{"id":1221,"date":"2021-07-20T14:21:00","date_gmt":"2021-07-20T14:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=1221"},"modified":"2021-08-04T08:44:49","modified_gmt":"2021-08-04T08:44:49","slug":"i-minori-accolti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/20\/i-minori-accolti\/","title":{"rendered":"I minori accolti"},"content":{"rendered":"\n<p>Cerchiamo ora di tracciare un quadro delle caratteristiche dei ragazzi e dei bambini accolti nelle nostre comunit\u00e0 a partire dell\u2019inizio dell\u2019esperienza della Comin e ripercorrendo l\u2019evoluzione avvenuta a riguardo nello svolgersi dell\u2019esperienza della cooperativa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le caratteristiche dei primi minori accolti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utenza cui la cooperativa si rivolse nei primi anni della propria attivit\u00e0 \u201cveniva\u201c determinata in base ai criteri quali l\u2019et\u00e0 (0\/10 anni), la non adottabilit\u00e0, l\u2019assenza di gravi problemi comportamentali. Ai gruppi di fratelli naturali viene data la preferenza. Dalla scelta di tali criteri sono deducibili:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la priorit\u00e0 attribuita all\u2019adozione e all\u2019affidamento familiare come forme di intervento nei confronti dell\u2019infanzia abbandonata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la prevista possibilit\u00e0 di continuare i rapporti con le famiglie di origine dei minori, operando dunque non solo sui minori ma anche sul nucleo di provenienza;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la salvaguardia dei legami esistenti, ad esempio tra fratelli, quale fattore favorevole all\u2019instaurarsi di un clima il pi\u00f9 possibile simile a quello della famiglia d\u2019origine e capace di evitare un ennesimo vissuto abbandonico;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la volont\u00e0 di ricreare nuclei familiari il pi\u00f9 possibile normali, il che comporta l\u2019esclusione di minori con gravi problemi comportamentali che potrebbero pregiudicare la stabilit\u00e0 emotiva dell\u2019intero nucleo.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene di fatto privilegiato, l\u2019inserimento in comunit\u00e0 di minori per i quali si prevede da subito un lungo periodo di istituzionalizzazione, non potendo usufruire n\u00e9 dell\u2019istituto dell\u2019affidamento, n\u00e9 di quello dell\u2019adozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi minori sono infatti ritenuti pi\u00f9 bisognosi di un rapporto affettivo stabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 alloggio viene cos\u00ec a connotarsi con caratteristiche di stabilit\u00e0 e per questo si cerca di evitare un continuo avvicendarsi di minori in comunit\u00e0 che non permetterebbe l\u2019instaurarsi di un clima familiare all\u2019interno del quale la vicemadre ha il compito di favorire la crescita e la convivenza di minori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ridefinizione dell\u2019utenza ottimale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come pi\u00f9 volte accennato<a href=\"#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a> nel 1980 \u00e8 stato definito nella Comin un nuovo modello di comunit\u00e0, specificandone le caratteristiche sulla base dell\u2019esperienza fino ad allora fatta e cercando di individuarne l\u2019utenza ottimale<a href=\"#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec giunti alla consapevolezza che la comunit\u00e0 si caratterizza per essere integrativa nei confronti della famiglia di origine ed \u00e8 bene che non si ponga come sostitutiva e\/o conflittuale nei confronti della stessa. La comunit\u00e0 deve dunque rivolgersi soprattutto a quelle situazioni in cui sia possibile un lavoro di affiancamento alla famiglia in vista di un rientro a breve, medio o, in casi eccezionali, anche a lungo termine<a href=\"#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a>. Quando il rientro nella propria famiglia d\u2019origine non \u00e8 attuabile, l\u2019obiettivo diventa quello del passaggio a un\u2019altra famiglia, tramite l\u2019adozione o l\u2019affido. Di fatto, poi, la cooperativa si \u00e8 dovuta assumere anche la responsabilit\u00e0 di casi per i quali non era pi\u00f9 possibile un rientro nella famiglia d\u2019origine e neppure un inserimento etero- familiare. Questo innanzitutto per quei minori inseriti in comunit\u00e0 nei primi tempi e per i quali era previsto l\u2019intervento fino al raggiungimento della loro completa autonomia personale; in secondo luogo anche per quei casi che, inseriti con un progetto di osservazione o di preparazione all\u2019affido in altra famiglia, per cause di forza maggiore o impossibilit\u00e0 di perseguire il progetto di inserimento etero-familiare, degeneravano fino a