{"id":1647,"date":"2021-07-30T14:02:33","date_gmt":"2021-07-30T14:02:33","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=1647"},"modified":"2021-12-09T14:35:18","modified_gmt":"2021-12-09T14:35:18","slug":"nuovo-assetto-organizzativo-dopo-lampliamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/30\/nuovo-assetto-organizzativo-dopo-lampliamento\/","title":{"rendered":"Nuovo assetto organizzativo dopo l&#8217;ampliamento"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 1985, come abbiamo visto, la nostra cooperativa avvi\u00f2, tramite convenzione con il Comune di Milano, il servizio sperimentale di Assistenza Domiciliare per i minori, e dopo i primi due anni di avvio e consolidamento del nuovo servizio, si decise di mantenere all&#8217;interno della stessa cooperativa anche il nuovo servizio considerandolo come parte integrante di un unico omogeneo progetto d&#8217;intervento territoriale a favore di minori. Questa decisione ebbe come naturale conseguenza un ampliamento di compiti organizzativo-gestionali e quindi decisionali della Comin.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;affrontare tali compiti si cerc<em>\u00f2 <\/em>di mantenere il metodo decisionale assembleare, caratteristico della Comin. Ci\u00f2 sotto due aspetti: da una parte attraverso la progressiva assunzione di responsabilit\u00e0 da parte degli operatori del nuovo servizio fino a diventare soci della cooperativa e dall&#8217;altra prevedendo tra i soci, che data la mole d&#8217;intervento assunta dalla cooperativa non potevano seguire direttamente la gestione di ogni iniziativa, una delega di responsabilit\u00e0 di tipo ori<em>z<\/em>zontale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne scatur\u00ec il modello organizzativo decisionale approntato nella giornata seminariale del novembre 1987<a href=\"#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Tale modello prevede i seguenti ambiti decisionali e organizzativi: l&#8217;Assemblea Generale dei soci e le Assemblee di Settore (con alcuni sottogruppi operativi) come ambiti decisionali, pi\u00f9 il gruppo di coordinamento e la commissione economica con funzioni tecnico-organizzative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Assemblea generale dei soci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l&#8217;organo decisionale della cooperativa ed ha la responsabilit\u00e0 complessiva degli interventi della Comin. Le sue competenze sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>elaborare le linee generali dei servizi e degli interventi socio-politici e culturali che saranno poi concretizzate e attuate dai settori (a questo riguardo le modifiche sostanziali nell&#8217;impostazione dei servizi o degli interventi proposti nei settori devono essere approvate dall&#8217;Assemblea dei soci);<\/li><li>approvare il preventivo ed il consuntivo della gestione economica e finanzia\u00a0ria dei settori e della cooperativa nel suo insieme, definendo la linea gestionale dei problemi economici e finanziari della cooperativa;\u00a0<\/li><li>approvare eventuali nuove iniziative definendone le linee generali;\u00a0<\/li><li>gestire complessivamente il rapporto contrattuale e politico con gli enti locali.\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Le assemblee di settore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le assemblee di settore, che sono composte dagli operatori del settore (siano essi soci o no) e dai soci che ne vogliano far parte, hanno il compito di gestire le attivit\u00e0 dei settori d&#8217;intervento:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Settore comunit\u00e0 (gestione dei servizi di comunit\u00e0 alloggio);\u00a0<\/li><li>Settore ADM (gestione del servizio di assistenza domiciliare per i minori e le\u00a0loro famiglie);\u00a0<\/li><li>III\u00b0 Settore (costituito nel 1988 con lo scopo di organizzare l&#8217;intervento socio\u00a0politico culturale esterno e in seguito anche di coordinare la riflessione interna);\u00a0<\/li><li>Settore Prevenzione (costituito nel 1991 per gestire le attivit\u00e0 del Centro di\u00a0Prevenzione al disagio minorile e del Centro Vacanze).\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Le competenze delle assemblee di Settore sono:&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>tradurre in obiettivi specifici le linee di intervento generali decise dall&#8217;assemblea dei soci;\u00a0<\/li><li>proporre all&#8217;assemblea dei soci il bilancio preventivo e consultivo della gestione economica del Settore;<\/li><li>assumere le decisioni legate alla gestione del Settore;\u00a0<\/li><li>dotarsi dei necessari strumenti per rendere operative le decisioni.