{"id":2127,"date":"2022-07-08T10:14:58","date_gmt":"2022-07-08T10:14:58","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=2127"},"modified":"2022-07-06T08:07:51","modified_gmt":"2022-07-06T08:07:51","slug":"la-comunita-come-casa-la-comunita-come-servizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2022\/07\/08\/la-comunita-come-casa-la-comunita-come-servizio\/","title":{"rendered":"La comunit\u00e0 come casa, la comunit\u00e0 come servizio"},"content":{"rendered":"\n<p>Siamo abituati a pensare alla casa come ad uno spazio chiuso tra quattro mura in cui convivono persone unite da legami familiari. Ma in realt\u00e0 una casa \u00e8 soprattutto luogo di vita, di intimit\u00e0, di affetto, un rifugio che protegge. A partire da questo presupposto gli operatori della cooperativa sociale Comin si sono chiesti se e come una comunit\u00e0 di accoglienza possa diventare un servizio che si possa considerare casa.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Casa, famiglia, comunit\u00e0: tante situazioni, tante forme<\/h5>\n\n\n\n<p>Nel mondo esistono diversi tipi di abitazioni, ognuna rappresenta&nbsp;<strong>un diverso modo di entrare in relazione con l\u2019ambiente circostante<\/strong>&nbsp;e con la comunit\u00e0 umana di appartenenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio in Groenlandia c\u2019\u00e8 chi vive in<strong>&nbsp;case completamente di ghiaccio<\/strong>, poich\u00e9 la neve \u00e8 un ottimo isolante termico e protegge dal vento; in alcuni casi diversi igloo sono collegati tra loro da cunicoli. Alcune popolazioni di nativi americani, invece, vivono tradizionalmente nei<strong>&nbsp;teepee<\/strong>, tende a forma conica con al centro un fuoco acceso con fumo che esce da un foro centrale; facili e veloci da montare e smontare come si addice ai popoli nomadi.<br>In Occidente, tendenzialmente, viviamo in case di muratura di vario tipo a seconda delle possibilit\u00e0 e delle esigenze. \u00c8 ovviamente molto diverso vivere in una casa indipendente oppure in una corte in cui tutti possono incontrarsi; ad ogni modo, per\u00f2,<strong>&nbsp;la casa rimane il luogo dell\u2019intimit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al contempo&nbsp;<strong>la famiglia \u00e8 luogo di vita e di relazione<\/strong>&nbsp;e rappresenta il<strong>&nbsp;nucleo della convivenza sociale<\/strong>. All\u2019interno della nostra cultura esistono&nbsp;<strong>diversi tipi di famiglia<\/strong>, tutti meritevoli di riconoscimento sociale e giuridico; non \u00e8 infatti importante che tipo o che quantit\u00e0 di legami una o pi\u00f9 persone abbiano per essere considerate famiglia. Anche i confini tra le famiglie sono articolati, \u201cfrastagliati\u201d: famiglie nucleari connesse alla famiglia allargata o ad altre famiglie; legami che si modificano con l\u2019evolversi delle storie di vita dei componenti e con forme plurime di connessioni familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Le comunit\u00e0, infine, rappresentano&nbsp;<strong>diverse modalit\u00e0 di essere famiglia o di tessere legami interfamiliari<\/strong>. Nel mondo si riscontrano&nbsp;<strong>diverse modalit\u00e0 di aggregazione comunitaria<\/strong>: i kibbutz, le comuni hippie, le comunit\u00e0 di monaci, i condomini solidali, le comunit\u00e0 virtuali, le comunit\u00e0 parrocchiali e molte altre e poi\u2026&nbsp;<strong>le comunit\u00e0 di accoglienza<\/strong>. Proprio su queste ultime vogliamo concentrarci nel nostro ragionamento.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La comunit\u00e0 di accoglienza \u00e8 un servizio<\/h5>\n\n\n\n<p>Per vari motivi,<strong>&nbsp;alcuni ragazzi e bambini devono vivere al di fuori della propria famiglia<\/strong>, giudicata inadeguata o maltrattante; in questo caso possono essere inseriti in comunit\u00e0 di accoglienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui trovano delle persone, gli&nbsp;<strong>educatori<\/strong>, che vogliono&nbsp;<strong>farsi carico della loro crescita<\/strong>&nbsp;e il cui operato avviene in sinergia, in rete, con altre figure e istituzioni ciascuna col proprio ruolo specifico; vi sono pertanto \u201cirruzioni\u201d di diverso tipo nella loro vita e nella loro casa.