{"id":2124,"date":"2022-07-17T08:09:10","date_gmt":"2022-07-17T08:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=2124"},"modified":"2022-07-06T08:09:40","modified_gmt":"2022-07-06T08:09:40","slug":"nessuna-scuola-e-unisola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2022\/07\/17\/nessuna-scuola-e-unisola\/","title":{"rendered":"Nessuna scuola \u00e8 un\u2019isola"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Service Learning \u00e8 un approccio educativo che costruisce ponti e contaminazioni tra scuola<br>e territorio per rendere gli studenti cittadini attivi del mondo. Ce ne parlano le esperte della<br>cooperativa sociale Comin.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Service Learning \u00e8 una proposta pedagogica che coniuga il service (cittadinanza attiva e<br>azioni al servizio della comunit\u00e0) e il learning (acquisizione di competenze). L\u2019obiettivo, in<br>parole povere, \u00e8 che gli allievi siano concepiti anzitutto come cittadini e sviluppino<br>conoscenze e competenze all\u2019interno di un circolo virtuoso tra territorio e scuola. In<br>quest\u2019ottica l\u2019apprendimento si configura come investimento dello studente\/cittadino e<br>risorsa per la comunit\u00e0. Di seguito proviamo ad approfondire meglio questo approccio e i<br>suoi possibili impatti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Service Learning: una cornice teorica<\/strong><br>Il Service Learning \u00e8 contaminazione continua e ciclica tra saperi formali e conoscenze<br>pratiche, tra dentro e fuori, tra quello che succede a scuola e tutti gli altri ambiti di vita,<br>mettendo in comunicazione famiglie, enti locali, mondo produttivo, Terzo Settore e<br>volontariato. Il termine viene coniato negli USA a met\u00e0 degli anni \u201860 da Robert Sigmon e<br>William Ramsey e ha come base teorica di riferimento le riflessioni di John Dewey e Paulo<br>Freire e, in Italia, si riallaccia alle idee di Don Lorenzo Milani.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orientamento legislativo degli ultimi anni (legge 107\/2015) tende a promuovere sempre<br>pi\u00f9 apprendimenti trasversali alle aree disciplinari. In Italia possiamo osservarne alcune<br>declinazioni nell\u2019educazione civica e nell\u2019alternanza scuola-lavoro con i Percorsi per le<br>competenze trasversali l\u2019orientamento (PCTO). La prima coinvolge tutti i gradi di istruzione<br>scolastica e ha come obiettivo la formazione di cittadini responsabili. Il PCTO integra invece<br>lavoro, formazione e istruzione, insegnamento teorico in classe ed esperienza lavorativa<br>concreta.<br>Il cuore del Service Learning \u00e8 il patto educativo di comunit\u00e0: accordo tra enti locali,<br>istituzioni pubbliche e private, realt\u00e0 del terzo settore e scuole. Questi attori cooperano nella<br>realizzazione di progetti didattici e pedagogici strettamente legati alla specificit\u00e0<br>territoriale.<br>Come si procede nella pratica? La premessa fondamentale \u00e8 che gli studenti siano parte<br>attiva in ogni fase del processo. Individuato un contesto e i relativi bisogni, l\u2019educatore, in<br>collaborazione con scuola e soggetti territoriali, pianifica modi e tempi del progetto per<br>attivare potenzialit\u00e0 e apprendimento. In seguito all\u2019attuazione di percorsi di formazione sul<br>campo, si esplicitano i risultati concreti, gli effetti sulla comunit\u00e0 e sui processi di<br>apprendimento; si restituiscono i feedback agli attori coinvolti. Il progetto prevede una<br>collaborazione continuativa di due-tre anni affinch\u00e9 si evidenzino risultati apprezzabili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si pu\u00f2 realizzare<\/strong><br>In un territorio possono essere presenti diverse iniziative laboratoriali di educazione<br>all\u2019affettivit\u00e0, laboratori di orticoltura, educazione stradale e primo soccorso che sono<br>generalmente svolte da professionisti esterni, volontari di associazioni o genitori ingaggiati<br>dalla scuola. Queste sono funzionali allo sviluppo di competenze di bambini e ragazzi, ma<br>non utilizzano l\u2019approccio del Service Learning: la presenza di educatori, la riflessione sugli<br>obiettivi e le possibili competenze acquisite sono infatti condizioni necessarie ma non<br>sufficienti per il Service Learning.<br>Perch\u00e9 sia definito tale, il Service Learning deve seguire la metodologia individuata,<br>rispettare i tempi, e coinvolgere tutti gli attori in un\u2019ottica di effettivo cambiamento. La<br>figura educativa nel Service Learning diventa colui che conduce fuori, intendendo in questo<br>caso un fuori non solo metaforico ma fisico, reale: il mondo. L\u2019educatore che opera<br>nell\u2019istituzione scolastica diventa punto di riferimento per la coprogettazione di interventi<br>sul singolo o sul gruppo, per mandato di enti o agenzie pubbliche o private.