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ogni Settore a questo riguardo si \u00e8 dato un&#8217;organizzazione adeguata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>SETTORE COMUNITA&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;organizzazione del Settore comunit\u00e0 seguir\u00e0 in generale il modello di funziona mento gi\u00e0 esposto, fatta eccezione per l&#8217;\u00e9quipe allargata che riceve un ampliamento delle proprie funzioni attraverso la delega per la gestione complessiva di ogni specifica comunit\u00e0<a href=\"#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;\u00e9quipe allargata<\/strong>, di cui fanno parte gli educatori della comunit\u00e0 pi\u00f9 un gruppo di soci (4-5 per ogni comunit\u00e0), inserita in maniera particolare nei problemi e nella vita della comunit\u00e0, diventa cos\u00ec l&#8217;ambito decisionale della comunit\u00e0 stessa per quanto riguarda:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>l&#8217;impiego delle risorse umane (educatori e soci esterni) nella gestione della\u00a0<\/li><li>vita della comunit\u00e0, salvaguardando il modello comunitario delineato dal\u00a0Settore e garantendo la continuit\u00e0;<\/li><li>l&#8217;elaborazione delle strategie per l&#8217;attuazione del progetto globale (definito in\u00a0Assemblea di Settore) su ogni singolo minore;<\/li><li>la scelta dell&#8217;impostazione della supervisione; .<\/li><li>la gestione delle problematiche relazionali quando incidono negativamente\u00a0sulla vita della comunit\u00e0.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La gestione di questi compiti da parte dell&#8217;Equ.Al, considerata come rete di aiuto e non come organo di controllo, presuppone l&#8217;effettivo coinvolgimento da parte dei soci non-educatori nella vita e nei problemi della comunit\u00e0. Riguardo alla cadenza delle riunioni, si ipotizza la necessit\u00e0 di due incontri mensili, lasciando libert\u00e0 ad ogni \u00e9quipe nel fissare gli orari e i metodi di gestione delle riunioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente la conduzione della comunit\u00e0, secondo le decisioni dell&#8217;Equ.Al., spetta autonomamente <strong>all&#8217;\u00e9<\/strong><strong>quipe degli educatori<\/strong>, composta da tre educatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane inoltre ancora in funzione il <strong>Gruppo Educatori<\/strong>, composto dagli educatori delle tre comunit\u00e0, che si riunisce a cadenza settimanale e, come abbiamo visto, si pone principalmente obbiettivi di formazione permanente e di elaborazione specifica.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione si pu\u00f2 aggiungere che <strong>l&#8217;Assemblea di Settore<\/strong> <strong>comun <\/strong>, oltre ai punti generali sopra esposti, rimane ancora competente in specifico anche riguardo alle ammissioni e dimissioni dei casi, come pure alla definizione del progetto globale di ogni minore, per i quali punti decide sulla base delle proposte formulate dalla specifica \u00e9quipe allargata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>SETTORE ADM<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;assemblea di Settore ADM, competente per l&#8217;attuazione del servizio di assistenza domiciliare, nell&#8217;attuare i suoi compiti si \u00e8 data i seguenti sottogruppi operativi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 il <strong>gruppo accettazione casi, <\/strong>composto dal coordinatore e da tre operatori, ha&nbsp;il compito di ricevere la richiesta dei servizi per l&#8217;apertura di nuovi interventi e, una volta assunto il caso, propone l&#8217;abbinamento educatore-minore, seguendo le singole disponibilit\u00e0 e i criteri preventivamente decisi dal Settore. Tale gruppo ha inoltre il mandato di selezionare, sempre&nbsp;sulla base di criteri elaborati dall&#8217;Assemblea di Settore, i nuovi operatori.