{"id":1219,"date":"2021-07-30T14:04:00","date_gmt":"2021-07-30T14:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=1219"},"modified":"2021-08-02T14:05:36","modified_gmt":"2021-08-02T14:05:36","slug":"riflessioni-successive-precisazioni-e-altre-definizioni-sul-ruolo-delleducatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/30\/riflessioni-successive-precisazioni-e-altre-definizioni-sul-ruolo-delleducatore\/","title":{"rendered":"Riflessioni successive precisazioni e altre definizioni sul ruolo dell\u2019educatore"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo l\u2019importante sforzo iniziale, sviluppato all\u2019inizio degli anni \u201980, di definire il ruolo di questa nuova figura di operatore descrivendone le caratteristiche, i compiti, le responsabilit\u00e0, come pure le competenze richieste, nello svolgersi dell\u2019esperienza operativa gli educatori della comunit\u00e0 hanno continuato ad interrogarsi sul proprio ruolo, operando sottolineature di aspetti gi\u00e0 evidenziati oppure rilevando nuove caratteristiche del loro ruolo. Riportiamo di seguito riferendoci a brani di documenti la riflessione sviluppata a riguardo in questi anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La globalit\u00e0 del ruolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019efficacia dell\u2019intervento educativo e un\u2019organizzazione del servizio a partire da criteri e obiettivi diversi da quelli propri delle istituzioni totali richiedono necessariamente la piena responsabilit\u00e0 e l\u2019intervento diretto di ogni figura educativa in ciascuna fase del progetto educativo e in ogni aspetto della gestione del servizio, valorizzando al massimo la professionalit\u00e0 dell\u2019educatore. Per questo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Si \u00e8 cercato di valorizzare la corresponsabilit\u00e0 dell\u2019\u00e9quipe, evitando forme di coordinamento o di direzione, nella consapevolezza dell\u2019inefficacia dell\u2019intervento educativo di chi agisce solo su mandato e non \u00e8 responsabile della progettazione del proprio agire.<\/li><li>La responsabilit\u00e0 dell\u2019educatore non si gioca solamente all\u2019interno della vita comunitaria, ma anche nel rapporto con i servizi sociali responsabili della gestione del caso, gli eventuali altri servizi tecnici che interagiscono nella gestione del caso, e il tribunale per minorenni. Ci\u00f2 avviene fin dal momento della proposta dell\u2019inserimento e della decisione di accogliere il minore, e prosegue poi nell\u2019individuazione degli obiettivi del progetto educativo e del progetto globale, cos\u00ec come nelle diverse fasi di verifica del raggiungimento di questi obiettivi.<a href=\"#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a><\/li><li>L\u2019elaborazione del progetto educativo, pur prevedendo altri importanti e insostituibili contributi,<a href=\"#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a> vede come attori principali nella lettura dei bisogni e nell\u2019individuazione degli obiettivi educativi e delle strategie di intervento susseguenti, gli stessi operatori che poi, nella vita quotidiana, cercheranno di raggiungere attraverso la convivenza con il minore gli obiettivi educativi individuati.<\/li><li>Per questo l\u2019educatore coniuga la propria capacit\u00e0 progettuale con una significativa presenza nel quotidiano. L\u2019efficacia dell\u2019intervento educativo della comunit\u00e0 sta proprio in questa feconda connessione tra motivazione e professionalit\u00e0.<a href=\"#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a> \u00c8 infatti:<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u201cIl lavoro preliminare e continuo di progettazione ci\u00f2 che orienta la relazione educativa nella convivenza quotidiana, quando l\u2019educatore cerca di trasformare attivit\u00e0 abituali e imprevisti in occasioni di cura, di intervento educativo e di valorizzazione del minore, pur declinando il proprio agire in modo per lo pi\u00f9 spontaneo, vivo ed immediato.<a href=\"#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a> L\u2019educatore si sforza quindi di armonizzare gradualmente tra fattori: teoria (sapere), tecnica (saper fare), personalit\u00e0 (saper essere).