{"id":225,"date":"2021-05-27T08:41:27","date_gmt":"2021-05-27T08:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=225"},"modified":"2021-08-02T13:29:25","modified_gmt":"2021-08-02T13:29:25","slug":"perfezionamento-del-nostro-modello-di-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/05\/27\/perfezionamento-del-nostro-modello-di-comunita\/","title":{"rendered":"Perfezionamento del nostro modello di comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Il modello definito in quel periodo corrisponde in linea di massima a quello attuale, anche se negli anni sono intervenuti alcuni significativi cambiamenti<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>La costituzione dell\u2019\u00e9quipe allargata<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Viene costituita l\u2019\u00e9quipe allargata composta dagli educatori della comunit\u00e0 e da alcuni altri soci della cooperativa, cui viene delegata la responsabilit\u00e0 della gestione della comunit\u00e0. In questo modo l\u2019\u00e9quipe allargata si pone sia come ambito di responsabilit\u00e0 e controllo, sia come rete di aiuto e di sostegno alla comunit\u00e0, nella normalit\u00e0 come nella gestione di momenti particolari o di emergenze. L\u2019intento \u00e8 quello di garantire, attraverso la partecipazione pi\u00f9 diretta da parte dei soci alla vita di una comunit\u00e0, una effettiva corresponsabilit\u00e0 agli educatori nell\u2019organizzazione e nella gestione della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L\u2019istituzione della supervisione<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 ritenuto indispensabile per l\u2019efficacia dell\u2019intervento educativo della comunit\u00e0 fornire agli educatori uno spazio idoneo, nel quale fare emergere ed elaborare anche gli aspetti personali che si giocano quotidianamente nella comunit\u00e0 e nelle specifiche relazioni con ogni ragazzo e con gli altri adulti. La supervisione ha voluto essere quindi uno strumento per favorire l\u2019educatore nel tendere la consapevolezza circa i significati personali del suo mettersi in relazione, come pure riguardo alle ricadute che hanno per i ragazzi gli interventi agiti e le relazioni. Tale fondamentale supporto al lavoro di analisi e progettazione educativa viene fornito agli educatori della comunit\u00e0 da un tecnico esterno alla cooperativa. Il tipo di supervisione e il tecnico specifico vengono scelti liberamente da ogni singola \u00e9quipe allargata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Una nuova declinazione delle modalit\u00e0 di convivenza dell\u2019educatore<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro cambiamento molto importante \u00e8 intervenuto nel 1986 e riguarda una nuova declinazione delle modalit\u00e0 di convivenza dell\u2019educatore in comunit\u00e0 che porta alla consapevolezza che fosse pi\u00f9 opportuno che anche gli educatori avessero la possibilit\u00e0 di avere una vita e una casa esterna alla comunit\u00e0 senza che venisse meno il coinvolgimento nelle situazioni dei ragazzi e l\u2019inserimento completo e consapevole nella vita della comunit\u00e0. Tale scelta scatur\u00ec dalla constatazione di situazioni oggettive presenti nella comunit\u00e0 legate sia alle condizioni di alcuni educatori, sia alle nuove situazioni dei bambini accolti che si trovavano sempre meno nella condizione di ricercare all\u2019interno della comunit\u00e0 un riferimento educativo unico, cercandovi piuttosto un\u2019integrazione alla loro vita familiare (che in un certo modo continuava durante la loro permanenza in comunit\u00e0)<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da tali affermazioni discende naturale che l\u2019organizzazione del lavoro, pur in questa impostazione, non preveda un sistema rigido di turni in base a orari predeterminati, ma che si regolasse secondo una flessibilit\u00e0 che tenesse conto delle situazioni specifiche dei bambini presenti e dei bisogni e delle esigenze degli educatori. In linea di massima si \u00e8 venuta a creare nel tempo una situazione che prevede la copresenza di almeno due dei tre educatori della comunit\u00e0 nell\u2019arco della giornata e invece una turnazione per quanto riguarda la presenza notturna e nei week-end, cercando di garantire una maggiore presenza degli educatori nei momenti significativi della giornata o in momenti speciali come feste, compleanni eccetera. Da questo cambiamento di impostazione possono derivare nuovi modi di intendere il ruolo dell\u2019educatore da parte dei ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte il venir meno della convivenza a tempo pieno riduce di fatto la possibilit\u00e0 di momenti in comune tra l\u2019educatore e il ragazzo, tenendo conto che durante la giornata spesso gli impegni scolastici o del tempo libero tengono lontano il minore dalla comunit\u00e0. D\u2019altra parte per\u00f2 la limitazione del ruolo dell\u2019educatore in questo senso ha favorito l\u2019acquisizione di una visione pi\u00f9 matura e realistica della propria funzione all\u2019interno della vita del bambino. La nuova impostazione della comunit\u00e0 ci ha inoltre portato ad aprire un\u2019attenta riflessione sui fattori che determinano e favoriscono lo svilupparsi o l\u2019accrescersi di un sentimento di appartenenza, da parte del bambino e anche dell\u2019educatore, alla comunit\u00e0 e di conseguenza anche sui fattori che facilitano l\u2019instaurarsi di un clima di comunit\u00e0 ritenuto condizione indispensabile per l\u2019efficacia del nostro intervento educativo.