{"id":2156,"date":"2022-07-07T20:20:00","date_gmt":"2022-07-07T20:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=2156"},"modified":"2022-11-09T15:19:02","modified_gmt":"2022-11-09T15:19:02","slug":"giocare-e-una-cosa-seria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2022\/07\/07\/giocare-e-una-cosa-seria\/","title":{"rendered":"Giocare \u00e8 una cosa seria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center has-medium-font-size\"><strong><strong>CRONACHE DAL CARCATRA\u2019<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche sera fa, mentre cercavo delle vecchie foto delle elementari, mi sono capitati per le mani alcuni scatti del Carcatr\u00e0&#8230; Debora, Valeria ed io (i Carcatr\u00e8) truccati per una festa\u2026 una bellissima foto di gruppo alla fine della prima mitica Carcavacanza&#8230; il montaggio di un enorme castello di cartone sulla facciata del centro (25 metri di larghezza per sei di altezza) per la festa medievale\u2026 il laboratorio \u201cVietato non toccare\u201d alla Bruno Munari\u2026 i ricordi rotolano veloci indietro nel tempo e non mi fermerei pi\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma facciamo un passo per volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Carcatr\u00e0 \u00e8 un centro incontro per bambini delle scuole elementari e per le loro famiglie nato da una collaborazione tra il Comune di Paderno Dugnano e Comin, nel lontano 1998 in seguito ad un lavoro di confronto e co progettazione con le realt\u00e0 del quartiere, da una prima idea di Claudio e Loredana (che ha organizzato la prima grande festa di lancio dell\u2019idea) e grazie ai primi finanziamenti della L. 285 e inaugurato proprio il 25 Aprile con una grande festa, alla presenza della Ministra Turco autrice della legge in questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 si chiama cos\u00ec? Prima dell\u2019apertura \u00e8 stato fatto un concorso tra i bambini delle scuole elementari. Sono arrivate tante proposte e Carcatr\u00e0 \u00e8 stato il nome alla fine pi\u00f9 votato! E se all\u2019inizio mi convinceva poco questo nome che non vuole dire niente, da un certo momento in poi mi ha fatto particolarmente piacere perch\u00e9 Carcatr\u00e0\u2026 beh, vuol dire Carcatr\u00e0! E come si fa a capire cosa significa? Leggi queste poche righe!!<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola struttura era in mezzo ad una piazza, al centro di un parchetto con una grande tettoria antistante&#8230; nessun cancello, nessun confine con il quartiere perch\u00e9 il Carcatr\u00e0 ha sempre cercato di svilupparsi in tutto il paese e con la partecipazione di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 si dipanavano lungo due filoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano ordinario il centro era aperto tutti i pomeriggi dalle 16.30 alle 19.00. Dopo un primo momento di accoglienza e di tempo libero organizzato ad \u201cangoli\u201d (lettura, travestimenti, lavori manuali, chiacchiere\u2026) c\u2019era una programmazione laboratoriale basata su alcuni capisaldi: sviluppo della dimensione creativa e del gusto e dello stile personale; apprendimento di tecniche e strumenti; conoscenza di materiali diversi, del loro possibile utilizzo e libero accostamento e mescolamento; attenzione al processo creativo pi\u00f9 che al prodotto finale; attenzione alla relazione tra pari e con gli educatori; ruolo degli adulti di facilitazione pi\u00f9 che di guida; autonomia nella gestione del tempo; collaborazione nella cura dei materiali e degli spazi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi che si trattasse di dipingere, di costruire con il traforo, di cucire, di fare giochi all\u2019aperto, di comporre quadri tattili\u2026 tutto seguiva questi principi guida.