{"id":1447,"date":"2021-10-29T16:48:41","date_gmt":"2021-10-29T16:48:41","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=1447"},"modified":"2025-06-25T12:57:56","modified_gmt":"2025-06-25T12:57:56","slug":"il-lavoro-nel-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/10\/29\/il-lavoro-nel-territorio\/","title":{"rendered":"Il lavoro nel territorio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>I Rapporti istituzionali&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di proseguire nell\u2019esposizione degli interventi attuati nel territorio alla fine degli anni 80 \u00e8 opportuno fare un accenno all\u2019importanza riservata da Comin alla relazione con le istituzioni politiche che governano i territori. Fin dai suoi inizi infatti Comin non ha fatto consistere il proprio intervento (anche se di ci\u00f2 ha preso via via consapevolezza con lo svolgersi dell&#8217;esperienza) solo nella risposta concreta a specifiche situazioni di disagio ma anche in questo impegno culturale, sociale e politico per la diffusione all&#8217;interno della societ\u00e0 di un atteggiamento responsabile e attivo circa i bisogni e i diritti dei minori, in particolare di quelli in difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 un accenno sintetico che vuole riprendere in modo riassuntivo le attivit\u00e0 svolte rimandando agli <em>Approfondimenti <\/em>per uno sguardo un po&#8217; pi\u00f9 analitico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I RAPPORTI CON LA REGIONE LOMBARDIA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo ambito in cui si sono concretizzate queste intenzioni \u00e8 stato il rapporto con la Regione Lombardia. Proprio alla fine del &#8217;79 l<em>&#8216;<\/em>Assessore Perruzzotti aveva convocato in una assemblea i rappresentanti delle esperienze alternative esistenti in regione, con lo scopo di conoscere il variegato panorama delle esperienze di comunit\u00e0 e soprattutto di definire i diversi tipi di servizi di comunit\u00e0. Infatti da questa assemblea regionale \u00e8 poi scaturito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di alcune di queste comunit\u00e0, fra cui anche un nostro socio. Tale gruppo di lavoro alla fine ha prodotto un documento stampato dalla Regione: &#8220;<em>I servizi di comunit\u00e0&#8221;<\/em><em>.<\/em> Lo scopo di questo documento era quello di definire i diversi tipi di comunit\u00e0 in tutti gli aspetti principali che li caratterizzavano. Una volta terminato questo lavoro di stesura del documento, le comunit\u00e0 decisero di restare coordinate e fondarono il<strong> Segretariato Regionale dei Servizi di Comunit\u00e0 <\/strong>che ebbe molta importanza, perch\u00e9 soprattutto nei primi anni &#8217;80, riusc\u00ec ad instaurare una collaborazione fattiva con la Regione Lombardia. Ci\u00f2 ha consentito, tra l&#8217;altro, la realizzazione di tre convegni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &#8220;I servizi di comunit\u00e0&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &#8220;Obiezione di coscienza e servizio civile&#8221;;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &#8220;Cooperazione e servizi sociali&#8221;, una scelta per la persona<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo si \u00e8 tenuto a Brescia nel 1981 gli altri due a Milano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questo \u00e8 stato possibile essere consultati nella programmazione socio-assistenziale in ambito territoriale in quanto esperienze significative presenti sul territorio. Purtroppo dopo i primi anni ottanta venne meno un certo rapporto stretto con la Regione Lombardia anche in seguito alla decisione di concentrare l&#8217;attenzione su un rapporto con l&#8217;ente locale pi\u00f9 decentrato (Comuni) e al risolversi del Segretariato regionale in coordinamenti provinciali.&nbsp; La collaborazione con la Regione si dirad\u00f2 quindi in collaborazioni saltuarie nel caso di alcuni progetti specifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RAPPORTO CON L\u2019AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MILANO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Abbiamo trattato nei primi capitoli del rapporto travagliato con l\u2019amministrazione comunale di Sesto S. Giovanni che non ha mai recepito le nostre proposte portando Comin a scegliere di far \u201cemigrare\u201d le proprie comunit\u00e0 a Milano. Fino alla met\u00e0 degli anni 90 \u00e8 stata quindi Milano l\u2019amministrazione comunale di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa sede abbiamo trovato una risposta migliore ed \u00e8 stato possibile trovare collaborazione fin dal principio sia con l\u2019Assessore Cuomo che con il suo successore Schemmari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo ambito di collaborazione ha riguardato naturalmente lo sviluppo di una rete di comunit\u00e0 per i minori. Rimandiamo per questo ad una lettera inviata da Comin in cui sono sintetizzate le nostre proposte. Conseguenza