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo stesso periodo si arriva, al termine di un cammino progressivo, a una retribuzione pi\u00f9 equa del lavoro degli educatori che vengono inquadrati a livelli salariali normali, anche se non corrispondenti alle ore di lavoro effettivamente svolte. Questo \u00e8 stato possibile grazie al raggiunto consolidamento economico della cooperativa e ha l\u2019intento in primo luogo di garantire e offrire agli operatori la possibilit\u00e0 di una presenza in comunit\u00e0 pi\u00f9 prolungata nel tempo e contemporaneamente di aumentare per la cooperativa la possibilit\u00e0 di reperire operatori professionalmente preparati oltre che motivati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Nuovo ruolo dell\u2019obiettore<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Figura emblematica all\u2019interno dell\u2019\u00e9quipe educativa \u00e8 stata quella dell\u2019obiettore, un tempo in pianta stabile all\u2019interno della comunit\u00e0 con compiti e responsabilit\u00e0 equiparate a quelle degli altri educatori; l\u2019obiettore era considerato una persona capace di garantire motivazione, convivenza e gratuit\u00e0 nel lavoro svolto; la Comin, dapprima tramite un accordo con Comunit\u00e0 Nuova poi tramite convenzione diretta con il Ministero della Difesa, ha sempre avuto obiettori a disposizione per le comunit\u00e0; il maturare di una nuova figura di educatore e soprattutto le traversie intervenute nel rapporto con il Ministero della Difesa (ritardi nelle destinazioni e specialmente precettazione di persone non richieste e talvolta inadatte al ruolo di educatore) portarono nel 1988 a modificare il ruolo e i compiti degli obiettori che divennero figure di sostegno all\u2019attivit\u00e0 degli educatori senza la responsabilit\u00e0 della conduzione del progetto educativo e con una presenza in comunit\u00e0 pi\u00f9 limitata.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo vennero a costituirsi \u00e9quipe composte da tre educatori con il sostegno di una quarta figura, appunto l\u2019o.d.c.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L\u2019A.v.s.<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1992 si \u00e8 deciso di sperimentare in una comunit\u00e0 l\u2019inserimento di una ragazza che voleva vivere un anno di volontariato sociale (A.v.s.) all\u2019interno della comunit\u00e0. Si riteneva a priori positivo l\u2019apporto di valori ed entusiasmo portato da una persona che decideva volontariamente cos\u00ec di gestire un anno della propria vita. Naturalmente questa sperimentazione \u00e8 stata fatta in alternativa alla presenza dell\u2019obiettore di coscienza. L\u2019esperienza finora si \u00e8 ripetuta tre volte e ha avuto risultati contraddittori, legati alle caratteristiche personali o al vissuto delle volontarie. Si \u00e8 pertanto deciso di selezionare con pi\u00f9 rigore le eventuali nuove disponibilit\u00e0 che si dovessero presentare per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>I tirocinanti<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 inoltre segnalare che si \u00e8 continuato nell\u2019arco di questi anni a fornire la possibilit\u00e0 a degli studenti delle scuole di formazione per educatori di svolgere un anno di tirocinio all\u2019interno delle nostre comunit\u00e0, tirocinio in genere seguito con pi\u00f9 attenzione da uno degli educatori della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Semiconvitto<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo un nuovo tipo di intervento che la comunit\u00e0 ha svolto in alcune situazioni. Ha riguardato solo ragazzi che erano gi\u00e0 presenti in comunit\u00e0 ed \u00e8 stato pensato in particolare come ponte per rendere possibili dimissioni altrimenti ritenute a rischio. Questo tipo di intervento pu\u00f2 assumere caratteristiche diverse a seconda delle esigenze e delle specificit\u00e0 del singolo caso.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Si rimanda al Vol. I -Sez. Prima<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Vedi Vol. VI n\u00b027 pag.3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modello definito in quel periodo corrisponde in linea di massima a quello attuale, anche se negli anni sono intervenuti alcuni significativi cambiamenti[1]. La costituzione dell\u2019\u00e9quipe allargata Viene costituita l\u2019\u00e9quipe allargata composta dagli educatori della comunit\u00e0 e da alcuni altri soci della cooperativa, cui viene delegata la responsabilit\u00e0 della gestione della comunit\u00e0. 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