<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento dell\u2019accompagnamento e della ripresa da parte dei genitori era occasione di scambio di pensieri rispetto ai figli, di ascolto di preoccupazioni, di suggerimento di strategie educative, di orientamento ai servizi del territorio, di raccolta di gusti-desideri-suggerimenti per nuove attivit\u00e0. Spesso capitava che alcune idee avevano \u201cbisogno\u201d dell\u2019esperienza di alcune mamme, o di alcuni pap\u00e0 o dei nonni, e quindi anche loro diventavano parte dei laboratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a ci\u00f2 un sabato pomeriggio al mese il Carcatr\u00e0 programmava un\u2019attivit\u00e0 speciale: con un tempo pi\u00f9 lungo era possibile organizzare laboratori pi\u00f9 articolati; collaborazioni con la biblioteca cittadina per letture animate e attivit\u00e0 creative; laboratori teatrali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo orario era assai stretto\u2026 come diceva il genio della lampada di Aladin? Una forza straordinaria in un minuscolo spazio vitale! Ecco quindi che nel giro di breve sono arrivate attivit\u00e0 straordinarie, ad ampliare le possibilit\u00e0 offerte a bambini, bambine e alle loro famiglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con la chiusura della scuola iniziavano i preparativi per la Carcavacanza: una decina di giorni con un gruppo di circa 25-30 bambini in una casa\/rifugio in autogestione, insieme a qualche genitore a supporto della cucina. La Carcavacanza dava modo di stare in uno stretto rapporto con la natura, fare gite, accendere fal\u00f2 serali attorno a cui cantare e fare giochi notturni\u2026 Non vi potete immaginare -e io non scorder\u00f2 mai- la meraviglia dei bambini che, dopo aver letto una storia sulle stelle cadenti, dovevano cercare frammenti di stelle sparse in un prato\u2026 sassi dipinti con vernice fluorescente disseminati alla chetichella intanto che Valeria raccontava la storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al divertimento, la vacanza permetteva ai partecipanti di sviluppare autonomie emotive e concrete nella gestione del proprio materiale, nell\u2019ordine della casa, nella partecipazione ai turni di pulizia; era occasione per stringere amicizie, sciogliere piccole e grandi difficolt\u00e0 nel rapporto con i coetanei, imparare la fatica del sentiero e la felicit\u00e0 di una fonte alpina. Picchi di surrealt\u00e0 e divertimento nella giornata al contrario, dove ci si svegliava con la fiaba della buonanotte, si sparecchiava prima di mangiare e si cenava con latte e biscotti\u2026 Cibi inverosimili nella cena di gala della Carcavacanza spaziale, con pastasciutta blu, frittate verdi e cotolette rosse. S\u00ec, perch\u00e9 dimenticavo di dire che ogni Carcavacanza aveva un suo tema, una storia che faceva da filo conduttore a tutte le attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornati dalla Carcavacanza, ancora con la testa tra i boschi si attrezzava tutto per far partire la Carcaestate: 4 settimane nel mese di luglio in cui ogni pomeriggio c\u2019erano attivit\u00e0 diverse. Non mancavano giochi all\u2019aperto, battaglie con acqua e schiuma, pittura di grandi murales, giocoleria, laboratori di giardinaggio, partite infinite con giochi costruiti in formato gigante\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno alla settimana una gita di tutta la giornata alla scoperta di vari angoli della Lombardia, rigorosamente con i mezzi pubblici. La settimana finiva con una cena con tutte le famiglie, all\u2019insegna della condivisione in cui ognuno portava qualcosa\u2026 grandi mangiate, tante chiacchiere e legami che diventavano sempre pi\u00f9 profondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Carcatr\u00e0 ha sempre avuto una stretta collaborazione con le scuole elementari (ora primarie), la storia del Signor Carcatr\u00e0 \u00e8 stata rappresentata davanti a tutte le classi delle cinque scuole. Durante l\u2019anno venivano proposti laboratori in orario scolastico che affiancavano il lavoro degli insegnanti per sviluppare i temi della diversit\u00e0, dell\u2019esplorazione sensoriale, della gestione delle emozioni e della paura o laboratori teatrali veri e propri\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo stesso spirito almeno una volta all\u2019anno si organizzava una grande festa a tema, intorno a fine aprile, che era anche il compleanno del centro. Tra tutte come dimenticare la Festa Medievale? Insieme a un folto gruppo di genitori abbiamo dedicato interi fine settimana a realizzare la sagoma di un castello per ricoprire la facciata del centro, che sotto il portico aveva stanze ad ambientazione medievale: la sala del trono, la stanza del tesoro, il banchetto. Nella piazza il mercato con le bancarelle e i laboratori: panificazione, lavorazione dei metalli, laboratorio della creta, filatura della lana, fabbrica delle candele, stamperia, cartiera\u2026 tutto in costume, tutto gestito da genitori volontari che affiancavano noi educatori\u2026 un gran viavai di adulti e bambini fino alla nomina di cavalieri e cavaliere da parte del sindaco vestito da re, seguita da grandi danze popolari e un banchetto per duecento e pi\u00f9 persone in un grandissimo ferro di cavallo lungo tutta la piazza. Chi c\u2019era se lo ricorda ancora!