\u201d<a href=\"#sdfootnote5sym\"><sup>5<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La conduzione complessiva della vita comunitaria prevede anche la responsabilit\u00e0 degli educatori nella gestione domestica e nella conduzione pratica della casa, nella consapevolezza delle opportunit\u00e0 educative che un simile ruolo complessivo offre nel rapporto con i ragazzi con i quali si vive. \u201cLa comunit\u00e0 \u00e8 infatti ambito di accudimento e di relazione e il procedere pedagogico \u00e8 metaforico, utilizza il linguaggio delle cose e delle azioni. Il dire della comunit\u00e0 \u00e8 soprattutto un fare ed il sapere dell\u2019educatore si trasforma nel sapore che i ragazzi gustano nella relazione con lui\u201d<a href=\"#sdfootnote6sym\"><sup>6<\/sup><\/a><\/li><li>Le comunit\u00e0 sono pienamente inserite nella cooperativa e questo per due motivi: perch\u00e9 riteniamo che la creazione di un servizio alternativo all\u2019istituzionalizzazione debba prevedere la corresponsabilit\u00e0 dell\u2019operatore nelle scelte che riguardano la gestione della comunit\u00e0 a tutti i livelli, da quello educativo a quello economico, ponendosi come imprenditore che determina il proprio lavoro e l\u2019esistenza della comunit\u00e0 e perch\u00e9 \u00e8 previsto tra i compiti dell\u2019operatore Comin anche lo sforzo di rendere significativa la presenza della comunit\u00e0 come momento di sensibilizzazione sociale, culturale e politica nei confronti delle istituzioni e del territorio.<a href=\"#sdfootnote7sym\"><sup>7<\/sup><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>UNA RIFLESSIONE SUL BURN OUT<\/p>\n\n\n\n<p>Sono evidenti alcuni costi pratici che derivano per l\u2019operatore dalle caratteristiche di globalit\u00e0 del suo ruolo e dalle molteplicit\u00e0 delle funzioni che gli sono richieste, come pure le conseguenze che questa molteplicit\u00e0 di funzioni, unita alla peculiarit\u00e0 del modello educativo, possono avere in termini di turnover degli operatori; ci\u00f2 nonostante, la nostra esperienza ci ha reso consapevoli dell\u2019insostituibilit\u00e0 di questo modello, sia per l\u2019efficacia dell\u2019intervento educativo che ne consegue, sia per la soddisfazione professionale e personale degli operatori. Abbiamo constatato a questo riguardo come la soddisfazione professionale e personale degli operatori sia uno degli elementi fondamentali che pu\u00f2 invece ostacolare il buon out di operatori come i nostri, che si trovano ad agire in situazioni di ansia e di fatica per tempi prolungati. Si pu\u00f2 infatti osservare come il turnover degli operatori in altre comunit\u00e0 che si basano su orari di lavoro con turnazioni rigide a trentasei ore settimanali non sia assolutamente minore di quello che si riscontra in comunit\u00e0 come le nostre che prevedono invece tempi di presenza molto maggiori. Condizioni di lavoro educativo deresponsabilizzanti e fondate per la maggior parte su funzioni esecutive e non creative facilitano, il distacco dalle motivazioni con le quali l\u2019operatore aveva intrapreso il lavoro educativo nella comunit\u00e0.<a href=\"#sdfootnote8sym\"><sup>8<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante ci\u00f2 \u00e8 importante una continua attenzione alle revisioni delle modalit\u00e0 organizzative del lavoro, in modo da garantire una maggiore qualit\u00e0 della vita degli educatori diminuendo i costi personali che la gestione del servizio comporta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019organizzazione del lavoro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata una costante nelle diverse occasioni in cui gli operatori hanno riflettuto sul proprio ruolo in questi anni ricordare come un\u2019attuazione puntuale della complessit\u00e0 di ruolo descritta determina l\u2019organizzazione del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo chenon si basi su uno schema rigido prefissato, ma che si attua settimanalmente in maniera flessibile, cercando di conciliare gli interessi della comunit\u00e0 e del servizio con i bisogni specifici del singolo operatore, anche se esiste uno schema organizzativo di massima cui fare