<\/p>\n\n\n\n<p>In caso di censura nei confronti dell&#8217;operato di un educatore nello svolgersi delle sue funzioni professionali, il gruppo propone una prima elaborazione del problema, in collegamento col presidente. Il gruppo \u00e8 decisionale e i suoi membri sono a rotazione per un anno tranne il coordinatore;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 <strong>il piccolo gruppo, <\/strong>composto dal coordinatore e da 4\/5 operatori, \u00e8 l&#8217;ambito in&nbsp;cui avviene il confronto sulla gestione dei singoli casi, attraverso l&#8217;esposi zione delle situazioni specifiche, la focalizzazione dei nodi problematici, la verifica e riprogettazione dell&#8217;intervento educativo. La cadenza delle riunioni di ogni piccolo gruppo \u00e8 di 2\/3 volte al mese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 <strong>il gruppo educatori <\/strong>\u00e8 considerato un momento di formazione permanente e&nbsp;ambito dell&#8217;elaborazione degli operatori e si riunisce ogni 15 giorni;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 per organizzare il lavoro del Settore \u00e8 necessaria la presenza di un operatore&nbsp;con sole funzioni <strong>di coordinatore <\/strong>i cui compiti principali sono il collega mento con i servizi sociali di zona e con il Servizio Sociale ADM, il coordinamento dei sottogruppi operativi e la gestione amministrativa del servizio<strong>.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>TERZO SETTORE<\/p>\n\n\n\n<p>Le competenze del Terzo Settore, che \u00e8 stato costituito nel 1988<a href=\"#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a> con lo scopo di coordinare gli interventi della Comin verso l&#8217;esterno circa la tematica complessiva del disagio minorile, riguardano:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il rapporto con il territorio di appartenenza del servizio;\u00a0<\/li><li>l&#8217;elaborazione, a partire dal patrimonio esperienziale, al fine di promuovere la\u00a0sensibilizzazione delle istituzioni e<em>\/<\/em>o della popolazione;<\/li><li>il coordinamento con altre esperienze al fine di gestire assieme alcuni interventi e di attuare un confronto sugli aspetti etici e professionali del nostro\u00a0intervento<strong>.<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>In un secondo tempo \u00e8 stato ampliato il mandato al Settore che \u00e8 diventato anche punto di riferimento per gli altri settori e per l&#8217;Assemblea Generale rispetto alla riflessione interna della cooperativa.<a href=\"#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente il Terzo Settore aveva fissato unicamente nell&#8217;Assemblea di Settore l&#8217;ambito di confronto e di decisione e lasciava l&#8217;attuazione degli interventi ai soci che se ne assumevano il compito.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1991 \u00e8 iniziata per\u00f2 una revisione organizzativa del Settore<a href=\"#sdfootnote5sym\"><sup>5<\/sup><\/a>. Avendo infatti constatato come l&#8217;organizzazione del Settore, impostata su di un unico incontro assembleare mensile, non garantisse un reale confronto sui molti e diversi interventi attuati dalla cooperativa e un&#8217;effettiva progettazione comune degli stessi, si \u00e8 proposta la costituzione di sottogruppi di lavoro che siano responsabili della definizione puntuale e della attuazione operativa dei diversi interventi, secondo le linee espresse nell&#8217;Assemblea di Settore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>SETTORE PREVENZIONE<\/p>\n\n\n\n<p>Il Settore, costituitosi nel 1991, ha il mandato della gestione del centro di prevenzione al disagio minorile e delle iniziative del centro vacanze. La sua organizzazionedecisionale prevede come unico momento l&#8217;Assemblea di Settore (oltre ovviamenteall&#8217;\u00e9quipe degli operatori incaricati della gestione degli interventi).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il &#8220;gruppo di coordinamento&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 visto al gruppo di coordinamento sono state attribuite solo funzioni tecnico-organizzative allo scopo di raccogliere i problemi presenti nei diversi settori ed organizzare la decisionalit\u00e0 interna fissando le date e gli o.d.g. delle assemblee generale e di settore e curando che gli argomenti trattati siano adeguata mente presentati (&#8220;possibilmente&#8221; con relazioni scritte da distribuire in tempo prima&nbsp;delle riunioni) in modo da favorire la collegialit\u00e0 decisionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue competenze sono quindi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>assicurare il coordinamento ed il collegamento tra i settori e l&#8217;Assemblea dei\u00a0soci;<\/li><li>preparare le assemblee dei soci e di settore;<\/li><li>controllare la coerenza tra le finalit\u00e0 generali decise dall&#8217;Assemblea dei soci e\u00a0<\/li><li>decisioni operative adottate nei settori;<\/li><li>verificare che le decisioni siano deliberate nel contesto previsto dal modello\u00a0organizzativo<strong>;<\/strong><\/li><li>verificare che le decisioni prese siano attuate.