<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se serve dirlo, ma queste feste erano solo un grandissimo pretesto per favorire l\u2019aggregazione tra cittadini, la partecipazione alla vita del quartiere e della citt\u00e0, la possibilit\u00e0 per genitori e figli di lavorare gomito a gomito nei laboratori di preparazione, coinvolgere anche i pap\u00e0 pi\u00f9 restii con la scusa del trapano o di qualche altro attrezzo da bricolage. E cos\u00ec Baraggiole, la periferia della periferia della cittadina della cintura metropolitana era un crocevia di relazioni e sorrisi e \u201cci vediamo domani, allora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo, infine, quelle chiacchiere con i genitori intorno ai figli e alle sfide dell\u2019educazione sono diventate prima delle serate a tema, introdotte e gestite da noi educatori, a volte con qualche esperto. E poi si sono trasformate in laboratori di genitorialit\u00e0 per gruppi di adulti in cui noi educatori avevamo il ruolo di facilitatori e accompagnatori. Un incontro di apertura era necessario a raccogliere i temi che i partecipanti sentivano come urgenti (esempi: le regole, la televisione, i no, la sessualit\u00e0\u2026). A distanza di qualche settimana, necessaria ad organizzare gli argomenti in un percorso logico e a prepararsi con il supporto di ricercatrici dell\u2019Universit\u00e0 Bicocca esperte di metodo autobiografico, partivano gli incontri che si aprivano con una lettura, uno spezzone di film con funzione di stimolo; a ci\u00f2 seguiva una attivit\u00e0 di riflessione individuale a piccolo gruppo e poi un momento di confronto plenario in cui i contributi di ciascuno erano affiancati ad alcune \u201cincursioni\u201d pi\u00f9 teoriche che servivano ad inquadrare i temi anche sul piano pedagogico e informativo, che alcuni genitori sentivano come necessario. Grande partecipazione, grande soddisfazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Epilogo triste, luglio 2011: la giunta di centro-destra dell\u2019ex sindaco Alparone con un blitz decide la chiusura del Carcatr\u00e0 dopo tredici intensi anni di attivit\u00e0, non rinnovando la convenzione a Comin, che gi\u00e0 da un paio di anni lavorava con ridottissimi finanziamenti pubblici e con rette per le attivit\u00e0.&nbsp; Da quell\u2019 anno la sede del centro versa in uno stato di abbandono sempre maggiore, con il corollario di qualche incursione vandalica che non manca quando i luoghi non sono pi\u00f9 abitati in modo costruttivo dai cittadini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Epilogo bello: pochi anni fa ho scoperto che Alice \u00e8 autrice e disegnatrice di manga, gira tutto il mondo (frequenta Brera) e si diverte molto; Laura suona il basso ed \u00e8 impegnata in associazioni ambientaliste, nel \u201ctempo libero\u201d lavora in posta ed \u00e8 una fervente antifascista; Filippo ha fatto una scuola di fumetto e scatena tutta la sua creativit\u00e0; Tiberio gira per il mondo in canoa filmando la natura e i disastri di plastica causati dall\u2019uomo; di molti altri bambini e bambine diventati giovani uomini e giovani donne abbiamo avuto notizie che scaldano il cuore, di altri abbiamo perso i riferimenti, ma per ciascuno credo che qualche buon seme il Carcatr\u00e0 lo abbia piantato\u2026 Per non parlare delle mamme che ancora ci scrivono i loro ricordi \u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine\u2026 io non ci passo pi\u00f9 da tempo, ma sono sicuro che sotto quel portico si pu\u00f2 ancora sentire riecheggiare la musica di quella meravigliosa festa medievale, intrecciata con le risate di qualche bambino e il chiacchiericcio degli adulti seduti in quella lunghissima tavolata, alla luce delle fiaccole o le grida eccitate dei bambini che alla prima festa si sono ritrovati sotto un mare frusciante&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CRONACHE DAL CARCATRA\u2019 Qualche sera fa, mentre cercavo delle vecchie foto delle elementari, mi sono capitati per le mani alcuni scatti del Carcatr\u00e0&#8230; 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