anche di queste richieste \u00e8 stata la costituzione di una commissione di lavoro per la definizione congiunta del testo di una convenzione tra Comune e comunit\u00e0. Questa commissione non \u00e8 riuscita a raggiungere l\u2019obiettivo, nonostante le proposte elaborate. Negli anni la collaborazione a questo proposito ha visto principalmente queste azioni congiunte:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019organizzazione del convegno \u201cServizi di comunit\u00e0 ed ente pubblico: quale impegno per una risposta adeguata all\u2019emarginazione\u201d tenutosi nel giugno 1984<\/li><li>La pubblicazione da parte del comune di Milano della ricerca su <em>Le comunit\u00e0 per minori<\/em><\/li><li>La proposta della costituzione di una consulta sulle problematiche minorili<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 efficace \u00e8 stata la collaborazione attuata assieme ad altre realt\u00e0, in particolare l\u2019ANFAA, che ha portato alla scelta di investire sull\u2019 Affido familiare e nel 1983 all\u2019approvazione del <em>Progetto Affido<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo non sottolineare l\u2019importanza della collaborazione con Il comune di Milano che ha reso possibile l\u2019avvio della<strong> sperimentazione del servizio di ADM<\/strong> nel 1985.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludiamo anticipando l\u2019avvio di un altro intervento sperimentale. Il <em>Centro di prevenzione al disagio adolescenziale <\/em>di cui vi racconteremo il prossimo mese nel Capitolo 6.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Interventi nelle zone&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">INTERVENTO A SESTO.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I momenti &#8220;forti&#8221; dell&#8217;attivit\u00e0 Comin sul territorio di Sesto San Giovanni possono essere riassunti nell&#8217;impegno per la costituzione di un gruppo di famiglie affidatarie (nei primi anni &#8217;80) e per la costituzione di una consulta sull&#8217;emarginazione con tutte le realt\u00e0 esistenti a Sesto. Tale consulta veniva convocata dal Comune che investi su questo lavoro solo per poco tempo. Progressivamente sul territorio di Sesto la Comin non ha pi\u00f9 svolto attivit\u00e0 promozionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">INTERVENTO IN ZONA 7<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;La partecipazione di Comin in zona 7 in questi anni si \u00e8 limitata soprattutto alla gestione di uno spazio, definito genericamente <em>Stanzetta, <\/em>riservato ai minori in carico al servizio ADM. Situata al primo piano della sede del Consiglio di Zona in via Guerzoni, la <em>Stanzetta <\/em>misurava circa 20 mq e conteneva un tavolo da lavoro e un armadio con giochi e attrezzature per lavori manuali (creta, stampa, pittura). Finalit\u00e0 di questo spazio erano:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) permettere a educatore e minore di avere un luogo dove poter interagire al di&nbsp;fuori della casa e della famiglia;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) permettere al minore di lavorare, studiare, giocare, sperimentare cose nuove in uno spazio sufficientemente ampio da poter contenere anche attivit\u00e0&nbsp;creative;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) dare la possibilit\u00e0 al minore di frequentare dei coetanei in un contesto n\u00e9&nbsp;scolastico, n\u00e9 famigliare, n\u00e9 di strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante l&#8217;anno 1987 l&#8217;utilizzo della <em>Stanzetta <\/em>evidenzi\u00f2 numerosi problemi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) lo spazio era limitato e non poteva contenere un numero di bambini superiore&nbsp;a 4 o 5;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) l&#8217;orario di utilizzo consentito dal Cdz non era confacente agli orari del servizio ADM (l<em>a Stanzetta <\/em>chiudeva alle 18.00);&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) la vicinanza agli uffici creava delle difficolt\u00e0 sia ai bambini sia a coloro che&nbsp;lavoravano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;L<em>a Stanzetta <\/em>non rispondeva quindi alle esigenze dell&#8217;ADM, n\u00e9 come struttura, n\u00e9 come disponibilit\u00e0. Fu dunque fatta una ulteriore richiesta al Cdz, che, l&#8217;anno successivo, per 5 mesi circa, offr\u00ec all&#8217;ADM la possibilit\u00e0 di utilizzare una sala al centro polivalente di via Livigno, da condividere con il gruppo anziani (gli anziani vi facevano corsi di ginnastica al mattino). La sala di via Livigno non fu mai attrezzata adeguatamente, e venne utilizzata soprattutto per organizzare delle feste con i minori a Natale e a Carnevale. Non fu creato nessun progetto in quanto gli educatori capivano che si trattava di una soluzione provvisoria. Infatti, la sala venne richiesta e riconsegnata al gruppo anziani e gli educatori ADM chiesero e ottennero dalla scuola media di via Ciaia