\u00a0<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Fanno parte del gruppo di coordinamento:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il presidente;<\/li><li>quattro membri designati rispettivamente da ciascuno dei 4 settori;\u00a0<\/li><li>un membro della commissione economica.\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>La commissione economica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scopo fondamentale della commissione economica \u00e8 ancora quello di affrontare le problematiche economico-finanziarie della cooperativa al fine di presentare ai soci un quadro chiaro della situazione al riguardo, prospettando anche le diverse possibilit\u00e0 di soluzione a fronte dei problemi economico-finanziari emergenti, in modo da rendere possibile una efficace e competente decisionalit\u00e0 delle Assemblee generale e di settore.<\/p>\n\n\n\n<p>La commissione economica ha inoltre il mandato di controllare l&#8217;andamento economico dei settori per verificarne la confacenza al bilancio preventivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la gestione di spese straordinarie, la commissione economica ha un&#8217;autonomia fino ad un massimo del 10% del totale del singolo costo preventivo. Fanno parte della commissione economica:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il presidente;<\/li><li>un socio\/operatore ADM;\u00a0<\/li><li>un socio<em>\/<\/em>operatore C.A.;<\/li><li>un socio<em>\/<\/em>operatore C.P.;<\/li><li>almeno due soci esperti in amministrazione<strong>.\u00a0<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Il ruolo del presidente&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante, al termine dell&#8217;esposizione del nostro modello decisionale, delineare il ruolo riconosciuto al presidente della cooperativa, al fine di completare il quadro organizzativo decisionale della Comin.<\/p>\n\n\n\n<p>La figura del presidente ha sempre avuto un ruolo formale di responsabile giuridico verso l&#8217;esterno, senza per questo che le venisse riconosciuta un&#8217;importanza particolare nell&#8217;iter decisionale della cooperativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche con l&#8217;ampliarsi delle attivit\u00e0 della nostra cooperativa si \u00e8 cercato, come abbiamo gi\u00e0 detto, di mantenere una decisionalit\u00e0 di tipo orizzontale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo motivo che <strong>non si \u00e8 mai deciso di istituire un reale consiglio di amministrazione<\/strong>, ma di riconfermare la corresponsabilit\u00e0 di tutti i soci attraverso una delega reciproca di responsabilit\u00e0 nei diversi settori d&#8217;intervento, secondo le linee generali d&#8217;intervento fissate dall&#8217;assemblea dei soci.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad integrazione di quanto detto \u00e8 bene puntualizzare che in questa situazione viene riconosciuta al presidente una sorta di responsabilit\u00e0 decisionale nella gestione delle urgenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mandato per\u00f2 \u00e8 quello di individuare le modalit\u00e0 decisionali compatibili con l&#8217;emergenza pi\u00f9 prossime alla normale prassi decisionale della cooperativa.&nbsp;Si pu\u00f2 quindi affermare che il mandato conferito al presidente, oltre a quello di rap presentante formale, \u00e8 quello di essere <strong>garante della democraticit\u00e0 interna<\/strong>, in modo particolare nella gestione delle emergenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi doc 24, 25 e 26<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi doc 41<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi doc 29<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi doc 37<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi doc 44<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1985, come abbiamo visto, la nostra cooperativa avvi\u00f2, tramite convenzione con il Comune di Milano, il servizio sperimentale di Assistenza Domiciliare per i minori, e dopo i primi due anni di avvio e consolidamento del nuovo servizio, si decise di mantenere all&#8217;interno della stessa cooperativa anche il nuovo servizio considerandolo come parte integrante di&hellip;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"read-more-wrapper\"><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/30\/nuovo-assetto-organizzativo-dopo-lampliamento\/\" class=\"button button-secondary\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto \u00bb<span class=\"screen-reader-text\">Nuovo assetto organizzativo dopo 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