&nbsp;<strong>L\u2019assistente sociale \u00e8 responsabile<\/strong>, interviene nelle scelte cruciali, chiede conto, riceve relazioni periodiche degli educatori, a volte incontra il ragazzo o la ragazza per valutare l\u2019andamento del suo progetto educativo.&nbsp;<strong>L\u2019autorit\u00e0 giudiziaria \u00e8 pi\u00f9 distante fisicamente<\/strong>&nbsp;ma, a livello simbolico e reale, incombe con la decisione iniziale e con la valutazione per l\u2019esito; i suoi tempi piuttosto lunghi impongono un ritmo esterno e a volte ingombrante alle scelte di vita.&nbsp;<strong>L\u2019autorit\u00e0 sanitaria<\/strong>&nbsp;(ATS, ASL, USL\u2026) attraverso delle visite di controllo&nbsp;<strong>verifica i requisiti di funzionamento richiesti alla struttura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono inoltre le esigenze di mantenere e regolare il rapporto con la famiglia d\u2019origine, che pu\u00f2 rappresentare occasione di sollievo affettivo, ma anche di intralcio concreto alle scelte quotidiane e di vita dei ragazzi quando essa non \u00e8 in grado di comprenderle e sostenerle.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso la comunit\u00e0 di accoglienza si configura dunque come un servizio che, nel rispetto di un insieme di regole e procedure, permette di rispondere ai bisogni delle persone accolte.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La comunit\u00e0 \u00e8 una casa<\/h5>\n\n\n\n<p>I ragazzi hanno tuttavia la necessit\u00e0, oltre che il diritto, di trovare un luogo&nbsp;<strong>dove coltivare progetti, sogni, aspirazioni<\/strong>, curare le proprie ferite e i propri traumi, ricostruire la fiducia verso gli altri, trovare la \u201ctana\u201d e il rifugio nelle fatiche della vita quotidiana.Per questo&nbsp;<strong>la comunit\u00e0 deve essere anche casa<\/strong>, sia nell\u2019aspetto fisico che in quello simbolico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per permettere a ragazzi e bambini di<strong>&nbsp;sentirsi pensati e curati<\/strong>&nbsp;all\u2019interno della comunit\u00e0, gli educatori lavorano insieme ai ragazzi per renderla una casa calda ed accogliente, attraverso<strong>&nbsp;la cura degli spazi e delle azioni quotidiane<\/strong>. I ragazzi accolti, insieme agli educatori, vivono le loro giornate con&nbsp;<strong>ritmi ed esperienze comuni<\/strong>&nbsp;(si svegliano, fanno colazione, vanno a scuola, gestiscono il tempo libero, etc\u2026); all\u2019interno di questa quotidianit\u00e0 sono inseriti diversi momenti di cura di s\u00e9, degli altri e dello spazio vissuto, che tutti insieme, educatori e ragazzi, si trovano a sperimentare, imparando dove c\u2019\u00e8 da imparare.<\/p>\n\n\n\n<p>Come in ogni casa lo&nbsp;<strong>spazio di vita \u00e8 spesso condiviso<\/strong>, sia tra ragazzi che tra educatori, \u00e8 importante quindi dedicare momenti di attenzione individuale per garantire la specificit\u00e0 di ciascuno permettendo di&nbsp;<strong>sentirsi pensato in modo unico e speciale<\/strong>. In questo modo ragazzi e bambini vivono, insieme agli educatori, delle esperienze di forte intimit\u00e0 (simbolico in questo senso \u00e8 il tempo della sera e della messa a letto, dove ci si raccoglie in una sorta di rifugio personale) all\u2019interno di una&nbsp;<strong>reale condivisione attenta alle esigenze di tutti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi momenti permettono<strong>&nbsp;la nascita e la crescita del s\u00e9<\/strong>&nbsp;all\u2019interno di relazioni familiari. Anche per questo nella comunit\u00e0 \u00e8 importante occuparsi delle decorazioni e dei particolari. Nella storia di accoglienza della cooperativa&nbsp;<strong>Comin<\/strong>&nbsp;\u00e8 riservata attenzione alle<strong>&nbsp;foto<\/strong>&nbsp;che raccontano nel tempo la vita di ogni persona in quella casa: foto di vacanze, gite, feste, momenti di intensa condivisione o improvvisi attimi di ironia e felicit\u00e0. Attraverso questi&nbsp;<strong>muri ricoperti di fotografie<\/strong>&nbsp;le persone che entrano nella casa della comunit\u00e0 possono<strong>&nbsp;godere delle storie che l\u2019hanno abitata ed animata negli anni<\/strong>, possono ritrovarsi e rivivere l\u2019intimit\u00e0 che li lega, tra di loro e a quel luogo, oltre a manifestare alle persone che in quel momento la abitano un prima e un dopo di cui faranno per sempre parte.