riferimento. Si richiama anche qui l\u2019importanza del fatto che l\u2019operatore pi\u00f9 che sentirsi dipendente di un\u2019istituzione possa effettivamente essere gestore responsabile del proprio lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Professionalit\u00e0 come coinvolgimento consapevole<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere infine significativo rilevare come il concetto di professionalit\u00e0 che \u00e8 alla base di queste definizioni di ruolo si esplica non nella mancanza di coinvolgimento coi problemi del ragazzo, ma piuttosto nella consapevolezza del significato e dei limiti del proprio ruolo. \u201cPer lavorare con il minore l\u2019educatore deve lavorare su se stesso; anzi lavorando con il minore l\u2019educatore lavora su se stesso e viceversa. In questo senso la relazione educativa non pu\u00f2 che coinvolgere, e tanto il bambino l\u2019educatore, mentre vivono le relazioni che intercorre tra di loro, rielaborano altra relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La professionalit\u00e0 non richiede quindi mancanza di coinvolgimento ai problemi del ragazzo<a href=\"#sdfootnote9sym\"><sup>9<\/sup><\/a>, quanto piuttosto consapevolezza del significato e dei limiti del proprio ruolo e delle ripercussioni emotive che questo rapporto ha sull\u2019operatore e sul ragazzo stesso\u201d<a href=\"#sdfootnote10sym\"><sup>10<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>A questo riguardo \u00e8 opportuno ricordare l\u2019insostituibile ruolo di un tecnico supervisore del lavoro dell\u2019\u00e9quipe degli educatori, come strumento per la gestione di eventuali problemi legati a dinamiche relazionali che possono sorgere tra i diversi operatori che compongono l\u2019\u00e9quipe oppure come aiuto al singolo operatore nell\u2019individuazione prima e nella gestione poi di problemi di coinvolgimento o di fusione dei propri problemi personali con quelli dei minori presenti nella comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come un camaleonte: esserci e non esserci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019educatore come riferimento della comunit\u00e0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019educatore oltre a salvaguardare le dinamiche esistenti all\u2019interno del gruppo e aiutare il ragazzo ad inserirsi nella dinamica dei rapporti comunitari e ad accettare l\u2019inserimento dei nuovi venuti, rappresenta con un preciso ruolo normativo, la guida di cui un minore ha bisogno nella sua crescita\u201d<a href=\"#sdfootnote11sym\"><sup>11<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019educatore come attivatore di risorse educative<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 importante anche ripuntualizzare che nella vita comunitaria ci si educa assieme grandi e piccoli, ottenendo e offrendo a un tempo occasioni di aiuto per la crescita. Ci sembra quindi di poter considerare un educatore soprattutto come attivatore di risorse educative sia all\u2019interno della comunit\u00e0, rispetto al coinvolgimento degli altri ragazzi, sia all\u2019esterno, valorizzando e coordinando le potenzialit\u00e0 offerte dalla famiglia, dagli amici, dalla scuola, dai servizi, dai gruppi di riferimento per il tempo libero, cercando in questo modo di tenere aperta la comunit\u00e0 ai contributi dell\u2019ambiente circostante\u201d.<a href=\"#sdfootnote12sym\"><sup>12<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019educatore come facilitatore di cambiamento<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u00c8 consapevolezza determinante per una corretta attuazione del ruolo educativo nella comunit\u00e0 capire come il principale ruolo di agente e protagonista del cambiamento \u00e8 di fatto svolto dalla famiglia del minore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato solo nei casi in cui in modo particolare la famiglia e poi anche il minore siano stati in grado di assumere con consapevolezza il proprio ruolo di protagonisti nel cambiamento delle situazioni di difficolt\u00e0 che lo vedevano coinvolto, che si \u00e8 potuto raggiungere i migliori risultati educativi e reinserimento sociale. Il considerarsi facilitatori di cambiamento piuttosto che agenti o attori principali di esso, ci aiuta a definire con pi\u00f9 realismo e correttezza e con meno onnipotenza i limiti e il significato del ruolo che giochiamo nel nostro intervento educativo-sociale.