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso sono innumerevoli gli ambiti e le metodologie di azione, nonch\u00e9 gli scopi,<br>purch\u00e9 abbiano come centralit\u00e0 la valorizzazione dell\u2019esperienza. Gli interventi comportano<br>un investimento in termini monetari, con ritorni non immediatamente fruibili dalla societ\u00e0 e<br>che necessitano di pazienza e prospettive a lungo termine. Questa \u00e8 la ragione per cui gli<br>interventi educativi sono una spesa nei bilanci che deve essere sempre ben motivata e<br>giustificata con progetti di valore, anche contemplando una possibile partecipazione<br>economica degli attori coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione del lavoro con gli studenti<\/strong><br>In tale quadro, il Service Learning consente agli studenti di essere protagonisti nel processo<br>di apprendimento e non pi\u00f9 ricettori passivi dei saperi. Inoltre, permette di sperimentarsi<br>come cittadini attivi in grado di portare un contributo concreto e produrre un cambiamento<br>sulla realt\u00e0 che vivono. Infine, valorizza competenze pratiche e relazionali che, all\u2019interno<br>della scuola tradizionale, sono spesso trascurate a vantaggio dell\u2019apprendimento<br>nozionistico.<br>Gli apprendimenti sono legati alla risoluzione o riflessione su problemi reali e prevedono lo<br>sviluppo di competenze didattiche, sociali ed emotive, oltre all\u2019interiorizzazione di valori<br>importanti quali la cura per l\u2019ambiente, l\u2019uguaglianza, la giustizia, la legalit\u00e0. Questo processo<br>permette di promuovere consapevolezza di s\u00e9 (ragazze e ragazzi sono coinvolti in<br>un\u2019esperienza impegnativa), autogestione e iter decisionali responsabili (si \u00e8 in gioco in prima<br>persona), abilit\u00e0 relazionali e consapevolezza sociale (si coinvolgono molteplici attori).<br>Nel lavoro con gli studenti sar\u00e0 fondamentale la costruzione di un clima collaborativo in cui<br>l\u2019unicit\u00e0 e il valore di ognuno sia rispettato, dimensione che l\u2019intervento educativo pu\u00f2<br>significativamente favorire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione della collaborazione tra scuola e famiglia<\/strong><br>Gli attori della scuola non sono solo coloro che la abitano ma anche chi vi partecipa<br>indirettamente: le famiglie degli studenti, vincolo e risorsa. In un progetto di Service Learning<br>la famiglia \u00e8 sia destinataria dell\u2019intervento sia possibile attrice nella realizzazione dello<br>stesso.<br>Il coinvolgimento delle famiglie prevede la comunicazione del progetto, la condivisione di<br>metodologie ed obiettivi e, a progetto concluso, di risultati e cambiamenti avvenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019educatore anche in questa fase ha il compito di mediare la relazione tra due istituzioni che<br>spesso faticano a dialogare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Esperienze concrete e ipotesi di realizzazione<\/strong><br>Quindi, nella pratica, cosa si pu\u00f2 fare? Di seguito proponiamo una esperienza progettuale<br>realizzata dalla coopertiva Comin per sviluppare il Service Learning e un possibile ambito in<br>cui tale approccio potrebbe portare benefici.<br><strong>L\u2019orto<\/strong><br>Attualmente nelle scuole di Rho \u00e8 attivo un laboratorio di orticultura che prevede il<br>coinvolgimento di qualche nonno o nonna, come portatore di saper fare. La presenza degli<br>educatori e degli insegnanti di sostegno permette di individuare gli alunni che sono<br>maggiormente interessati all\u2019attivit\u00e0 o possono coglierne maggiori i benefici.<br>Se rileggiamo questo progetto all\u2019interno del Service Learning, l\u2019educatore riesce ad<br>intercettare il bisogno della scuola e ad individuare nel territorio realt\u00e0 che possono essere<br>interessate a portare le proprie conoscenze all\u2019interno dell\u2019istituzione scolastica. O meglio,<br>l\u2019educatore diventa cassa di risonanza di bisogni del territorio stesso, cos\u00ec come delle sue<br>molteplici potenzialit\u00e0.<br>In quest\u2019ottica tutti gli studenti sono coinvolti, e la proposta delle attivit\u00e0 \u00e8 fatta da attori<br>portatori di competenze pratiche, integrate da quelle delle famiglie. Sono inoltre coinvolti gli<br>insegnanti che possono sfruttare il contesto esterno per lo sviluppo di competenze<br>trasversali. Il territorio pu\u00f2 rivestire un duplice ruolo: non solo punto di partenza, ma anche<br>destinatario del progetto, beneficiando delle competenze acquisite dagli studenti. In ultimo,<br>i prodotti dell\u2019orto potrebbero essere rivenduti coinvolgendo altre realt\u00e0. I benefici<br>dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019orto possono venire analizzati non solo in termini di competenze, ma anche<br>di aumento di autostima, benessere all\u2019interno della scuola, aumento della<br>concentrazione.