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L\u2019educatore tra vita e professione<\/h5>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>complessit\u00e0<\/strong>&nbsp;della professione dell\u2019educatore&nbsp;<strong>\u00e8 spesso non riconosciuta<\/strong>, nascosta com\u2019\u00e8 nelle pieghe dei sistemi educativi in cui opera. Debole e forte per questa indeterminatezza, l\u2019educatore \u00e8 un acrobata tra due mondi:&nbsp;<strong>da una parte crea intimit\u00e0 e familiarit\u00e0<\/strong>&nbsp;all\u2019interno di una casa accogliente e viva,&nbsp;<strong>dall\u2019altra accompagna i ragazzi ed i bambini nelle relazioni con l\u2019esterno<\/strong>&nbsp;(che sia il servizio sociale, la propria famiglia d\u2019origine, il gruppo di pari, la scuola, etc\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019educatore in comunit\u00e0 non pu\u00f2 fare a meno di imparare a tenere tutto il suo peso su un solo piede, quando necessario, e per fare questo deve conoscere bene il proprio baricentro, per allinearlo con l\u2019ambiente circostante e non rischiare cadute. La vita in comunit\u00e0 \u00e8 fatta di&nbsp;<strong>prassi quotidiane che alimentano relazioni vere e profonde<\/strong>, in questo modo la vita al di fuori della comunit\u00e0 non pu\u00f2 rimanere fuori; rientra nei discorsi e nelle esperienze che si vivono all\u2019interno della casa comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se sono abituata a cucinare la carbonara con mia mamma in un certo modo, ne parler\u00f2 con i ragazzi mentre preparo un pasto caldo al loro rientro da scuola e cos\u00ec sentiranno che non c\u2019\u00e8 solo la figura professionale l\u00ec con loro ma una persona con la propria storia, i propri sogni, i propri affetti: la propria vita che ha piacere di condividere con loro. Allo stesso modo, nel momento in cui c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di<strong>&nbsp;mettere in pratica gli strumenti educativi<\/strong>&nbsp;acquisiti nella propria formazione e nella propria esperienza professionale, sar\u00f2 in grado di adoperarli nel modo corretto rimanendo la stessa persona che cucina la carbonara. Ci\u00f2 che rende l\u2019educatore un bravo acrobata tra la propria vita e la propria professione \u00e8 la&nbsp;<strong>consapevolezza di come e quanto condivide di s\u00e9<\/strong>, sia con i ragazzi che con il gruppo dell\u2019equipe e di&nbsp;<strong>come porta la propria postura all\u2019interno della comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;<\/strong>Di fondamentale importanza per la salute della vita della comunit\u00e0 tutta \u00e8&nbsp;<strong>la qualit\u00e0 delle relazioni tra gli educatori<\/strong>. Come accade in una famiglia dove l\u2019armonia tra gli adulti \u00e8 l\u2019elemento che consente la costruzione di un ambiente familiare sano, non intriso di falsit\u00e0, che pu\u00f2 permettere al figlio di crescere in modo sereno e positivo.&nbsp;<strong>Sentirsi davvero una squadra compatta<\/strong>&nbsp;che punta all\u2019efficacia del risultato, a prescindere da chi poi materialmente butta la palla in rete, agire con leggerezza e franchezza nel confronto, fiduciosi della comprensione e della stima reciproca, in clima caldo e affettivo. \u00c8 per questo che<strong>&nbsp;\u00e8 facile l\u2019instaurarsi di legami profondi e caldi tra gli educatori<\/strong>, ovviamente con affinit\u00e0 elettive, che spesso permangono oltre la dimensione lavorativa. Possiamo dire che spesso i legami interni all\u2019equipe educativa sono&nbsp;<strong>specchio del clima presente nel gruppo dei ragazzi<\/strong>, che in questo come in altri casi vengono influenzati dalla postura e dalle relazioni tra gli educatori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma la comunit\u00e0 \u00e8 una casa aperta<\/strong>. Inevitabilmente come abbiamo visto. Aperta anche a chi pu\u00f2 avere il diritto di indirizzarne la vita o di porre veti. Anche per questo \u00e8 necessario c<strong>onoscere e rapportarsi al contesto in cui si opera<\/strong>&nbsp;per aiutare tutti a vivere le interferenze come protezione, come una possibilit\u00e0 in pi\u00f9. A proposito di possibilit\u00e0 in pi\u00f9 diventa fondamentale scovare quelle che gi\u00e0 sono presenti nelle relazioni che il ragazzo costruisce attorno a s\u00e9. Aiutarlo a riconoscerle, a valorizzarle. E quando serve dare, con la giusta misura, una spinta per aiutare chi c\u2019\u00e8 a mettersi in gioco. Tra queste interferenze, nel bene e a volte purtroppo anche nel male, la parte del leone la fa proprio la&nbsp;<strong>famiglia naturale<\/strong>, quando \u00e8 presente ma anche quando gioca solo un ruolo simbolico.