non rendere possibile altra alternativa che quella del raggiungimento dell\u2019autonomia psicologica ed esistenziale del ragazzo all\u2019interno della comunit\u00e0<a href=\"#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a>. Altri criteri di cui tener conto nell\u2019accoglienza dei casi venivano individuati in:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; et\u00e0 compresa tra i tre e i dodici anni al momento dell\u2019inserimento;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; l\u2019accoglienza di fratelli per evitarne la separazione;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la necessit\u00e0 di garantire equilibrio ed eterogeneit\u00e0 al gruppo dei ragazzi valutando fattori come per l\u2019et\u00e0, il sesso e le problematiche;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; ultimo, ma non per questo meno importante, la presenza di un progetto globale che definisse da subito sia i compiti dei diversi servizi che intervengono per la risoluzione del caso presentato alla comunit\u00e0, sia la responsabilit\u00e0 che la famiglia d\u2019origine viene ad assumersi in vista della risoluzione dei problemi che avevano determinato l\u2019allontanamento del minore.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019esistenza di questo progetto globale \u00e8 possibile determinare l\u2019ipotesi dell\u2019intervento educativo che la comunit\u00e0 deve attuare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una presentazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Chi sono i ragazzi accolti<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 accoglie minori sia maschi che femmine di et\u00e0 compresa tra i 3 e i 13 anni al momento in cui arrivano in comunit\u00e0. Non ci sono limiti di et\u00e0 per la permanenza. Viene data la preferenza a coppie di fratelli, per i quali si valuti opportuno evitare un\u2019ulteriore separazione, salvaguardando cos\u00ec la continuit\u00e0 di legami gi\u00e0 esistenti e limitando in parte la sofferenza e il vissuto abbandonico dei ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Maschi e femmine<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 sceglie di ospitare sia maschi che femmine perch\u00e9 ritiene che la convivenza tra i due sessi, oltre che essere la situazione che si verifica normalmente nella famiglia e a scuola, comporta opportunit\u00e0 educative importanti in tutte le fasi evolutive. Certamente non si nasconde il fatto che la convivenza tra persone che non hanno rapporti di parentela sia un elemento di novit\u00e0 rispetto alle esperienze della maggior parte dei ragazzi, e che questo potrebbe portare a momenti di difficolt\u00e0 specialmente nel periodo dell\u2019adolescenza. Tuttavia, la convivenza si rivela positiva e gli eventuali problemi risolvibili.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Et\u00e0 diverse<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Anche la presenza in comunit\u00e0 di bambini e ragazzi di et\u00e0 diverse costituisce un elemento arricchente, perch\u00e9 offre la possibilit\u00e0 di rapporti differenziati riguardo alle modalit\u00e0 di relazione e di coinvolgimento affettivo. Infatti in comunit\u00e0 avviene spesso che la differenza di et\u00e0 sia utilizzata come occasione educativa: i pi\u00f9 grandi possono responsabilizzarsi verso i pi\u00f9 piccoli e sperimentare la loro capacit\u00e0 di \u201cprendersi cura\u201d (la responsabilit\u00e0 resta comunque agli educatori). Spesso i pi\u00f9 piccoli trovano nei pi\u00f9 grandi persone che, essendo nelle loro stesse condizioni, li aiutano ad affrontare la difficolt\u00e0 di trovarsi \u201clontano da casa\u201d, di \u201cavere problemi in famiglia\u201d. A volte la differenza di et\u00e0 fa s\u00ec che non sia facile organizzare la vita della comunit\u00e0 tenendo conto delle esigenze di tutti, ma i ragazzi accettano dei limiti quando vedono che anche la loro particolare esigenza \u00e8 stata presa in considerazione. L\u2019impostazione generale della comunit\u00e0, tuttavia, stimola i ragazzi a frequentare, come \u00e8 loro necessario, i coetanei al di fuori della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Ragazzi difficili?<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Spesso le persone rimangono stupite nel constatare che i minori della comunit\u00e0 sono come gli altri. Ancora esistono dei pregiudizi che associano in qualche modo comunit\u00e0 a collegio, istituto di correzione. I ragazzi affidati alla comunit\u00e0 non sono \u201cda correggere\u201d pi\u00f9 dei loro compagni di scuola. Certo le difficolt\u00e0 familiari pesano e a volte lasciano il segno. E poi non \u00e8 certo facile per loro uscire di casa, cambiare persone, abitudini, scuola, ecc. Spesso ci sono difficolt\u00e0 scolastiche e di comportamento, a volte problemi psicologici, ma in genere i ragazzi, anche quelli provenienti dalle situazioni familiari pi\u00f9 dolorose, una volta inseriti in comunit\u00e0, dimostrano importanti capacit\u00e0 inespresse.