{"id":1578,"date":"2021-11-26T14:33:20","date_gmt":"2021-11-26T14:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=1578"},"modified":"2025-06-25T13:03:58","modified_gmt":"2025-06-25T13:03:58","slug":"il-centro-vacanze-estive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/11\/26\/il-centro-vacanze-estive\/","title":{"rendered":"Il centro vacanze estive"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><u>Le premesse&nbsp;<\/u><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le colonie tradizionali evocano spesso ricordi negativi ed angosciosi, in quanto sono per lo pi\u00f9 strutture elefantiache con scarsa o nulla flessibilit\u00e0 organizzativa e sono centrate sugli obiettivi di mantenimento dell&#8217;istituzione pi\u00f9 che sulla soddisfazione del bisogno dei ragazzi. Esistono, oltre alle colonie fondate sull&#8217;ordine e la disciplina, quelle legate ai modelli tradizionali di turismo e quindi incentrate sulla passivit\u00e0 e sul consumismo; sono questi ultimi luoghi dove ci si &#8220;deve divertire&#8221; con attivit\u00e0 super strutturate e spesso omologanti, sicuramente programmate senza tener conto dei bisogni del bambino o del raga<em>zz<\/em>o. A fronte di questo desolante panorama esistono una minoranza di proposte valide in cui si tenta un approccio educativo ed organizzativo nuovo, basato sull&#8217;autonomia, ed un utilizzo del tempo libero che permetta la scoperta e l&#8217;espressione delle potenzialit\u00e0 individuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>I presuppost<\/u><\/strong><strong>i&nbsp;<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vacanza residenziale \u00e8 stata organizzata sulla base di presupposti ben definiti:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1) il coinvolgimento degli educatori in tutte le fasi di progettazione e verifica&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dell&#8217;esperienza. Il lavoro educativo non pu\u00f2, per definizione, essere esecutivo, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro di relazione e di progetto che si inventa e si crea in modo sempre diverso ed originale a seconda degli attori coinvolti e del contesto, tramite un&#8217;attenta analisi dei bisogni e delle risorse dei minori e&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>degli educatori coinvolti;<\/p>\n\n\n\n<p>2) la flessibilit\u00e0 del modello organizzativo in funzione degli obiettivi e dei bisogni emergenti. Un progetto educativo deve porsi in un contesto organizzativo dotato di una estrema flessibilit\u00e0: deve prevalere un sistema di regole il pi\u00f9 possibile concordato e partecipativo, capace di cambiare ed evolvere&nbsp;nel corso dell&#8217;esperienza;<\/p>\n\n\n\n<p>3) la realizzazione di esperienze in cui venga posto l&#8217;accento sul valore della vita&nbsp;comunitaria attraverso l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 anche da parte dei minori coinvolti. Col termine &#8220;responsabilit\u00e0&#8221; si intende la presa in carico di ogni bambino come di ogni adulto coinvolto nell&#8217;esperienza, del maggior numero di aspetti che riguardano la vita nella comunit\u00e0 (oggetti, strutture,&nbsp;attivit\u00e0, persone);<\/p>\n\n\n\n<p>4) il collegamento con il territorio in cui l&#8217;esperienza si situa. Spesso i luoghi di&nbsp;vacanza sono delle isole, pi\u00f9 o meno felici, alienante del contesto territoriale e culturale in cui sono inserite;<\/p>\n\n\n\n<p>5) un&#8217;elevata professionalit\u00e0 degli educatori preposti a condurre l&#8217;esperienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L&#8217;esperienza vacanze COMIN 1990<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base delle finalit\u00e0 qui descritte la Comin ha progettato per l&#8217;estate 1990, in via sperimentale, una prima vacanza con questi due principali obiettivi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1) offrire ai minori la possibilit\u00e0 di sperimentare un contesto di vita collettiva,&nbsp;con