l&#8217;utilizzo di un&#8217;aula di grandi dimensioni per poter lavorare con i minori. In questo spazio \u00e8 stato programmato un lavoro di animazione teatrale. Per la realizzazione di tale progetto fu messa a disposizione dal Cdz la cifra di Lit. 2.000.000 per l&#8217;acquisto del materiale necessario e per pagare un&#8217;animatrice teatrale da affiancare agli operatori ADM nella ideazione e realizzazione del progetto. Lo spettacolo, intitolato <em>La citt\u00e0 e le nuvole, r<\/em>accontava i desideri dei bambini riguardo via Imbonati, che, da grigia e sporca, si trasformava, nel disegno e nelle&nbsp;costruzioni di cartone dei bambini, in una strada coloratissima, piena di palloncini, fontane, alberi. L&#8217;anno successivo, a causa dei lavori di ristrutturazione all&#8217;interno della scuola, l&#8217;aula venne assegnata al sostegno pomeridiano per i bambini disagiati e quindi l&#8217;ADM dovette abbandonare tale spazio. Nel 1991, terminata la ristrutturazione dello stabile in via Brivio, occupato da SSMI, SIMEE, Consultorio, ADA, il Cdz ha deciso di destinare un locale all&#8217;ADM assegnandolo all&#8217;assessorato all&#8217;Assistenza del Comune. L&#8217;assegnazione \u00e8 stata inizialmente contrastata dagli operatori del SIMEE che volevano utilizzare tali spazi per i loro uffici. L<em>&#8216;<\/em>ADM ha steso un primo progetto di utilizzo di tale spazio .<em>&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto agli interventi in Zona 7 va ricordato che, nell&#8217;anno 1990, alcuni operatori ADM progettarono una Ricerca-Intervento per esaminare la condizione della donna immigrata, prendendo come parametri di analisi la &#8220;solitudine sociale&#8221; della donna e &#8220;il rischio della patologia&#8221;. Il Cdz appoggi\u00f2 l&#8217;iniziativa, dichiarandosi disponibile non solo a finanziare il lavoro, ma anche a partecipare alla progettazione di un Centro Donna. Purtroppo l&#8217;iniziativa fall\u00ec in quanto non fu trovato un accordo di lavoro con i Servizi Sociali e di Igiene Mentale della Zona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;INTERVENTO IN ZONA 10. L&#8217;intervento in Zona 10 continua a svolgersi per lo pi\u00f9 all&#8217;interno del <em>gruppo minori<\/em>, che raggruppa la maggior parte delle iniziative presenti in zona nel campo minorile, oltre ai Servizi Sociali, Distretto Scolastico, alcune scuole, rappresentanti di partiti. Il gruppo, avendo allargato la sua ottica di intervento alla complessit\u00e0 della problematica minorile (senza limitare il proprio interesse solo ai casi di grave disagio sociale), ha formato dall&#8217;87 tre sottogruppi di lavoro (scuola, lavoro, tempo libero), che sono arrivati all&#8217;organizzazione di un convegno di zona dal titolo: &#8220;Scuola &#8211; lavoro e tempo libero: quali opportunit\u00e0 ai giovani della zona<em>?<\/em>&#8221; Da questa iniziativa sono emerse alcune traiettorie di lavoro che, approfondite, hanno dato luogo alla formulazione di proposte di intervento che sono state presentate l&#8217;anno successivo in un secondo convegno zonale. Le altre principali iniziative svolte nell&#8217;ambito del <em>gruppo minori<\/em> sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) la ricerca sulla condizione giovanile in zona e sulle risorse esistenti, commissionata per il 1987-1988 alla scuola per Operatori Sociali di via Daverio (Milano). Tale ricerca \u00e8 stata divisa in due fasi, una sui gruppi formali e&nbsp;una sulle compagnie informali;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) la festa per i giovani nel corso della quale sono state presentate le realt\u00e0 zonali&nbsp;operanti nel settore;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) la ricerca di spazi per creare servizi per minori: sono state ottenute due strutture delle quali una \u00e8 stata utilizzata per l&#8217;avvio di un Centro Giovani gestito dalla Cooperativa Diapason, e l&#8217;altra per fornire una sede al Centro Tempo per l&#8217;Infanzia;&nbsp;4) il lavoro per l&#8217;integrazione dei Servizi e delle realt\u00e0 pubbliche e private presenti in zona, culminato in tre giornate di incontro e presentazione degli obiettivi e degli interventi delle diverse realt\u00e0, da cui \u00e8 emersa l&#8217;esigenza&nbsp;di continuare il lavoro comune; 5) la collaborazione con l&#8217;iniziativa &#8220;In viaggio verso il lavoro&#8221; della Curia di&nbsp;Milano: una ricerca intervento (divisa in quattro fasi) sul problema della disoccupazione giovanile. La zona 10 (Decanato di Turro) \u00e8 stata scelta come zona campione per la citt\u00e0 di Milano.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;I Rapporti istituzionali&nbsp; Prima di proseguire nell\u2019esposizione degli interventi attuati nel territorio alla fine degli anni 80 \u00e8 opportuno fare un accenno all\u2019importanza riservata da Comin alla relazione con le istituzioni politiche che governano i territori. 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