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, una volta chiarita la loro situazione specifica, pur nel rispetto dei limiti presenti in ogni caso, si cerca di richiedere loro le stesse cose che vengono in genere richieste ai coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 non accoglie ragazzi che presentano handicap gravi perch\u00e9 non dispone della struttura e del personale adeguato.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Problemi in famiglia<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Quando i ragazzi vengono inseriti in comunit\u00e0 spesso hanno avuto comportamenti negativi o difficili a scuola o a casa e certamente in comunit\u00e0 viene loro richiesto di assumersi la responsabilit\u00e0 di tali comportamenti e di modificarli a poco a poco; ma \u00e8 necessario dire chiaramente che l\u2019allontanamento del minore dalla famiglia non \u00e8 una punizione e comunque non \u00e8 causato da tali comportamenti ma da problemi familiari dei quali il comportamento dei ragazzi \u00e8 solo uno degli aspetti o delle conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cause dell\u2019inserimento di un ragazzo in comunit\u00e0 sono dunque riconducibili a problemi di diversa natura, presenti nella sua famiglia. E\u2019 di fondamentale importanza per la riuscita del progetto fare chiarezza su questi problemi e in linea di massima poterne parlare liberamente.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Altri criteri per l\u2019accoglienza<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Oltre agli elementi generali esposti, gli altri criteri per l\u2019accoglimento di un ragazzo sono riconducibili a due ordini di fattori:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la necessit\u00e0 di garantire eterogeneit\u00e0 e stabilit\u00e0 al gruppo dei ragazzi, valutando fattori come l\u2019et\u00e0, il sesso e le problematiche degli altri ragazzi presenti, in modo che il nuovo arrivato possa trovare un posto adatto a lui senza compromettere d\u2019altra parte in maniera troppo pesante l\u2019equilibrio della comunit\u00e0;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; l\u2019esistenza di un adeguato progetto sul caso (progetto globale) che definisca sia i compiti dei diversi servizi che intervengono per la risoluzione del caso, sia le responsabilit\u00e0 che la famiglia d\u2019origine viene ad assumersi ai fini della risoluzione dei problemi che avevano determinato l\u2019allontanamento dei minori. \u00c8 importante che il progetto per quanto possibile moduli anche gli obiettivi intermedi e le modalit\u00e0 di verifica dell\u2019andamento del progetto. L\u2019esistenza del progetto globale \u00e8 fondamentale anche per favorire l\u2019inserimento dei casi pi\u00f9 adatti alle caratteristiche strutturali e pedagogiche della comunit\u00e0<a href=\"#sdfootnote5sym\"><sup>5<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi ad esempio capitolo 2 e 3.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> Le conclusioni di queste chiarificazioni sono contenute nel documento \u201cTipologia dell\u2019Utenza e Orientamento Comin\u201d del gennaio 1986. Vedi doc.22<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Le nostre comunit\u00e0 hanno cercato di sottolineare la temporaneit\u00e0 dell\u2019inserimento dei minori come elemento determinante per il buon esito del progetto. Del resto dall\u2019uscita della legge 184 del 1983, anche nel contesto istituzionale si \u00e8 progressivamente consolidata la consapevolezza che l\u2019allontanamento del minore dalla sua famiglia debba essere considerato come intervento temporaneo all\u2019interno di un progetto complessivo di sostegno alla famiglia in difficolt\u00e0. Purtroppo al di l\u00e0 delle affermazioni, spesso questa consapevolezza non trova riscontro nella prassi operativa.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> Situazioni, queste, che noi avevamo definito di autonomizzazione, per distinguerle dal progetto che prevedeva l\u2019autonomia intesa come autonomia psicologica e pratica in vista dell\u2019inserimento all\u2019interno di una famiglia carente.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi Comunit\u00e0 Familiare \u201cil Melograno\u201d Progetto Istituzionale pag. 10-12<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cerchiamo ora di tracciare un quadro delle caratteristiche dei ragazzi e dei bambini accolti nelle nostre comunit\u00e0 a partire dell\u2019inizio dell\u2019esperienza della Comin e ripercorrendo l\u2019evoluzione avvenuta a riguardo nello svolgersi dell\u2019esperienza della cooperativa. 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