la presenza di adulti, caratterizzata da situazioni ed attivit\u00e0 stimolanti ed educative diverse da quelle abituali, in quanto si pone un&#8217;estrema attenzione alla dimensione dei rapporti interpersonali, all&#8217;autonomia ed alla responsabilit\u00e0;<\/p>\n\n\n\n<p>2) offrire ai Servizi Sociali la possibilit\u00e0 di effettuare, tramite gli educatori responsabili dell&#8217;esperienza, un&#8217;osservazione mirata dei singoli minori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vacanza si \u00e8 svolta dall&#8217;8 al 19 luglio 1990 in localit\u00e0 Chamoix <em>(<\/em>Valle d&#8217;Aosta) in una casa di vacanze di montagna (Avor\u00e8). Il gruppo era composto da 9 minori di ambo i sessi, da 3 educatori Comin (Silvia Oliveri, Valeria Cohen, Silvia Saragozza) e da un obiettore di coscienza distaccato presso la nostra cooperativa. Dei 9 ragazzi, 4 erano utenti del servizio ADM della Comin, uno era inviato dal PROGETTO GIOVANI del Comune di Milano, per i 4 restanti erano in preparazione progetti educativi da parte dei Servizi Sociali competenti. L&#8217;et\u00e0 dei minori era compresa tra gli 8 e i 14 anni, con una maggior presenza <em>(<\/em>7 su 9) di preadolescenti; questa eterogeneit\u00e0 non ha tuttavia creato difficolt\u00e0 e si \u00e8 talvolta mostrata un fattore di stimolo. L&#8217;alto rapporto educator<em>i\/<\/em>minori (1 a 3, senza considerare l&#8217;utile apporto dell&#8217;obiettore di coscienza) era motivato oltre che dai presupposti caratteristici di questo tipo di vacanza, anche dalla volont\u00e0 di instaurare rapporti approfonditi e significativi con i minori, tutti provenienti da situazioni familiari problematiche, povere di stimoli e carenti dal punto di vista educativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Valutazione dell&#8217;esperienza<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;analisi consuntiva dell&#8217;esperienza in relazione ai due obiettivi del progetto pu\u00f2 essere riassunta nei punti seguenti:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1) il vissuto dei ragazzi rispetto alla vacanza, viene riportato, da loro stessi e da&nbsp;altri a loro vicini, come sostanzialmente positivo. Sembra infatti che i ragazzi abbiano recepito questa vacanza come &#8220;diversa&#8221; dalle solite esperienze di colonia, come testimoniano anche alcuni loro scritti raccolti nel giornalone della vacanza, e che siano riusciti in modo abbastanza soddisfacente ad instaurare relazioni autentiche sia con i coetanei che con gli adulti e che abbiano sperimentato nuove modalit\u00e0 di impiegare il loro tempo libero e le loro risorse. Per alcuni di loro tutto ci\u00f2 ha significato la scoperta di attitudini e potenzialit\u00e0 rimaste fino a quel momento latenti e sconosciute a loro&nbsp;stessi,<\/p>\n\n\n\n<p>2) i Servizi Sociali e gli educatori che gi\u00e0 seguivano alcuni dei ragazzi hanno&nbsp;avuto, grazie alla compilazione delle griglie di osservazione, l&#8217;opportunit\u00e0 di rilevare diversi aspetti, sia negativi che positivi, della personalit\u00e0 dei&nbsp;minori, non cos\u00ec evidenti o del tutto nascosti nella quotidianit\u00e0 della loro&nbsp;vita milanese.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base di questa prima esperienza la cooperativa ha deciso di ripetere l&#8217;iniziativa anche per l&#8217;estate del 1991 e si \u00e8 quindi ricostituito un altro &#8220;gruppo vacanze&#8221; che ha continuato a lavorare ed a riflettere sui punti emersi come problematici, ed ha approfondito le questioni rimaste in sospeso. Alcuni di questi punti erano:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la durata della vacanza (da parte dei Servizi Sociali c&#8217;\u00e8 stata la richiesta di un&nbsp;periodo pi\u00f9 lungo);&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la modalit\u00e0 di proposta delle attivit\u00e0, che nella prima esperienza sembrava&nbsp;troppo rigida;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 e la proposta di un tema unico su cui incentrarle&nbsp;tutte;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la possibilit\u00e0 di organizzare una vacanza completamente autogestita;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la definizione del numero e dei turni degli educatori che comprendessero anche dei giorni di riposo;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la revisione delle schede di osservazione confrontandole con quelle delle&nbsp;Comunit\u00e0 appena elaborate.