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Vivere con due case<\/h5>\n\n\n\n<p>Il ragazzo e l\u2019educatore condividono l\u2019esperienza di \u201c<strong>vivere con due case<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo si ritrova, infatti, a lasciare una casa in cui \u201cfare pulizia\u201d, dentro di s\u00e9 o anche al di fuori, se ci torner\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 una casa in cui ha vissuto malessere; la sua vita, poi, prende nuova forma in una nuova casa, quella della comunit\u00e0, dove \u00e8 fondamentale che abbia uno spazio proprio in cui portare se stesso e costruire e ricostruire parti di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo l\u2019educatore porta la \u201cpropria casa\u201d nella comunit\u00e0 come condizione necessaria per fare in modo che il ragazzo possa fare esperienza di nuove ed inedite modalit\u00e0 di essere casa e famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, oggi, vivere con due o pi\u00f9 case \u00e8 una condizione comune a molti e sancisce anche i processi di crescita di noi come persone.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La comunit\u00e0 \u00e8 un momento di passaggio che poi porti sempre con te<\/h5>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 \u00e8, per mandato,&nbsp;<strong>un momento di passaggio<\/strong>. Il suo compito \u00e8 quello di&nbsp;<strong>proiettare verso il futuro<\/strong>. Per fare questo \u00e8 necessario che la comunit\u00e0 come casa, come ambiente di vita che abbiamo descritto sopra, rappresenti&nbsp;<strong>un ponte tra un passato di sofferenza da rielaborare ed un futuro di senso<\/strong>, fornendo strumenti essenziali per trovare il coraggio di affidarsi di nuovo, di creare legami, di sperimentare l\u2019appartenenza, per identificarsi e diventare sempre pi\u00f9 consapevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi spesso i legami e le esperienze vissuti in questa fase di vita rimangono come&nbsp;<strong>ricordo che fortifica<\/strong>, a volte come<strong>&nbsp;risorsa a cui riferirsi<\/strong>&nbsp;in qualche momento di difficolt\u00e0. Non solo, spesso c\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di ritrovarsi per ricordare le esperienze comuni e condividere quel futuro che nel tempo si \u00e8 costruito.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: epistemologia del racconto<\/h5>\n\n\n\n<p>Vi abbiamo raccontato in parole semplici e vive l\u2019esperienza delle comunit\u00e0 di Comin. Sotto questa esperienza, per\u00f2, si cela un&nbsp;<strong>pensiero pedagogico<\/strong>&nbsp;che abbiamo costruito, rivisto e rafforzato negli anni, cercando di rispondere alle domande che l\u2019incontro con ragazze e ragazzi ci presenta ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa pu\u00f2 rendere possibile il cambiamento? Cosa rende possibile la ricostruzione di legami di fiducia nel mondo degli adulti? Di cosa ha davvero bisogno un ragazzo per ricostruire la fiducia in se stesso e progettare il proprio futuro? Come si costruisce uno spazio di cura vero all\u2019interno della comunit\u00e0? In che modo gli educatori possono essere una possibilit\u00e0 di trasformazione? Che visione del lavoro educativo prende forma dal modo che ha l\u2019educatore di vivere la comunit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono solo alcune delle domande che affrontiamo e che animano\u00a0<strong>il nostro impegno nel costruire e nell\u2019alimentare un pensiero pedagogico forte<\/strong>. Tu, se vuoi, aggiungi le tue.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo abituati a pensare alla casa come ad uno spazio chiuso tra quattro mura in cui convivono persone unite da legami familiari. Ma in realt\u00e0 una casa \u00e8 soprattutto luogo di vita, di intimit\u00e0, di affetto, un rifugio che protegge. 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