostro voto che non ci piace quello che fa l\u2019Italia oggi: possiamo fare qualcosa in pi\u00f9 e lo facciamo. La cosa forse pi\u00f9 bella \u00e8 che lo facciamo insieme a tutte le altre famiglie che hanno intrapreso con noi questa strada:<\/strong> ci incontriamo una volta al mese e ognuno racconta le sue esperienze, le sue gioie, ma soprattutto le frustrazioni, le fatiche, i momenti di difficolt\u00e0. Abbiamo una chat \u2013 la utilizziamo spesso \u2013 dove le educatrici ci seguono giorno per giorno, ci rassicurano. A volte basta poco, sapere che altri prima di noi hanno avuto le stesse fatiche, per affrontarle con pi\u00f9 forza e senza scoraggiarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immaginavamo di ospitare un sedicenne dal Nord Africa, invece \u00e8 arrivata una ragazzina di 12 anni dal Sud America. Grande la nostra sorpresa, ma immaginiamo che la sua lo sia stata ancora di pi\u00f9. Abbiamo conosciuto pezzi della sua storia, ci siamo incontrati. Prima per poche ore, piano piano per sempre pi\u00f9 ore fino a quando, una notte, \u00e8 venuta a dormire da noi. Ed \u00e8 rimasta sveglia tutto il tempo, per l\u2019emozione. Un po\u2019 anche noi, dall\u2019altra parte del muro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una passeggiata per nessuno: non lo \u00e8 per i ragazzi e le ragazze che nelle nostre famiglie trovano abitudini, modi di fare, regole a cui non sono abituati. Non lo \u00e8 per noi che ospitiamo persone da cui ci separano culture, classi sociali, barriere generazionali che ce li rendono a volte incomprensibili, alieni.\u00a0<strong>Le tavole da pranzo sono campi di battaglia, i silenzi che seguono le domande iceberg davanti al transatlantico delle nostre buone intenzioni.\u00a0I sorrisi e gli abbracci, per\u00f2, sono le cime pi\u00f9 alte che ripagano le fatiche. \u00c8 il momento in cui ti dici che stai facendo qualcosa di buono.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono parti della vita di Paula che non conosceremo mai e luoghi del suo cuore e della sua testa dove non la possiamo raggiungere. Ma questo forse non \u00e8 vero di tutte le persone a cui vogliamo bene? Questi ragazzi e ragazze che hanno vissuto una piccola \u2013 o grande \u2013 parte della loro vita nelle famiglie italiane prima di spiccare il volo sono solo una goccia nel mare delle migrazioni. Forse non possono cambiare una narrazione prevalente che tutti conosciamo, ma se dovesse rimanere loro una sola idea di questa esperienza, a noi piacerebbe fosse questa:\u00a0<strong>&#8220;Tu meritavi di essere accolto e cresciuto, amato, come lo meritano tutti i ragazzi nati in ogni parte del pianeta. Hai trovato persone che lo hanno fatto anche se non erano la famiglia da cui sei nato, ora che sei grande vai per il mondo e fai lo stesso con chi incontri&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>A tutela della privacy delle persone coinvolte, i nomi di Paula, Marcello e Dante sono di fantasia. L&#8217;affido da loro raccontato qui \u00e8 uno dei 51 avviati dal progetto Ohana in un anno e mezzo.\u00a0Ohana \u00e8 un progetto per favorire l\u2019affido di minorenni migranti soli, finanziato dal FAMI, con il CNCA come capofila. \u00c8 stato realizzato in sette regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia e Sicilia). I risultati saranno presentati il 15 dicembre a Milano, insieme alle Linee metodologiche per l\u2019affido dei minorenni migranti soli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dodicenne del Sudamerica, arrivata in Italia sola, con un viaggio rocambolesco. 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