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena si \u00e8 concluso il lavoro di revisione in ordine a questi punti, il gruppo ha cominciato a ricercare il luogo della vacanza per l&#8217;estate 1991 e si sono raccolte le disponibilit\u00e0 degli educatori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L&#8217;esperienza vacanze COMIN 1991<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Caratteristica principale di questa seconda esperienza \u00e8 stata la scelta dell&#8217;autogestione con lo scopo di raggiungere le seguenti finalit\u00e0:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1) sviluppo dell&#8217;autonomia intesa come capacit\u00e0 di organizzare s\u00e9 stessi nella&nbsp;quotidianit\u00e0 e in relazione agli altri;<\/p>\n\n\n\n<p>2) responsabilizzazione intesa come capacit\u00e0 di condivisione delle scelte organizzative, di assunzione di ruoli e degli impegni che questi comportano;<\/p>\n\n\n\n<p>3) collaborazione intesa come partecipazione attiva a tutti i momenti collettivi;<\/p>\n\n\n\n<p>4) scoperta e valorizzazione delle risorse individuali attraverso il vissuto quotidiano e attivit\u00e0 espressive, costruttive e fisico-motorie;<\/p>\n\n\n\n<p>5) sviluppo di un senso di appartenenza al gruppo nel rispetto degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>La vacanza si \u00e8 svolta in localit\u00e0 Pralormo, frazione del comune di Poirino in provincia di Alessandria, nell&#8217;azienda agricola &#8220;La Paolina&#8221;. La struttura offre come risorsa la possibilit\u00e0 di utilizzare il maneggio, le attivit\u00e0 legate alla gestione degli animali e tutto lo spazio di propriet\u00e0 dell&#8217;azienda. Ma l&#8217;arredamento della casa non era adeguato ad ospitare gruppi di ragazzi problematici e sono stati procurati diversi danni che hanno influito pesantemente sul bilancio. Il fatto poi che la struttura non fosse al mare o in montagna non soddisfaceva le aspettative dei ragazzi. Il gruppo era composto da 14 minori di cui 3 ragazze e 11 ragazzi, da 4 educatori (Cristina Benatti, Barbara Plangeri, Valeria Cohen, Riccardo Gatti) e un obiettore di coscienza: il rapporto iniziale era di 1 a 3 e mezzo. Dei 14 ragazzi, 5 provenivano dal servizio ADM e per gli altri erano in preparazione progetti educativi da parte dei Servizi Sociali competenti. La loro et\u00e0 era compresa tra gli 8 ei 15 anni con una prevalenza di preadolescenti. Molti dei problemi riscontrati dagli educatori sono stati conseguenza di un gruppo cos\u00ec numeroso, tenuto conto del fatto che i ragazzi erano poco conosciuti e che molti di loro necessitavano di un rapporto privilegiato (quest&#8217;ultima era del resto un&#8217;annotazione valida anche per la prima esperienza). Il modello prevedeva un &#8220;tema&#8221; da impostare come cornice nella quale progettare attivit\u00e0 finalizzate al raggiungi mento degli obiettivi pedagogici. Fin dal primo giorno si \u00e8 riscontrata una grande difficolt\u00e0 ad applicare il modello operativo preparato; ci\u00f2 ha portato, fin dall&#8217;inizio, ad una bassa adesione alle attivit\u00e0 proposte dagli educatori, sia per un bisogno di scoperta dell&#8217;ambiente da parte dei ragazzi, sia per la mancanza di una cornice normativa, motivata dal tentativo di applicare un modello nel quale fossero i ragazzi stessi a darsi delle regole, indispensabili per una buona convivenza. Era evidente quindi nei ragazzi il bisogno di vedersi guidati e contenuti da un&#8217;organizzazione pi\u00f9 strutturata, alla quale