{"id":2160,"date":"2022-07-07T20:21:40","date_gmt":"2022-07-07T20:21:40","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=2160"},"modified":"2025-09-17T12:31:11","modified_gmt":"2025-09-17T12:31:11","slug":"i-primi-incontri-con-le-famiglie-immigrate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2022\/07\/07\/i-primi-incontri-con-le-famiglie-immigrate\/","title":{"rendered":"I primi incontri con le famiglie immigrate"},"content":{"rendered":"\n<p>A conclusione di questo capitolo sulla costruzione di luoghi d\u2019incontro vogliamo parlare della genesi di un incontro che negli anni diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 significativo, variegato e arricchente: l\u2019incontro con le famiglie immigrate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorniamo alla fine degli anni \u201880 e partiamo dall\u2019esperienza di ADM di due educatrici, Andreina Clerici e Gabriella Pietrogrande, che in quel periodo sono entrate in contatto con due famiglie immigrate: una egiziana e una senegalese. Lo facciamo a partire da uno studio di ricerca cui sono state spinte dalla constatazione della necessit\u00e0 di porre in atto una relazione davvero interculturale e pi\u00f9 consapevole delle complessit\u00e0 esistenziali legate alle esperienze migratorie, alla cultura di provenienza e al rapporto con la realt\u00e0 del nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho letto su un numero di <strong><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Cominciance_Febbraio1991_minori_immigrati.pdf\"><em>Cominciance<\/em> pubblicato nel febbraio del \u201991<\/a><\/strong>, completamente dedicato al loro studio. \u00c8 stata una lettura piacevole e stimolante, anche in considerazione di quanto \u00e8 successo nei trent\u2019anni intercorsi. Sono rimasto colpito dal desiderio di attrezzarsi e di favorire la competenza riguardo a questo fenomeno e dalla seriet\u00e0 dell\u2019impegno. Per questo invito chi potesse essere interessato a dare un occhio al loro lavoro. Si parte dalla lettura del fenomeno a livello nazionale, con una lente sui dati che riguardano la nostra citt\u00e0, sui significati dell\u2019essere migranti e sui cambiamenti che derivano dalla nascita di un figlio, per arrivare a definire ruolo e competenze richieste all\u2019educatore che entra in rapporto con queste famiglie e con le difficolt\u00e0 del loro inserimento nella nostra realt\u00e0, in particolare per quanto riguarda la scuola, i servizi sociali, il quartiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella prima riflessione prese origine un confronto costante. Si costitu\u00ec per prima cosa un ambito di confronto sulle famiglie straniere seguite in ADM o nelle comunit\u00e0, che proprio nello stesso periodo avevano accolto i primi tre bimbi stranieri: tre fratelli cinesi. Il numero delle famiglie seguite di origine straniera \u00e8 poi cresciuto rapidamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente si fece chiara in cooperativa anche l\u2019esigenza di attuare un intervento specifico nel territorio. Nel tentativo di porre un argine seppur minimo al dilagare dei comitati contro gli stranieri e i Rom che pullulavano in quel periodo nella zona di Via Padova si prese contatto dapprima con il Comitato di solidariet\u00e0, che si era costituito in zona 10, per poi cercare di allargare il confronto all\u2019interno del consiglio di zona 10, anche con l\u2019intento di avviare confronti operativi con le scuole di zona, nel tentativo di favorire l\u2019inserimento scolastico dei ragazzi appena arrivati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 emersa anche l\u2019esigenza di costruire occasioni di confronto con altre realt\u00e0 che si occupavano di accogliere o di favorire l\u2019inserimento sociale di famiglie immigrate. Emblematica l\u2019iniziativa denominata <strong><em><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Progetto-Mappamondo.pdf\">Mappamondo<\/a><\/em> <\/strong>promossa dal nostro Centro Studi, assieme alla cooperativa Spazio Giovani di Monza e al consorzio <em>Solco <\/em>di Bergamo, con il patrocinio del Consiglio di zona 10. Si \u00e8 trattato di alcune giornate di confronto con l\u2019obiettivo di approfondire la conoscenza del fenomeno, in particolare nella citt\u00e0 di Milano, raccogliendo contributi di diverso genere. A questo confronto hanno partecipato cooperative, scuole, servizi sociali, volontari, associazioni specifiche, universit\u00e0. Il prodotto di questo lavoro \u00e8 stato poi raccolto dal nostro Centro studi in fascicolo alla cui lettura rimandiamo chi fosse interessato ad approfondire il contenuto. Sono stati forniti anche contributi specifici sui vari aspetti (giuridico, sanitario, sociale, didattico \u2026.). Tra questi due contributi di nostri operatori: uno di Gabriella e Andreina sull\u2019intervento domiciliare dal titolo: <em><strong>Il minore straniero: fattore di cambiamento di un progetto migratorio<\/strong><\/em> e l\u2019altro di Cristina Benatti che riporta l\u2019esperienza di un <strong>intervento domiciliare all\u2019interno di un campo Rom.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altre iniziative di studio si sono sviluppate nella nostra citt\u00e0, fin da quel periodo, per approfondire il fenomeno migratorio, al fine di favorire l\u2019integrazione delle famiglie immigrate. Ci piace ricordare tra questi, per l\u2019importanza del lavoro svolto, il Centro <em>Come <\/em>avviato dalla Provincia in collaborazione con la Caritas Ambrosiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella cooperativa prosegu\u00ec in maniera sempre pi\u00f9 rilevante sul piano quantitativo il lavoro specifico con le famiglie immigrate all\u2019interno delle comunit\u00e0 e degli interventi domiciliari, come pure l\u2019approfondimento di sensibilit\u00e0 e competenze specifiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le altre cose, da qui scaturirono nuovi progetti specifici attuati poi all\u2019interno dei Piano Infanzia 285 o con altri finanziamenti quali: <em>il Giro del mondo<\/em> per favorire l\u2019inserimento scolastico, il <em>Progetto Cassiopea<\/em> per agevolare i ricongiungimenti familiari e il progetto<em> A casa di Amina <\/em>che si poneva l\u2019obiettivo ambizioso di avviare e sostenere esperienze di affido omoculturale in famiglie di origine straniera, ma di queste esperienze parleremo un\u2019altra volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A conclusione di questo capitolo sulla costruzione di luoghi d\u2019incontro vogliamo parlare della genesi di un incontro che negli anni diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 significativo, variegato e arricchente: l\u2019incontro con le famiglie immigrate. 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