<a href=\"#sdfootnote13sym\"><sup>13<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi \u201cComunit\u00e0 Familiare il Melograno Progetto Istituzionale\u201d pag. 8.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> In primo luogo da parte del tecnico supervisore, poi dell\u2019assistente sociale e di altri tecnici che interagiscono nel caso specifico come pure di tutte le altre risorse educative presenti nella vita del ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ci richiamiamo alla cosiddetta \u201cinterdipendenza della polarit\u00e0 opposte\u201d, concetto che rende fecondo il nostro approccio al lavoro. Tale concetto epistemologico \u00e8 stato elaborato anche all\u2019interno del gruppo minori e sintetizzato poi nel documento&#8230;. alla cui lettura rimandiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> Si rimanda al libro citato \u201cLuoghi Comuni, Crescere in Comunit\u00e0\u201d pag. 111-112.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi Comunit\u00e0 Familiare il Melograno&#8230;.pag. 9<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote6anc\">6<\/a><sup>\u0002<\/sup> IDEM. Si rimanda inoltre di nuovo al libro \u201cLuoghi Comuni&#8230;.\u201d capitolo Saperi e Sapori pag. 100 e seguenti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote7anc\">7<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi ad esempio Vol. VI doc. 27 pag. 4<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote8anc\">8<\/a><sup>\u0002<\/sup>A questo riguardo, infatti, si pu\u00f2 osservare come i motivi che hanno determinato, soprattutto negli ultimi anni, l\u2019allontanamento di un educatore dalla comunit\u00e0 siano per la maggior parte riconducibili all\u2019impossibilit\u00e0 di conciliare la propria vita privata con gli impegni della comunit\u00e0 e non tanto al venir meno delle motivazioni e dell\u2019entusiasmo per il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote9anc\">9<\/a><sup>\u0002<\/sup> Vedi \u201cLuoghi Comuni&#8230;\u201d p.103<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote10anc\">10<\/a><sup>\u0002<\/sup> Da \u201cComunit\u00e0 familiare \u2018il Melograno\u2019 progetto Istituzionale\u201d pag.9<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote11anc\">11<\/a><sup>\u0002<\/sup> Da \u201cServizio di Comunit\u00e0 Alloggio- Revisione Critica del Lavoro\u201d del gennaio del 1988 &#8211; Vol. VI doc. 27 pag. 3.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote12anc\">12<\/a><sup>\u0002<\/sup> Da \u201cServizio di Comunit\u00e0 Alloggio- Revisione Critica del Lavoro\u201d del gennaio del 1988 &#8211; Vol. VI doc. 27 pag. 4<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote13anc\">13<\/a><sup>\u0002<\/sup> Da \u201cComunit\u00e0 familiare \u2018il Melograno\u2019 progetto Istituzionale\u201d pag.9<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019importante sforzo iniziale, sviluppato all\u2019inizio degli anni \u201980, di definire il ruolo di questa nuova figura di operatore descrivendone le caratteristiche, i compiti, le responsabilit\u00e0, come pure le competenze richieste, nello svolgersi dell\u2019esperienza operativa gli educatori della comunit\u00e0 hanno continuato ad interrogarsi sul proprio ruolo, operando sottolineature di aspetti gi\u00e0 evidenziati oppure rilevando nuove&hellip;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"read-more-wrapper\"><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/30\/riflessioni-successive-precisazioni-e-altre-definizioni-sul-ruolo-delleducatore\/\" class=\"button button-secondary\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto \u00bb<span class=\"screen-reader-text\">Riflessioni successive precisazioni e altre definizioni sul ruolo dell\u2019educatore<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-1219","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-2-leducatore"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1219\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}