i ragazzi hanno risposto positivamente. Da questo gli educatori hanno dedotto l&#8217;importanza di partire dal loro quotidiano modello educativo (nel quale sono gli adulti a decidere) per arrivare progressivamente al riconoscimento della necessit\u00e0 di fissare delle norme, indispensabili alla convivenza. Inoltre il ritmo serrato della vacanza sembra aver impedito di utilizzare sufficienti momenti di confronto in cui giungere ad una metodologia comune. Un buon contributo \u00e8 stato dato dalla presenza di alcune figure di appoggio (altri educatori ADM ed educatori del Centro) che si sono alternate fino al termine della vacanza. Nonostante le molte difficolt\u00e0, i ragazzi hanno avuto modo di sviluppare un senso di appartenenza al gruppo, superando i primi momenti di difficolt\u00e0 nel confronto dei loro interessi\/bisogni. Per quanto riguarda l&#8217;esperienza dell&#8217;autogestione gli educatori hanno evidenziato la difficolt\u00e0 ed il grande impiego di energie necessarie alla conduzione della casa, anche se le attivit\u00e0 autogestite sono state utili nella canalizzazione delle tensioni e nel raggiungimento delle finalit\u00e0 proposte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Conclusioni&nbsp;<\/u><\/strong><strong><u><\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giudizio complessivamente positivo da parte dei ragazzi, i quali hanno avuto la possibilit\u00e0 di sperimentare un contesto diverso dalle solite vacanze ed hanno potuto cos\u00ec far emergere le loro modalit\u00e0 di relazione. Tutto ci\u00f2 ha contribuito ad evidenziare la loro difficolt\u00e0 (agita molte volte in modo distruttivo), ma anche la loro capacit\u00e0 di adeguarsi ad una situazione nuova, in un contesto che, forse per la prima volta, si rivolgeva a loro con una richiesta di partecipazione decisionale. Grazie a ci\u00f2 si \u00e8 arrivati a un momento finale dove i ragazzi si sono in parte attivati nelle proposte al gruppo, con la prospettiva di incidere direttamente nella realt\u00e0 che stava vivendo. Ritorni positivi anche dai Servizi Sociali con i quali si prevede una maggiore collaborazione, anche nella stesura della griglia di osservazione<\/p>\n\n\n\n<p>Da notare che una delle maggiori difficolt\u00e0 con il Comune di Milano \u00e8 stata, da una parte il ritardo con cui sono pervenute le richieste di partecipazione per ogni singolo minore, dall&#8217;altra la mancata emissione delle impegnative di pagamento delle rette da parte degli Enti competenti (Comune di Milano, Provincia) prima della partenza dei ragazzi. Si era comunque deciso che le vacanze potessero avviarsi anche in mancanza delle impegnative. Nel primo anno la situazione si \u00e8 conclusa positivamente, dato che&nbsp;le rette sono state pagate tutte anche se con notevoli ritardi. Nel 1991, invece, i fondi per coprire le rette non sono pervenuti; ci\u00f2 ha messo in serie difficolt\u00e0 la cooperativa tanto che, anche a fronte di altri problemi irrisolti, per il 1992 l&#8217;esperienza non potr\u00e0 poi essere ripetuta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo per\u00f2 vedere come esperienze di vacanze, in citt\u00e0 o fuori, negli anni si siano poi ripetute. A cominciare dall\u2019esperienza <em>Vacanzopoli<\/em> che come vedremo si \u00e8 sviluppata all\u2019interno del <em>Centro di prevenzione<\/em>, sono state diverse le esperienze di vacanza in ADM, nei centri di aggregazione fino all\u2019attuazione di progetti in cui il rapporto con la natura diventa strumento educativo fondamentale come per esempio il progetto PAN.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le premesse&nbsp; Le colonie tradizionali evocano spesso ricordi negativi ed angosciosi, in quanto sono per lo pi\u00f9 strutture elefantiache con scarsa o nulla flessibilit\u00e0 organizzativa e sono centrate sugli obiettivi di mantenimento dell&#8217;istituzione pi\u00f9 che sulla soddisfazione del bisogno dei ragazzi. 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