<br><strong>Percorsi per le competenze trasversali<\/strong><br>L\u2019alternanza scuola-lavoro, fino a poco tempo fa conosciuta come stage, non \u00e8 mai stata<br>sviluppata nella sua complessit\u00e0. Attualmente, con un monte ore variabile, il PCTO \u00e8<br>incarico di docenti appositamente scelti che individuano le realt\u00e0 lavorative dove \u00e8 possibile<br>collocare gli studenti in obbligo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di esperienze eterogenee all\u2019interno del territorio nazionale, che presentano<br>molteplici difficolt\u00e0: questioni assicurative, difficolt\u00e0 nella stipulazione di un adeguato patto<br>formativo, difficolt\u00e0 nel valorizzare l\u2019esperienza educativa dell\u2019alunno. Cosa potrebbe offrire<br>in pi\u00f9 l\u2019ingaggio di un educatore professionale nella gestione del PCTO? Perch\u00e9 l\u2019ente<br>dovrebbe investire risorse economiche in un compito che ha gi\u00e0 delegato al docente<br>incaricato utilizzando le risorse in campo?<br>In un\u2019ottica di Service Learning, l\u2019incarico verrebbe affidato ad un educatore professionale o<br>ad un\u2019equipe educativa con un monte ore dedicato allo sviluppo dei PCTO. L\u2019investimento<br>di risorse permetterebbe una maggiore possibilit\u00e0 di definire un piano di intervento, le cui<br>tappe potrebbero essere cos\u00ec pensate.<br>Colloqui conoscitivi con il consiglio di classe per una presentazione del singolo e del<br>gruppo.<br>Illustrazione del progetto di PCTO, in affiancamento al docente, alla classe ed<br>eventualmente alle famiglie. Durante questi colloqui l\u2019educatore, a differenza del<br>docente attualmente incaricato, ha requisiti aggiuntivi per ascoltare i bisogni e gli<br>obiettivi dei ragazzi, ottenendo profili maggiormente dettagliati, con risorse e criticit\u00e0.<br>Individuazione, in collaborazione con il docente di indirizzo, delle realt\u00e0 interessate e<br>disponibili a mettersi in gioco in una accoglienza educativa e formativa. Gli obiettivi del<br>percorso lavorativo non sarebbero pi\u00f9 solo di natura professionale ma avrebbero anche<br>un taglio educativo, integrando i bisogni del ragazzo e gli obiettivi personalizzati da lui<br>raggiungibili. Durante il PCTO, l\u2019educatore di riferimento, il referente aziendale dello<br>stage e il docente di materia curricolare svolgono riunioni di rete per accogliere criticit\u00e0<br>ed eventualmente ricollocare l\u2019alunno in un contesto lavorativo o di mansione<br>differente. In questo processo \u00e8 fondamentale garantire la possibilit\u00e0 di<br>riposizionamento: dove l\u2019ostacolo e la fatica diventano opportunit\u00e0 di evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Educatori: ponti tra scuola e territorio<\/strong><br>Le scuole, come abbiamo detto, non sono n\u00e9 isole n\u00e9 castelli circondati da fossati pieni di<br>coccodrilli. Sono realt\u00e0 definite, in relazione con il territorio in cui si collocano.<br>Nella nostra esperienza di educatrici nelle scuole percepiamo il bisogno di ripensare al<br>nostro ruolo e di sfruttare le nostre capacit\u00e0 di stare sul confine: siamo figure \u201cstrane\u201d per<br>l\u2019istituzione scuola, non ne facciamo del tutto parte ma la viviamo quotidianamente e la<br>contaminiamo con i nostri saperi e i nostri modi di fare educazione. Conosciamo realt\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>esterne alla scuola, che possono essere attraversate dagli stessi alunni: i parchi, le strade, i<br>centri di aggregazione; oppure completamente sconosciute, distaccate e distanti: il comune,<br>le biblioteche, le associazioni pi\u00f9 di nicchia.<br>Possiamo quindi essere ponti levatoi, vie di comunicazione e, in questo, il Service Learning<br>diventa strumento fondamentale del nostro lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Service Learning \u00e8 un approccio educativo che costruisce ponti e contaminazioni tra scuolae territorio per rendere gli studenti cittadini attivi del mondo. Ce ne parlano le esperte dellacooperativa sociale Comin. Il Service Learning \u00e8 una proposta pedagogica che coniuga il service (cittadinanza attiva eazioni al servizio della comunit\u00e0) e il learning (acquisizione di competenze).&hellip;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"read-more-wrapper\"><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2022\/07\/17\/nessuna-scuola-e-unisola\/\" class=\"button button-secondary\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto \u00bb<span class=\"screen-reader-text\">Nessuna scuola \u00e8 un\u2019isola<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[141],"tags":[],"class_list":["post-2124","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sessione-pedagogica"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2124"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2124\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}